Una memoria privata, a Brescia ed ovunque

shoah.jpgEra il 27 gennaio di 66 anni fà; molto tempo per alcuni, poco per chi è in grado di distaccarsi dal normale scorrere del tempo e capire quanto valgono 66 anni in tutto il periodo in cui l’uomo ha abitato questo pianeta. Ebbene quel 27 gennaio l’esercito sovietico entrò ad Aushwitz-Birkenau e liberò quei pochi che erano sopravvissuti ad una delle pagine peggiori, anzi alla pagina peggiore che l’opulenta Europa ha prodotto in migliaia di anni.

Il 27 gennaio è oramai diventata una data-simbolo, una sorta di piccolo baluardo che nessuno deve permettersi di toccare perchè rappresenta tanto la più chiara esemplificazione della profondità del nostro lato più oscuro quanto anche un tentativo (sterile quanto ai risultati) di ricordarci di quanto purtroppo siamo stati e quindi siamo ancora, almeno potenzialmente, capaci di compiere.

Il 27 gennaio, giornata della Memoria, viene invece dai più vissuta come una data utile per “lavarci la coscienza” con poco; la partecipazione a qualche cerimonia commemorativa, due frasi di circostanza dal tenore di “Per non dimenticare” e tutti pronti a lasciarci alle spalle la necessità di una vera coscienza collettiva di quanto è accaduto. Almeno fino al 27 gennaio dell’anno dopo.

Io mi ostino a credere che oltre ai documentari in tv, alle messe solenni e alle varie celebrazioni ufficiali che spuntano come funghi in questo periodo (vedere per credere tutte quelle che riporta il solo sito del Comune di Brescia), che sono comunque utili, sia chiaro, quello che manca in Italia è la coscienza individuale di quanto è successo.

Conoscenze personali di amici teutonici mi hanno fatto capire come un tedesco consideri questo argomento quasi un “tabù”; non ci si può scherzare sopra, in nessun caso, perchè quello rappresenta ancora adesso una sorta di vergogna tanto nazionale quanto del singolo perchè tutti sanno di avere avuto in qualche modo un lontano parente invischiato in quelle tragedie, anche solo per via del sostegno e del consenso popolare. Ecco, questo è quello che spesso manca agli italiani ed ai bresciani e che mi piacerebbe iniziasse ad affiorare da questo 27 gennaio. Un modo come un altro per dire che mi piacerebbe passare dal “Per non dimenticare” al “Faccio di tutto perchè non accada ancora”.