L’Università degli Studi di Brescia non è virtuosa: il Ministro (bresciano) Gelmini taglia i fondi

ingresso rettorato.jpgUna scure da circa 200mila Euro si è abbattuta sull’Università degli Studi di Brescia sotto la forma di tagli ai finanziamenti ad opera del Ministero dell’Università e della Ricerca. La beffa, se così vogliamo chiamarla, è che il manovratore di questa scure è il Ministro dell’Università Maria Stella Gelmini , bresciana d.o.c. (è infatti nata a Leno il primo di luglio del 1973), laureatasi in Giurisprudenza proprio presso l’ateneo bresciano con una tesi in diritto costituzionale e che ha svolto per anni la professione di avvocato, dopo aver sostenuto e superato l’esame di ammissione all’albo a Reggio Calabria, con uno studio a Desenzano del Garda.

Il motivo dei tagli, che non hanno colpito ovviamente il solo Ateneo Bresciano ma anche molti altri a livello nazionale, è da addebitare alle nuove direttive che sono arrivate dal ministero. In pratica gli ispettori alle direttive del ministro Gelmini hanno stilato una sorta di classifica basata sull’efficienza de i 54 atenei italiani. I primi 27 otterranno a partire dall’anno prossimo un aumento dei finanziamenti, gli ultimi 27 una riduzione. Una specie di premio per i più virtuosi, e di punizione per i meno produttivi. La classifica è stata stilata prendendo in considerazione voci che per i 2/3 fanno riferimento alla qualità della ricerca e per 1/3 la qualità dell’insegnamento.

In tutto questo l’Università degli Studi di Brescia è risultata al 28mo posto in classifica, cioè in pratica la prima delle peggiori 27. Ciò comporterà nello specifico per l’ateneo retto oramai da innumerevoli anni dal Magnifico Rettore Augusto Preti, che alcuni rumors volevano candidato a sindaco di Brescia nelle ultime elezioni amministrative, una riduzione dello 0.39% dei contributi, ossia circa 200mila Euro.

In fotografia l’ingresso del rettorato dell’Università degli Studi di Brescia.