Brescia si prepara alle targhe alterne

smog.jpgNiente pioggia, poco vento, traffico e riscaldamenti accesi. Il risultato? Pm10 alle stelle e, ad oggi, un probabilissimo inizio di circolazione a targhe alterne.

A partire da sabato, ossai da quello che dovrebbe essere il 19mo giorno consecutivo con i limiti al di sopra dei 50 microgrammi al metro cubo, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 19 a Brescia e negli altri 20 Comuni dell’area critica (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone V.T., Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina) potranno circolare solo le auto con targa pari o dispari a seconda che il giorno del mese sia a sua volta pari o dispari.

A dire il vero però sono molte le eccezioni a quella che sembra essere una regola piuttosto dura da applicare.  Indipendentemente dalla targa godranno di una libera circolazione le Euro 4 e Euro 5  (così ad occhio almeno il 20-30% del parco veicoli circolante), a cui si aggiungono le ibride, quelle a gas (sia metano che gpl) ed i veicoli del car-sharing.

Ma non è finita qui: il “blocco” non funzionerà nemmeno se l’auto, pur essendo precedente all’Euro 4 e con una targa in disaccordo con il giorno del mese trasporterà almeno 3 persone. Scommettete che mai come a partire da sabato vedrete simpatici nonnetti appollaiati sul sedile passeggero e sul divanetto posteriore?

Targhe alterne: Brescia dice basta

brescia_smog.jpgQuasi un mese di targhe alterne e l’aria è finalmente più pulita. E’ stata lunga e difficile da sopportare per i bresciani, ma ora sembra che per questo 2011 la ghigliottina delle targhe alterne non dovrebbe più trovare spazio in città.

Il condizionale è d’obbligo in queste occasioni perchè si è sempre in balia delle condizioni metereologiche, che, si sa, incidono in maniera assai significativa sulla qualità dell’aria che respiriamo. Quel che è certo è che, a seguito di un incontro svoltosi tra 21 amministrazioni comunali (tra Brescia ed il suo hinterland), fino alla fine di marzo le targhe alterne non verranno decretate nuovamente dai vertici amministrativi.

I dubbi di molti sulla reale utilità delle targhe alterne resta anche tutt’ora visto che, come hanno dimostrato le centraline dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), in alcuni casi (emblematico quello della zona del Broletto), anche una volta decaduto l’obbligo delle targhe alterne i livelli del pm10 si sono mantenuti praticamente nella norma ad eccezione di un giorno (peraltro di poco superiore al limite consentito). Della serie: dove non potè l’ordinanza comunale poterono pioggia e brezza primaverile.

Un dato positivo mi sento però di segnalarlo: la creazione a breve di un protocollo concordato tra tutte le amministrazioni che “scatti” in maniera automatica una volta raggiunti certi livelli di guardia. Non è ancora pronto, ma c’è la volonta, ed è già qualcosa. Almeno si eviteranno i problemi di capire che comuni aderiscono e come, magari cercando di gabbare i divieti girovagando nell’hinterland e consumando di conseguenza anche per chi invece la macchina la lascia in garage.

Le targhe alterne non sembrano funzionare

brescia_smog.jpgI primi dati a seguito dell’introduzione da sabato e per tutto il mese di febbario delle targhe alterne a Brescia e in molti comuni dell’hinterland non sembrano confortanti. Anzi, sembra proprio che la misura sia stata oltre che inutile forse addirittura dannosa.

Venerdì scorso, l’ultimo giorno prima dell’introduzione delle targhe alterne, le centraline dell’Arpa avevano misurato una quantità di 91 microgrammi di Pm10 per ogni metro cubo d’aria nella zona centralissima del Broletto e di 99 registrata al villaggio Sereno. Il giorno successivo, vuoi perchè fosse sabato, vuoi perchè le targhe alterne erano entrate in circolazione le quantità di Pm10 scendevano rispettivamente a 70 e 78 microgrammi per metro cubo.

Domenica è stata la giornata della schizzata in alto. In Broletto i microgrammi per metro cubo sono balzati a 122 e al Villaggio Sereno a 89; tutto ciò nonostante le previsioni dell’Arpa stessa avessero indicato una prevedibile riduzione del 20% proprio per la giornata di domenica. Ma come ci si può spiegare questa discrepanza tra il previsto ed il dato reale. Semplice: le previsioni meteo. Domenica infatti, secondo i meteorologi dell’agenzia regionale, avrebbe dovuto far capolino la pioggia accompaganata da un lieve venticello, cosa invece non accaduta essendo rimaste stazionarie le condizioni del tempo rispetto ai giorni precedenti.

Allora mi sorge un dubbio: non è che tra i mille fattori che incidono sulla quantità di Pm10  le targhe alterne istituite saltuariamente e solo in occasioni di emergenza incidono ben poco? Perchè se fosse così vorrebbe dire che i disagi creati per questo mese di febbraio sarebbero pressochè inutili e distoglierebbero (volutamente?) l’attenzione dalla necessità di prendere decisioni serie e sopratutto strutturali.

Brescia: si respira una brutta aria

brescia_smog.jpgL’aria di Brescia è irrespirabile. Ma non per momenti di crisi politica o sociale; è proprio irrespirabile per la qualità dell’aria stessa, resa infima dallo smog e dalle sostanze che quotidianamente vengono riversate liberamente.

Dall’inizio dell’anno infatti giorni in cui i limiti di pm10 ed altre sostanze nocive sono stati al di sopra del consentito sono infatti decisamente troppi (una trentina), al punto tale da aver già praticamente consumato il bonus annuale concesso dall’Europa.

Le istituzioni quindi sono corse ai ripari, ognuna per conto suo peraltro, senza un gran coordinamento in particolare tra la Provincia e il Comune di Brescia, come dimostrano le critiche reciproche sulle rispettive ordinanze.

Mentre il Broletto ha già stabilito una riduzione della velocità sulla tangenziale sud, probabilmente l’arteria principale della città, portandolo da 110 a 90 km/h nei punti a 3 corsie e minacciando severissimi controlli, il Comune di Brescia ha pensato alle targhe alterne a partire dal 12 febbraio fino a fine mese.

Gli unici a non incorrere nella tagliola delle targhe alterne saranno, oltre ai normali mezzi che dispongono di autorizzazioni particolari, anche quelli elettrici, a gpl, a metano o ibridi. Per tutti gli altri, Euro5 compresi, si andrà a singhiozzo dal lunedì al sabato dalle 9 alle18. E per le domeniche si sta pensando a 3 blocchi del traffico consecutivi.

Unico giorno di pausa il 15 febbraio, giorno di San Faustino, giusto per poter partecipare alle feste per il patrono della Leonessa.

L’aria pesante che si respira a Brescia

brescia_smog.jpgIl brutto tempo di lunedì ed il freddo di martedì non sono serviti. Oltre a far aumentare i malati di stagione le due giornate non sono state sufficienti a migliorare l’aria che ogni giorni i bresciani ed i pendolari che arrivano nel capoluogo sono costretti a respirare.

Il 2010 infatti ha già fatto registrare finora un numero di giornate al di sopra del limite (fissato in 50 microgrammi) massimo di Pm10. E se si calcola che la concentrazione di quelle polveri aumenta d’inverno perchè fortemente influenzata dal riscaldamento delle case si capisce che il 2010 che si sta per chiudere potrebbe essere ricordato come l’anno “nero”, anche nel senso di sporco e di inquinato.

Per ora non sono ancora state decise misure drastiche per limitare l’emergenza. Anzi, per limitare il problema, perchè personalmente mi rifiuto di parlare di emergenza visto che fatti come questi si ripetono ciclicamente in maniera piuttosto prevedibile senza grandi cambiamenti di anno in anno, salvo correre ai ripari, immancabilmente, ad ogni autunno.

I sindaci delle zone critiche per ora si limitano al massimo a riprodurre i richiami e le normative regionali senza calcare molto la mano. Ad esempio per quanto riguarda il divieto di accendere fuochi in casa per il riscaldamento o stufe a pellet in abitazioni al di sotto dei 300 m.s.l.m., ennesimo tentativo mi sembra di tamponare il problema senza la voglia, la convinzione le capacità di mettere mano a quello che è un grande problema, ma che risulta di più difficile comprensione per il cittadino comune ed in quanto tale più propenso a portare complicazioni (e perdite di voti) piuttosto che consensi.

Anche a Brescia stop alle auto domenica

auto.jpgL’idea era venuta di comune accordo ai sindaci delle 2 più grandi città del nord Italia, il torinese Chiamparino e la milanese Moratti: una domenica di blocco della circolazione in tutte le grandi città del nord e se possibile anche nei centri più piccoli.

In molti hanno risposto alla chiamata delle due grandi città e tra queste c’è anche Brescia; peraltro non da sola visto che ben 18 comuni dell’hinterland cittadino si sono accodati ed hanno aderito all’iniziativa. Per la precisione si tratta dei Comuni di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Gardone Valtrompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Sarezzo, Villa Carcina.

Lo stop alle auto è previsto a partire dalle ore 10 alle ore 18. Non tutti gli autoveicoli però resteranno nei garage parcheggiati. Infatti le limitazioni non sono così stringenti e non riguardano per la precisione le automobili elettrice, quelle ibride, quelle a gpl e a metano (sempre più diffuse visti i recenti incentivi statali) le auto a benzina euro 4 e quelle diesel sempre euro 4 se dotate di filtro antiparticolato.

Il blocco non riguarderà inoltre i tratti autostradali, la tangenziale sud ed alle strade statali.

Per informazioni sono stati allestiti dei call center appositi a cui poter telefonare. I recapiti sono: 030/45001 – 800401104 – 030/297730 – 030/29771. Direi che una telefonata di sicurezza non è poi molto se serve ad evitare una bella multa, giusto? E per una volta usiamo i mezzi pubblici, non si sa mai che si possa anche imparare ad apprezzarli.

Riflessioni di pilota a giorni alterni

brescia_smog.jpgDirei che un piccolo bilancio di questa domenica senz’auto è d’obbligo. Iniziamo con il dire che la domenica non è stata esattamente “senz’auto”.

Il blocco del traffico ha riguardato infatti all’incirca 65mila veicoli cittadini; non pochi, ma a Brescia ne circolano circa 100mila la domenica e molte di più negli altri giorni lavorativi della settimana. Diciamo che è si è trattato quindi di un semi-blocco del traffico. Erano inaffti escluse le auto più recenti (Euro 4 con filtro antiparticolato e Euro 5), oltre a quelle ibride o alimentate a metano o GpL, che nell’ultimo hanno hanno avuto un boom di vendite grazie agli ecoincentivi.

Girando per le strade di Brescia poi il colpo d’occhio non è stato quello che mi aspettavo. Avevo in mente i blocchi quelli veri, di qualche anno fà, quando in Tutta Brescia ci saranno stato si e no 2mila auto che circolavano. Praticamente era il Bronx in un momento di coprifuoco. Proprio in quei momenti si scorrazzava liberamente per la città pedalando o a piedi, attraversando le 4 corsie di via XX settembre senza curarsi delle auto che sopraggiungevano alle spalle, proprio perchè di auto non ce n’erano.

Questo era il passato. Ieri, ultimo giorno di gennaio dell’anno 10 del secondo millennio, il blocco del traffico mi è sembrato piuttosto una domenica d’estate, magari la più vicina al Ferragosto. Di macchine ce n’erano di meno, questo sì. Ma pensare che vietare la cricolazione a metà delle auto dei bresciani possa portare a risultati concreti di un certo peso è quantomeno ridicolo. Specialmente se si ricorda che l’inquinamento bresciano è dovuto per più della metà, dagli impianti di riscaldamento (che ovviamente non si possono bloccare nei giorni “della merla”) e e dal traffico autostradale, che a cui non si può far far la stessa fine del traffico cittadino.

Resto, come molti ltri bresciani, di vedere i dati dell’inquinamento di Brescia post-blocco, ma non riesco ad essere troppo fiducioso.

In vista una domenica senz’auto

traffico2.jpgChe Brescia non sia seconda a Milano i miei concittadini lo sanno bene. Ma una volta tanto forse era meglio giungere secondi all’arrivo con un discreto distacco. Così, mentre i principali quotidiani italiani spendono pagine sull’inquinamento a Milano, sottolineando che da quasi 20 giorni di fila i livelli delle polveri sottili sono oltre i livelli di guardia e che probabilmente domenica nel capoluogo lombardo sarà vietata la circolazione delle auto, lo stesso accade anche a Brescia senza che i riflettori siano accesi allo stesso modo. Anzi, per quanto riguarda il famigerato Pm10, Brescia è addirittura messa peggio di Milano.

E’ notizia di oggi infatti che l’Amministrazione comunale sta pensando di vietare la circolazione alle auto all’interno del Comune di Brescia nella fascia oraria compresa tra ore 10 e le 18. L’ufficializzazione verrà data solamente oggi perchè, com’è anche ovvio, occorrerà valutare fino all’ultimo le condizioni meteo.

Qualora arrivasse infatti una discreta dose di acqua piovana sulle teste dei bresciani i livelli delle polveri sottili dovrebbero infatti scendere per attestarsi sotto al livello massimo consentito (anche se di poco), e con ciò il blocco del traffico dovrebbe venire rimandato a data da destinarsi. Nello stesso senso si è espresso infatti anche il Sindaco paroli: “per le critiche condizioni ambientali riscontrate nell’aria, se non interverranno mutazioni atmosferiche tali da portare a una riduzione della presenza di Pm10 nell’aria, domenica 31 gennaio verrà chiuso il traffico veicolare privato cittadino dalle ore 10 alle ore 18”.

Il provvedimento di blocco del traffico dovrebbe riguardare tutti gli autoveicoli che non hanno motore elettrico, oppure alimentato a metano o Gpl.

 

Un giorno su 4 Brescia è fuori norma

smog.jpgL’Unione Europea ha stabilito che il limite massimo delle polveri sottili nell’aria per ogni città sia di 50 microgrammi per metro cubo, con la possibilità di sforare tale limite al massimo per 35 giorni in ciascun anno solare.

A Brescia, come spesso accade anche in altre città italiche, tutto ciò resta però più che altro una bella ipotesi. Nel 2009 la seconda città lombarda è infatti risultata essere “fuorilegge” per ben 90 giorni, quasi il triplo del consentito.

Brutta notizia per i nostri polmoni, specialmente se si raffrontano i dati rispetto agli anni scorsi. Rispetto al 2008 infatti le giornate fuori norma sono cresciute, inoltre a partire dal 2002 la media giornaliera (calcolata su base annuale) delle polveri sottili è superiore ai 40 microgrammi per metro cubo; in pratica ad un passo dal limite.

Le cause dell’inquinamento da polveri sottili, almeno a Brescia, è dovuto per il 72% circa dalle automobili, per il 17% dagli impianti industriali e per il 9% dal riscaldamento casalingo. Ad influire in maniera pesante su quel 72% sono i mezzi a motore che viaggiano lungo la trafficatissima autostrada A4 e quelli che invece viaggiano lungo la dorsale (parallela all’autostrada) della tangenziale sud.