Brescia, l’esempio d’Italia

domusromana.gifIeri stavo leggiucchiando svogliatamente un quotidiano locale in un primo pomeriggio di fine estate e mi sono soffermato su quella che, a prima vista, sembrava essere una buona notizia.

A Nuvolento, piccola cittadina ad pochi km ad est da Brescia, è tornata finalmente alla luce una domus romana di circa 2000 anni, molto grande (circa 1000 mq) e ricca di vasellame, affreschi e monili. Probabilmente, dicono gli esperti, appartenne ad una famiglia importante.

“Tutto molto bello” ho pensato all’inizio. Poi però continuando a leggere l’articolo scopro che la domus era già stata individuata circa 20 anni fa.

Per circa 18 anni non si è fatto nulla per portarla alla luce. Mancavano soldi, anche in periodi non esattamente di crisi economica come ad esempio gli anni ’90 o i primi 2000. Solo 2 anni fa sono arrivati i finanziamenti da parte della Regione Lombardia (250mila €) che si sono andati ad aggiungere ai 100mila € del Comune. In tutto quindi 350mila €, non proprio un’enormità se si pensa che la querelle che in questi giorni sta interessando Artematica è relativa ad un bonus per un numero di ingressi (ancora da dimostrare) all’incirca della stessa somma.

Ora il 29 settembre la domus verrà ufficialmente inaugurata, durante la giornata europea del patrimonio. Ma la mia domanda è: possibile che non ci accorgiamo di che tesoro storico/artistico disponiamo? Possibile essere così menefreghisti da non capire che se lo valorizzassimo sistemeremmo almeno metà della nostra economia?