Tra il dire e il fare, tra Brescia e la Valcamonica

stadler2.jpgTra il dire ed il fare, dice un vecchio proverbio, sembra ci sia di mezzo il mare. A Brescia il mare non c’è, quindi la distanza non dovrebbe essere così significativa, ed invece paradossalmente a volte persino le cose più semplici (e promesse) sembrano imprese titaniche.

Questo è quello che è successo con i treni che dovrebbero servire la linea Brescia-Iseo-Edolo. Già, dovrebbero, perchè in realtà la linea ferroviaria, pur restando aperta e funzionante, perde pezzi pregiati.

Si tratta di 2 degli 8 treni “Stadler” che hanno abbandonato la tratta bresciana (dopo essere stati annunciati in grande stile nel 2008 dal Broletto di Molgora per un investimento di milioni di Euro) per finire a svolgere il loro utilissimo servizio in territorio milanese. Anzi, a dire il vero la tratta bresciana non l’hanno mai fatta, se non per l’inaugurazione.

Motivo? Semplice, nonostante i proclami di “tutela dell’ambiente”, “incentivazione dei mezzi pubblici”, “qualità dell’aria” e “attenzione alle esigenze dei cittadini”, la Provincia di Brescia ha apposto il proprio logo sui treni insieme a quello della Regione Lombardia, ma si è dimenticata di pagare il proprio contributo.

Risultato finale? I viaggiatori camuni utilizzano ancora alcuni dei vecchi convogli, di antidiluviana fabbricazione. Tra il dire ed il fare a volte sembra ci sia di mezzo il “bla bla bla” e l’incapacità di chi ci amministra.