Niente spuntini notturni a Brescia

pizza-brioche.jpgA Brescia c’è chi li chiama “putrido” utilizzando questo termine quasi con amicizia e come se fosse un vezzeggiativo; in realtà il loro nome spesso è “dolce e salato” o comunque una variante su questo tema. Si tratta di piccoli negozietti, spesso ubicati in zone periferiche e che producono in ore notturne piccoli manicaretti assolutamente perfetti per saziare la fame di chi è in giro a divertirsi.

Certo, non si può dire che si tratti di alta cucina o di cibi macrobiotici. Probabilmente un nutrizionista ci sconsiglierebbe caldamente di addentare quelle pietanze, ma chi di voi non ha mai provato la goduria di una pizzetta unta e ultrasaporita alle 2 di notte? Oppure una brioche calda appena sfornata ripiena di cioccolato o di crema?

Piccole tradizioni dei nottambuli bresciani, ormai consolidatesi nel corso dell’ultimo decennio almeno, con un punto di ritrovo oramai fisso nel capoluogo: via Vallecamonica, nel parcheggio di quello che fu il glorioso Samarcanda. Lì infatti sono spuntati i 3 “putridi” più gettonati, uno a 5 metri dall’altro, come a dire che la concorrenza è sì spietata ma sa anche far incrementare complessivamente la clientela perchè mentre uno dei ristoratori alternativi eccelle nelle brioches, l’altro eccelle nelle pizzette ed il terzo in qualcosa d’altro ancora. Ciò peraltro aiuta perchè, una volta che ognuno si è accaparrato i suoi bocconi di felicità ci si trova tutti nel parcheggio, appoggiati ad un auto o seduti sul marciapiede e ridere e scherzare (e a mangiare).

Questo accadeva fino a poco tempo fà, quando a causa di una famigerata ordinanza “antighetto” voluta dalla giunta bresciana (nel chiaro intento, mai detto apertamente però, di mettere i bastoni tra le ruote ai kebabbari del centro) i 3 negozi sono stati costretti ad abbassare anche loro le serrande alle ore 22:00. Praticamente è stato come obbligarli a chiudere, visto che buona parte delle vendite vengono effettuate tra la mezzanotte e le prime ore del mattino. Anzi, uno dei 3 negozi ha già chiuso perchè le spese non si sarebbero potute ripagare con i pochissimi minuti di apertura consentita ed il secondo chiuderà probabilmente a breve, lasciando a casa ben 12 dipendenti.

Situazione triste quindi, non tanto per la pizzetta a cui in molti dovranno rinunciare quanto piuttosto per la madornale svista della giunta comunale che pur di bacchettare chi in centro “crea disagi” (ipsi dixerunt) e lede l’immagine di città alto-borghese, non si accorge di creare problemi ben più grandi di quelli che intende risolvere.