Paolo Conte e Pat Metheny al Vittoriale

conte.jpgBisognerà aspettare ancora qualche mese, ma oramai è ufficiale. La prossima estate il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, dimora del vate D’Annunzio, ospiterà due dei più grandi musicisti viventi.

Da un lato è infatti previsto il concerto il 17 luglio del (probabile) più grande jazzista vivente: Pat Metheny. L’americano (classe ’54) calca le scene di tutto il mondo dall’ormai lontanissimo 1975 e, ben lungi dall’aver esaurito il proprio slancio creativo, è anche il fresco vincitore di un “grammy” (il diciannovesimo!) con il suo album “What is all about” quale miglior album new age.

Ma il vero grande nome, almeno stando alla mia smisurata passione per lui, è quello di Paolo Conte. Il musicista-avvocato si esibirà il 28 luglio e, c’è da scommeterci, lascierà tutti a bocca aperta. Io stesso ho ancora vivo il ricordo del suo ultimo concerto a Brescia: oltre 2 ore di grandissima musica, praticamente senza pause, per il più arzillo e profondo cantautore italiano vivente.

I due concerti sono i primi ad essere stati ufficializzati per quella che sarà l’edizione 2012 di “Festival del Vittoriale tener-a-mente”, il cui intero programma verrà ufficializzato il prossimo 6 marzo. C’è da metterci la mano sul fuoco che Conte e Metheny non saranno le due sole stelle presenti.

Paolo Conte pronto ad incantare Brescia

paolo conte.jpgDevo essere sincero, sono mesi che aspettavo questo grandissimo evento, e finalmente adesso l’attesa si sta per concludere. Tocca a lui, il grande maestro, Paolo Conte riempire il palco del Palabrescia come solo i grandi sanno fare. E non ci sono dubbi che lui lo saprà fare.

L’artista è nobile d’animo, anche più di quanto lascia intendere il suo cognome; la capacità di esprimere attraverso le parole stati d’animo di ciascuno ha pochi eguali in Italia, se poi a ciò si aggiunge che la musica non è un banale sottofondo ma quasi un secondo metodo di espressione, che entra in punta di piedi nelle orecchie e nella mente di chi ascolta, ma che non sembra volersene andare con la fine della canzone.

Se ci fossero dubbi baterebbe dire che dietro alle parole di canzoni italiane celeberrime che sembrano essere delle highlander rispetto alle canzonette da una stagione e via c’è spesso lui. Ha praticamente esordito con “Insieme a te non ci sto più” per la Caselli e con “Messico e nuvole” per Jannacci. E se questo è stato l’esordio era facile prevedere che la carriera da cantautore sarebbe stata trionfale.

Oggi, alla veneranda età di 73 anni suonati, con la forza di chi ne ha 20 di meno, ma con una capacità di chi ha sul groppone quasi 50 anni di spettacoli in tutto il mondo, specialmente in Italia ed in quello francofono, ha ancora la forza di riempire teatri e palasport un pò ovunque.

Anche a Brescia, per mia fortuna. Con chi ha già comprato i biglietti (ora praticamente esauriti) ci si vede domani sera alle 9, in rigoroso silenzio per non perdere neanche una nota del maestro.