Non solo Mille Miglia, anche Brescia Longobarda cerca l’imprimatur dell’Unesco

santa_giulia_chiostro.jpgCon questo post completo il discorso iniziato un paio di giorni orsono sul tentativo da parte degli organizzatori della storica corsa delle Mille Milgia di accaparrarsi per la manifestazione stessa il titolo di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.

Approfondendo un pò il discorso sui giornali e su alcuni siti internet ho trovato che la Mille Miglia non è l’unica candidatura bresciana a pendere davanti all’istituzione internazionale che tutela i beni storici, artistici e clturali del globo. Gia da mesi infatti anche il museo di Santa Giulia tutto quell’insieme di altri resti sotrici conosciuti come “Brescia Longobarda” attendono l’ambito titolo di patrimonio dell’umanità. E forse a maggior titolo della corsa della Freccia Rossa.

Per la precisione la candidatura longobarda è in una situazione di stand by, dopo che l’Icomos (International council on momunments and sites), incaricato dall’Unesco di fornire un parere preventivo, ha chiesto agli autori della candidatura un supplemento di informazioni, da far pervenire entro il gennaio 2010. In questo caso tra l’altro la battuta d’arresto alla candidatura è più complessiva e non riguarda solo Brescia, ma anche tutta una serie di comuni che si erano collegati all’interno del circuito di “Italia Langobardorum”, tra cui figurano ad esempio Cividate del Friuli, Spoleto, Campello, Benevento ed altri ancora.

Credo che se il riconoscimento dovesse arrivare per la corsa delle Mille Milgia e non di “Italia Langobardorum” ci sarebbe davvero di che preoccuparsi, specialmente riguardo a quelli che si rivelerebbero come i criteri selettivi scelti dall’Unesco. Però d’altra parte si sa, i circa 10 milioni di Euro che la nomina a patrimonio dell’Umanità si porta dietro fanno gola a tutti.

(immagine tratta da santagiulia.info)

Mille Miglia: forse patrimonio dell’Unesco?

auto d'epoca.jpgAll’inizio, quando ho appreso la notizia, credevo si trattasse di uno scherzo o di una boutade. Poi approfondendo il discorso ho capito che era tutto vero e serio. L’Aci di Brescia ha chiesto ufficialmente all’Unesco, l’ente dell’Onu che si occupa di tutelare i beni culturali del pianeta, di far rientrare la corsa storica delle Mille Miglia all’interno dei patrimoni tutelati.

La proposta è venuta dagli organizzatori della corsa della Freccia Rossa, unitamente all’Aci provinciale (in qualità di proprietario del marchio) e, se si dovesse concretizzare, porterà a Brescia per la seconda volta il prestigioso marchio di “patrimonio dell’umanità”. La prima risale al lontano 1973, quando il riconoscimento venne (giustamente) concesso alle incisioni rupestri della Valcamonica.

La domanda è stata avanzata perchè la Mille Miglia dovrebbe essere considerata un “capolavoro del genio creativo umano”, tale da rappresentare “un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo in campo tecnologico” e quindi rispondente ad almeno 3 dei 10 criteri fissati nel regolamento per presentare la domanda.

Io resto piuttosto scettico. La Mille Miglia è un grande evento cittadino, non c’è che dire. Muove moltissima gente e appassionati del genere (me compreso). Però, da spettatore, posso tranquillamente dire che la cosa più bella della corsa è l’esposizione delle auto che la precede; la corsa in sè non attira molto l’attenzione, se non degli opulenti industriali e personaggi di spicco della società “bene” sopratutto italiana a tedesca.

Non lo so, mi sembrerebbe come di chiedere la certificazione dell’Unesco per una rappresentazione in costume di una battaglia medievale. Bell, interessante, evocativa e magari anche ottimamente fatta, ma da a considerarla patrimonio dell’umanità ce ne passa.