Una ferita che non si rimargina

stragepiazzaloggia.jpgSabato è arrivata la triste (ma attesa) notizia. L’ennesima. Anche questa volta Brescia, città violentata, non ha avuto giustizia da parte dello Stato.

Con la sentenza di sabato emessa dalla Corte d’Assise d’appello sembra definitivamente chiusa la partita. Almeno quella giudiziaria. Gli anni passati da quel maledetto 28 maggio 1974 infatti sono oramai diventati 38, e di conseguenza le possibilità di trovare le prove in grado di inchiodare alle loro responsabilità quei maledetti che hanno avuto parte attiva nella strage diventano flebili.

Non avrò probabilmente mai la soddisfazione di vedere dietro le sbarre, additati come i peggiori delinquenti, i singoli responsabili della pagina più triste della storia di Brescia dell’ultimo secolo.

Per fortuna la giustizia ordinaria non è la sola ad occuparsi della questione. Anche la giustizia storica avrà da dire ed anzi, ha già detto. Ha già detto che quella bomba, che causò 8 morti e 106 feriti, aveva origini neofasciste, con significative connivenze di apparati deviati dello Stato.

Non è sufficiente a rimarginare una ferita vecchia di 38 anni, però aiuta a capire. E a condannare moralmente.

Strage di Piazza Loggia: c’è un ragionevole dubbio

strage piazza loggia.jpgE’ arrivata ieri pomeriggio la sentenza del terzo processo per la strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974 dove persero la vita in 8 ed altri 106 furono feriti. Per tutti i 5 imputati (Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti) è arrivata una sentenza di assoluzione, seppur non piena.

Tecnicamente parlando l’assoluzione è infatti avvenuta ai sensi del secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale, ossia perchè in capo al giudice (in questo caso la Corte d’Assise) sussiste ancora il “ragionevole dubbio” che gli imputati non siano i veri colpevoli. Una formula elegante che cozza contro una volontà di giustizia di tutta la città di Brescia dopo 36 anni dal tragico evento.

Sconforto naturalmente tra gli appartenenti dell’associazione familiari delle vittime; parole di delusione sono venute anche dal Sindaco di Brescia e da un pò tutte le organizzazioni sociali della città.

Quello che più mi lascia deluso non è che siano stati assolti gli specifici cinque soggetti di cui sopra, quanto piuttosto che i veri artefici del massacro, che per qualunque studioso serio degli anni di piombo e della strage di Brescia in particolare sono certamente da ricercarsi nell’ambito neofascista in combutta con servizi segreti e apparati deviati dello Stato, siano ancora lì, in giro a godersela, e che proprio in giornate come questa se la ridano ancora di più alle spalle di Brescia e dei bresciani.

8 morti e 102 feriti…nessun colpevole

strage piazza della loggia.jpgSono passati 36 anni, e ancora la ferita non si è rimarginata. Il 28 maggio 1974 in Piazza della Loggia persero la vita 8 persone e altre 102 vennero ferite. Una bomba era esplosa proprio sotto i portici alle 10:12 di mattina, mentre la piazza era gremita di scioperanti che manifestavano contro il terrorismo dell’estrema destra di quegli anni. La pioggia li aveva addirittura invitati a ripararsi sotto le arcate dei portici, ignari di quello che sarebbe accaduto di lì a poco, quando una bomba posizionata all’interno di un cestino avrebbe fatto una vera e propria strage di gente comune, sopratutto studenti, insegnanti e operai.

Oggi, a grande distanza da quei fatti, ancora non si sa chi sia il vero colpevole, chi l’esecutore materiale e chi il mandante della strage. Meglio ancora, non si è ancora condannato nessuno, pur sapendo ormai in maniera certa che la strage di Piazza della Loggia rientra pienamente quale tassello tra i più importanti della “strategia della tensione” degli anni ’70 italiani. La mano neofascista degli autori è pressochè riconosciuta. Altrettanto palesi sembrano le “manchevolezze” e gli errori nell’operato dello Stato nei giorni immediatamente successivi al fatto. Persino l’allora Presidente della Repubblica Leone, venuto a Brescia per i funerali delle vittime, venne sonoramente fischiato e non osò contestare la reazione dei bresciani.

Compiere gli anni il giorno prima della ricorrenza della strage ha un sapore agrodolce, almeno per me che sono bresciano. Ti fa festeggiare, ricordandoti però che non tutto va bene come si crede. Che Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese col nome di Hagen Roi), Carlo Maria Maggi, Pino Rauti, Francesco Delfino ed altri ancora potrebbero essere gli autori di una delle pagine più sanguinarie della nostra storia, senza per questo aver mai pagato.

Il sapore agrodolce aumenta ancora di più se penso che il mio compleanno di oggi avviene anche grazie ad una buona dote di fortuna di chi mi ha messo al mondo, che in quel fatidico 28 maggio 1974 si trovava in Piazza Loggia al momento della deflagrazione e che si è salvata solo perchè la voglia di prendersi un caffè dopo una mattina sotto la pioggia l’ha portata sufficientemente lontana per evitare lo scoppio.

Dopo 36 anni e 3 inchieste giudiziarie andate a vuoto non credo si arriverà facilmente ad individuare i singoli colpevoli. Almeno sul piano giudiziario ha vinto la mano insanguinata. Vediamo di non perdere anche la memoria.