Una dozzina di incontri per rendere più umana la Costituzione

costituzione.jpgInizia questa sera il progetto “Costituzione: storia di persone”, basato su 12 incontri a Brescia e provincia per umanizzare i concetti che la nostra “legge fondamentale” porta con sè e che dovrebbero essere il faro di tutti per la nostra convivenza civile.

Accanto ad esperti costituzionalisti che di volta in volta si avvicenderanno sul palco ci saranno anche personaggi che, a diverso titolo, hanno un background di esperienze di vita vissuta utili per comprendere come spesso l’idea di voler attuare compiutamente i valori costituzionali possa richiedere sacrifici enormi ma anche che le grandi idee richiedono necessariamente grandi sforzi.

Il primo di questi appuntamenti è previsto dunque per queta sera alle 20:45, quando nella sala polivalente del palazzo Laffranchi a Carpendolo il prof. Antonio D’Andrea, docente ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo bresciano, dialogherà del rapporto tra la Costituzione ed il diritto d’informazione con Andrea Casalegno, figlio di Carlo Casalegno, vicedirettore de La Stampa di Torino, morto per mano brigatista nel novembre del ’77, con il triste primato di essere stato il primo giornalista a rimetterci la vita negli anni di piombo a causa delle frange eversive della sinistra extraparlamentare, proprio mentre lo stesso figlio Andrea militava in Lotta Continua.

Questo incontro verrà poi replicato domani, con la presenza del prof. Mario Gorlani in sostituzione di D’Andrea, nella sala consiliare di Montichiari alle 10, e sarà aperto specificamente ai ragazzi degli istituti superiori. E’ infatti questa la formula scelta dagli organizzatori (Casa della Memoria con il presidente Manlio Milani, Provincia, comune di Brescia, Ufficio scolastico provinciale e Consulta studentesca) per tutti gli incontri in programma.

Gli altri ospiti saranno: Alessandra e Giuseppe Galli (figli di Guido, magistrato ucciso dalle Br nel 1980), Olga D’Antona (vedova di Massimo D’Antona, consulente del ministero del Lavoro ucciso dalle Br nel 1999), Agnese Moro (figlia di Aldo Moro, esponente di spicco della DC, sequestrato ed ucciso anch’egli dalle Br), Alfredo Bazoli (figlio di Giulietta Banzi Bazoli, morta nella strage neofascista di piazza Loggia del 1974), e infine Maria Falcone (sorella del magistrato siciliano Giovanni Falcone, caduto per mano mafiosa negli anni ’90).