Brescia si prepara alle targhe alterne

smog.jpgNiente pioggia, poco vento, traffico e riscaldamenti accesi. Il risultato? Pm10 alle stelle e, ad oggi, un probabilissimo inizio di circolazione a targhe alterne.

A partire da sabato, ossai da quello che dovrebbe essere il 19mo giorno consecutivo con i limiti al di sopra dei 50 microgrammi al metro cubo, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 19 a Brescia e negli altri 20 Comuni dell’area critica (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone V.T., Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina) potranno circolare solo le auto con targa pari o dispari a seconda che il giorno del mese sia a sua volta pari o dispari.

A dire il vero però sono molte le eccezioni a quella che sembra essere una regola piuttosto dura da applicare.  Indipendentemente dalla targa godranno di una libera circolazione le Euro 4 e Euro 5  (così ad occhio almeno il 20-30% del parco veicoli circolante), a cui si aggiungono le ibride, quelle a gas (sia metano che gpl) ed i veicoli del car-sharing.

Ma non è finita qui: il “blocco” non funzionerà nemmeno se l’auto, pur essendo precedente all’Euro 4 e con una targa in disaccordo con il giorno del mese trasporterà almeno 3 persone. Scommettete che mai come a partire da sabato vedrete simpatici nonnetti appollaiati sul sedile passeggero e sul divanetto posteriore?

Piazza Vittoria: Corsini aveva ragione

piazza vittoria,traffico,ztl,paroli,rolfi,corsini,taxi,bresciaCambiamenti in vista per la viabilità del centro, e di Piazza Vittoria e via 4 Novembre in particolare. Con una delibera di Giunta (di cui però ancora non si conosce esattamente la data di entrata in vigore) la Giunta Paroli torna sui suoi passi per bocca dell’Assessore (e vicesindaco) Fabio Rolfi.

Piazza Vittoria (in foto l’arengario) torna ad essere off limits per i non residenti a Brescia. Nel 2009 l’attuale amministrazione aveva aperto alle auto dei non residenti per 4 ore al giorno, dalle 16 alle 20. Ora, a meno di 3 anni di distanza, la stessa maggioranza fa dietrofront, tornando in larghissima parte alla decisione che fu del precedente Sindaco Corsini.

La centrale Piazza Vittoria resta ZTL per tutta la giornata. I non residenti potranno tutt’al più parcheggiare nell’autosilo interrato o incamminarsi per creandi parcheggi a pagamento sul lato ovest di via 4 Novembre.

All’interno della stessa piazza poi i punti di sosta riservati ai taxi verranno nuovamente ricollocati sul lato occidentale, in modo tale che agli stessi venga riservato maggior spazio e conseguente maggiore facilità di manovra.

 

Le targhe alterne non sembrano funzionare

brescia_smog.jpgI primi dati a seguito dell’introduzione da sabato e per tutto il mese di febbario delle targhe alterne a Brescia e in molti comuni dell’hinterland non sembrano confortanti. Anzi, sembra proprio che la misura sia stata oltre che inutile forse addirittura dannosa.

Venerdì scorso, l’ultimo giorno prima dell’introduzione delle targhe alterne, le centraline dell’Arpa avevano misurato una quantità di 91 microgrammi di Pm10 per ogni metro cubo d’aria nella zona centralissima del Broletto e di 99 registrata al villaggio Sereno. Il giorno successivo, vuoi perchè fosse sabato, vuoi perchè le targhe alterne erano entrate in circolazione le quantità di Pm10 scendevano rispettivamente a 70 e 78 microgrammi per metro cubo.

Domenica è stata la giornata della schizzata in alto. In Broletto i microgrammi per metro cubo sono balzati a 122 e al Villaggio Sereno a 89; tutto ciò nonostante le previsioni dell’Arpa stessa avessero indicato una prevedibile riduzione del 20% proprio per la giornata di domenica. Ma come ci si può spiegare questa discrepanza tra il previsto ed il dato reale. Semplice: le previsioni meteo. Domenica infatti, secondo i meteorologi dell’agenzia regionale, avrebbe dovuto far capolino la pioggia accompaganata da un lieve venticello, cosa invece non accaduta essendo rimaste stazionarie le condizioni del tempo rispetto ai giorni precedenti.

Allora mi sorge un dubbio: non è che tra i mille fattori che incidono sulla quantità di Pm10  le targhe alterne istituite saltuariamente e solo in occasioni di emergenza incidono ben poco? Perchè se fosse così vorrebbe dire che i disagi creati per questo mese di febbraio sarebbero pressochè inutili e distoglierebbero (volutamente?) l’attenzione dalla necessità di prendere decisioni serie e sopratutto strutturali.

Brescia: si respira una brutta aria

brescia_smog.jpgL’aria di Brescia è irrespirabile. Ma non per momenti di crisi politica o sociale; è proprio irrespirabile per la qualità dell’aria stessa, resa infima dallo smog e dalle sostanze che quotidianamente vengono riversate liberamente.

Dall’inizio dell’anno infatti giorni in cui i limiti di pm10 ed altre sostanze nocive sono stati al di sopra del consentito sono infatti decisamente troppi (una trentina), al punto tale da aver già praticamente consumato il bonus annuale concesso dall’Europa.

Le istituzioni quindi sono corse ai ripari, ognuna per conto suo peraltro, senza un gran coordinamento in particolare tra la Provincia e il Comune di Brescia, come dimostrano le critiche reciproche sulle rispettive ordinanze.

Mentre il Broletto ha già stabilito una riduzione della velocità sulla tangenziale sud, probabilmente l’arteria principale della città, portandolo da 110 a 90 km/h nei punti a 3 corsie e minacciando severissimi controlli, il Comune di Brescia ha pensato alle targhe alterne a partire dal 12 febbraio fino a fine mese.

Gli unici a non incorrere nella tagliola delle targhe alterne saranno, oltre ai normali mezzi che dispongono di autorizzazioni particolari, anche quelli elettrici, a gpl, a metano o ibridi. Per tutti gli altri, Euro5 compresi, si andrà a singhiozzo dal lunedì al sabato dalle 9 alle18. E per le domeniche si sta pensando a 3 blocchi del traffico consecutivi.

Unico giorno di pausa il 15 febbraio, giorno di San Faustino, giusto per poter partecipare alle feste per il patrono della Leonessa.

Riflessioni di pilota a giorni alterni

brescia_smog.jpgDirei che un piccolo bilancio di questa domenica senz’auto è d’obbligo. Iniziamo con il dire che la domenica non è stata esattamente “senz’auto”.

Il blocco del traffico ha riguardato infatti all’incirca 65mila veicoli cittadini; non pochi, ma a Brescia ne circolano circa 100mila la domenica e molte di più negli altri giorni lavorativi della settimana. Diciamo che è si è trattato quindi di un semi-blocco del traffico. Erano inaffti escluse le auto più recenti (Euro 4 con filtro antiparticolato e Euro 5), oltre a quelle ibride o alimentate a metano o GpL, che nell’ultimo hanno hanno avuto un boom di vendite grazie agli ecoincentivi.

Girando per le strade di Brescia poi il colpo d’occhio non è stato quello che mi aspettavo. Avevo in mente i blocchi quelli veri, di qualche anno fà, quando in Tutta Brescia ci saranno stato si e no 2mila auto che circolavano. Praticamente era il Bronx in un momento di coprifuoco. Proprio in quei momenti si scorrazzava liberamente per la città pedalando o a piedi, attraversando le 4 corsie di via XX settembre senza curarsi delle auto che sopraggiungevano alle spalle, proprio perchè di auto non ce n’erano.

Questo era il passato. Ieri, ultimo giorno di gennaio dell’anno 10 del secondo millennio, il blocco del traffico mi è sembrato piuttosto una domenica d’estate, magari la più vicina al Ferragosto. Di macchine ce n’erano di meno, questo sì. Ma pensare che vietare la cricolazione a metà delle auto dei bresciani possa portare a risultati concreti di un certo peso è quantomeno ridicolo. Specialmente se si ricorda che l’inquinamento bresciano è dovuto per più della metà, dagli impianti di riscaldamento (che ovviamente non si possono bloccare nei giorni “della merla”) e e dal traffico autostradale, che a cui non si può far far la stessa fine del traffico cittadino.

Resto, come molti ltri bresciani, di vedere i dati dell’inquinamento di Brescia post-blocco, ma non riesco ad essere troppo fiducioso.

Un giorno su 4 Brescia è fuori norma

smog.jpgL’Unione Europea ha stabilito che il limite massimo delle polveri sottili nell’aria per ogni città sia di 50 microgrammi per metro cubo, con la possibilità di sforare tale limite al massimo per 35 giorni in ciascun anno solare.

A Brescia, come spesso accade anche in altre città italiche, tutto ciò resta però più che altro una bella ipotesi. Nel 2009 la seconda città lombarda è infatti risultata essere “fuorilegge” per ben 90 giorni, quasi il triplo del consentito.

Brutta notizia per i nostri polmoni, specialmente se si raffrontano i dati rispetto agli anni scorsi. Rispetto al 2008 infatti le giornate fuori norma sono cresciute, inoltre a partire dal 2002 la media giornaliera (calcolata su base annuale) delle polveri sottili è superiore ai 40 microgrammi per metro cubo; in pratica ad un passo dal limite.

Le cause dell’inquinamento da polveri sottili, almeno a Brescia, è dovuto per il 72% circa dalle automobili, per il 17% dagli impianti industriali e per il 9% dal riscaldamento casalingo. Ad influire in maniera pesante su quel 72% sono i mezzi a motore che viaggiano lungo la trafficatissima autostrada A4 e quelli che invece viaggiano lungo la dorsale (parallela all’autostrada) della tangenziale sud.

La neve è come Attila: flagello di Dio

neve.jpgA Roma direbbero “quando ce vò, ce vò!”. Dopo una giornata come quella di oggi permettetemi di utilizzare questo spazio per un piccolo sfogo personale. Sono sicuro che non sarò l’unico a pensare (e scrivere certe cose).

Mi sono deciso a dare i voti ai personaggi che hanno inciso sul mio umore odierno:

Sindaco Paroli-Vicesindaco Rolfi: voto 4. Che ci sarebbe stata neve lo si sapeva da giorni, ma che il sale fosse un bene di lusso da centellinare fino a questo punto è proprio una novità. Oggi via Solferino alle ore 13 aveva un marciapiede coperto interamente da neve per la bellezza di almeno 600 metri ininterrotti. Qui non si tratta di “emergenza neve”, si tratta di “disastro annunciato” (e voluto).

Mauro Moretti (Amministratore delegato di FS): voto 3 (sarebbe 2 ma non voglio sembrare troppo cattivo) .Per motivi di lavoro ho dovuto prendere il treno lungo la tratta Milano-Brescia. Chiedere che il treno fosse pulito sapevo che era come chiedere la luna (questo non succede nemmeno nelle belle giornate primaverili in cui splende il sole da giorni), ma sentirmi pure preso per i fondelli dai cartelloni che segnalavano 240 minuti di ritardo (poi trasformatisi in 280…) è decisamente troppo. Costava così tanto dire “Non sappiamo quando partirete”?. E stasera leggo sul Corriere che secondo Moretti il traffico è stato dopotutto regolare e senza grandi disagi (previo consiglio di portarmi da casa coperte e panini). No comment.

Capotreno: voto 7 per la franchezza. Quando finalmente riesco a trovare un treno utile che mi può portare a destinazione e questo arriva sul binario, noi ignari passeggeri scopriamo che di tutte le porte di salita/discesa ne funzionano solo 3 (le prime 2 e l’ultima). Sulle altre c’è un bel cartello che segnala “Porta bloccata causa ghiaccio”. Non trovo posto a sedere (ti pareva!), quindi mi accomodo in piedi tra una carrozza e l’altra. Mentre parlo con un conoscente della situazione demenziale del treno e delle sue porte passa il capotreno che sentendomi mi “rincuora” dicendo che in realtà la metà delle porte è bloccata perchè è rotta e basta, altro che ghiaccio.