Brucia la vecchia!

bruciare la vecchia.jpgNo, non si tratta di un’esortazione alla violenza fisica nei confronti di signore un pò in là negli anni che tanto ricordano le persecuzioni al gentil sesso accusato di stregoneria. “Bruciare la vecchia” ha un significato particolare in terra bresciana.

Si tratta di una tradizione quasi ancestrale che si svolge ogni anno la sera del giovedì grasso, a metà quaresima, ed ha origini ben più remote della caccia alle streghe.

Ancora in età tribale la vecchia, fantoccio ligneo dalle sembianze di donna in là con gli anni, ricurva e malconcia e recante una culla, veniva inizialmente portata in giro per il paese dai ragazzini in un frastuono assordante dovuto alle pentole ed ai bastoni. La cupe figura, rapprentante delle malefatte umane e della brutta stagione, veniva portata a morire in un campo incolto del paese dove il fantoccio veniva dato alle fiamme.

Chiaro l’intento purificatore del gesto, come a significare la necessità di lasciarsi alle spalle l’inverno e prepararsi all’inizio della nuova stagione, che nel mondo agricolo segnava la vera e propria ripresa dell’attività lavorativa. Una sorta di rinascita.

L’antichissima tradizione popolare continua anche ai giorni nostri tanto a Brescia (partenza alle ore 19:30 dall’oratorio di Mompiano) quanto sopratutto nei paesi della provincia (Roncadelle, Angolo Terme, Gardone Val Trompia e molti altri).