I 20 centesimi che fanno la differenza

trasporti-bresciani.jpgIn periodi di magra (economica) come questi, Brescia e i bresciani hanno riscoperto un pò per virtù ed un pò per necessità i (sempre bistrattati) trasporti pubblici. Così, mentre la metropolitana è ancora lontana dal vedere la luce, il trasporto pubblico per eccellenza nella leonessa d’Italia resta saldamente l’autobus. O meglio, come si dice in gergo, “la filo”.

Sembra però che proprio per cui usa questo mezzo, che comunque a Brescia garantisce un servizio tutto sommato discreto (anche se i margini di miglioramento ci sono eccome), stia per andare incontro a una piccola spiacevole sorpresa. Piccola perchè l’impatto tutto sommato è di soli 20 centesimi di euro, ma anche spiacevole perchè Brescia è una delle città italiane con il maggior inquinamento e l’incentivo dei mezzi pubblici (oltre magari a una pedonalizzazione del centro) dovrebbe essere una parola chiave per qualunque amministrazione indipendentemente dal colore politico.

Invece sembra che la direzione presa sia quella contraria. I biglietti dell’autobus stanno probabilmente per subire una rincaro del 20%, passando dall’attuale “cifra tonda” di 1 euro fino ad un euro e 20. Il rincaro è dovuto alla necessità di far quadrare i futuri bilanci di Sintesi, a cui arriveranno meno trasferimenti “a cascata” dalla Finanziaria e poi dalle casse regionali.

Per ora l’aumento è ufficioso ma la coperta sembra davvero troppo corta per poter trovare una soluzione senza finire col mettere le mani nelle tasche già troppo spesso vuote dei residenti. Se poi a tutto questo si affianca la volontà espressa dalla Loggia di strappare a Sintesi (che gestisce anche i parcheggi a pagamento a Brescia) sconti per i cittadini della leonessa, si capisce che la volontà politica non va nella direzione di incentivare “la filo” quanto piuttosto l’uso dei mezzi privati.