Brescia fa “il pieno di cultura”

cultura.jpgE’ un fine settimana all’insegna dell’approfondimento culturale quello che si sta aprendo a Brescia. A dirla tutta Brescia non sarà l’unica perchè la Leonessa d’Italia ha aderito ad un’iniziativa dal titolo “Fai il pieno di cultura” organizzata a livello regionale con l’aiuto e l’approvazione delle 12 province lombarde.

Si tratta di una 3 giorni (24-26 settembre 2010) in cui a farla da padrone saranno tutti gli angoli culturali delle principali città e cittadine della Lombardia: dalle chiese alle biblioteche, dai chiostri ai musei.

A Brescia e nel bresciano in genere le iniziative sono moltissime. Ad esempio da oggi al Museo Civico di Scienze Naturali di via Ozanam è possibile visitare la mostra “Wildlife photographer of the year”. Sempre da oggi aprono i battenti anche le visite guidate al Museo Mericiano di via Crispi e della “Raccolta della Brigata Meccanizzata Brescia” alla Caserma Goito di via Calegari.

Domani sera invece presso la Chiesa di San Giorgio, nella piazetta omonima, ci sarà la rappresentazione teatrale “In nome della Madre”, eseguita dalla compagnia Teatro Telaio. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Domani e domenica al Museo del ferro (via del Manestro) ci sarà una mostra di modellini dal titolo “Le macchine di Leonardo Da Vinci”. Domani pomeriggio infine (orario 15:00-18:00) la biblioteca del Museo Civico di Scienze Naturali resterà aperta in via straordinaria con un laboratorio e letture animate per bimbi dal sapore scientifico.

Per ulteriori informazioni, e per conoscere anche tutte le altre iniziative in programma nel bresciano è possibile consultare il sito della Regione Lombardia e quello della Provincia di Brescia.

In arrivo 11 nuovi ostelli della gioventù in provincia di Brescia

ostello2.JPGFinalmente un bel contributo, sopratutto utile ai giovani e alla piccola imprenditoria, arriva in territorio bresciano direttamente dalle casse della Regione Lombardia.

Non c’è che dire, questa volta il piatto messo a disposizione dai vertici del Pirellone è stato piuttosto sostanzioso: poco meno di 4 milioni di € (3,9 per la precisione), che sono stati suddivisi tra 11 progetti di realizzazione di altrettanti nuovi ostelli della gioventù in territorio bresciano.

L’iniziativa è stata ottimamente recepita sia da enti pubblici che privati, che hanno presentato diversi progetti degni di nota. Così, nel giro di qualche anno nella nostra provincia potranno iniziare a girovagare ragazzi con lo zaino a spalle, in cerca di luoghi suggestivi da visitare e, perchè no, di persone interessanti da conoscere.

A fare la parte del leone nell’assegnazione di questi 4 mln di € sono state le località della valle camonica, del sebino e del lago di garda. Infatti i futuri 11 ostelli sorgeranno nei Comuni di Valvestino, Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Breno, Manerba, Paspardo, Salò, Vezza d’Oglio, Orzinuovi, Vallio Terme e Collio.

In particolare 3 progetti si sono portati a casa 500mila €ciascuno: si tratta dei Comuni di Breno, Collio e Salò, dove dovrebbero venire ristrutturate ed adibite ad ostello rispettivamente la Bim in via Mulini (Breno), l’ex colonia della Parrocchia di S.Filippo Neri (Collio) e la ex Eca di via Gasparo (Salò). Già, perchè questi soldi, in tutti gli 11 casi, non potranno essere utilizzati per la costruzione di nuove strutture, ma solo per la riqualificazione di strutture già esistenti, magari cadute in disuso. Un’ottimo modo anche per non consumare territorio insomma.

Brescia e provincia: in un anno 34 morti e 22 infortuni sul lavoro

cerotto.jpgI numeri sembrano aprlare piuttosto chiaro. Nel 2008 nella provincia di Brescia il lavoro è costato ancora molto caro in termini di vite umane spezzate o rovinate.

A perdere la vita sono stati infatti in 34, mentre a subire un infortunio (più o meno grave) sono stati 22.597. Mica bruscolini insomma. Analizziamo però un pò questi dati secondo quanto ha reso noto l’Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro.

Innanzitutto rispetto al 2007 si può notare un calo degli incidenti sia mortali (da 36 a 34) che non mortali (da 24.400 a 22.500 circa, il 7% in meno). Si tratta di una sorta di inversione di tendenza rispetto agli anni passati, e per questo va accolta benevolmente; occorre sperare che si continui in questa direzione e che sopratutto che le percentuali di riduzione diventino più significative, sopratutto se si considera che la sola provincia di Brescia conta circa un terzo degli infrtuni che si consumano annualmente in Lombardia.

Altro dato significativo riguarda la nazionalità degli infortunati; è infatti assai elevata la percentuale dei lavoratori stranieri che purtroppo si scontrano con infortuni di vario tipo nell’ambiente lavorativo. Giusto per dare le cifre in Lombardia sui 172 decessi quelli che hanno avuto come protagonisti lavoratori stranieri sono stati 40, circa il 24%; un rapporto ben superiore a quello tra i residenti italiani e residenti stranieri (che si attesta al di sotto del 20%). Le nazionalità più “sfortunate” da questo punto di vista, anche se si tratta di tutt’altro che di fortuna, sono quelle marocchina, rumena ed albanese.

Stop alla circolazione a Brescia e in buona parte dell’hinterland per le auto e le moto più inquinanti

smog.jpgE’ scattato giovedì 15 ottobre il divieto di circolazione a Brescia e in molti comuni dell’hinterland cittadino per gli autoveicoli più inquinanti. A stabilirlo è stata la legge 24 del 2006, recepita da un’ordinanza regionale.

A non poter circolare saranno gli autoveicoli alimentati a benzina classificabili come Euro 0, quelli alimentati a gasolio appartenenti alla categoria Euro 2 (e inferiori ovviamente), ed anche i ciclomotori ed i motocicli Euro 0, se mossi da un motore a 2 tempi.

Il divieto di circolare non è però pensato sull’intero arco delle 24 ore giornaliere; infatti esso è limitato ad impedire che sulle strade Lombarde che rientrano nella classificazione “A1” transitino vecchie carrette fumanti solo dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30.

Ma le limitazioni alla circolazione per queste auto più inquinanti conoscono comunque molte eccezioni; sono stati infatti esclusi dal divieto di circolazione i  veicoli elettrici, quelli ibridi e multimodali, quelli muniti di impianto, anche non esclusivo, alimentato a gas naturale o gpl, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione, ed i veicoli alimentati a gasolio, dotati di filtri antiparticolato (Fap) , ovvero di sistemi di abbattimento delle polveri sottili.

Altre esenzioni riguardano i veicoli storici (purchè dotati del relativo certificato), quelle delle forze dell’ordine, dei vigili, della guardia di finanzaecc., le macchine agricole, i mezzi della croce rossa e della protezione civile, nonchè i motocicli e i ciclomotori a 4 tempi. Sempre esclusi dal divieto sono i mezzi pubblici locali, quelli recanti il contrassegno per i portatori di handicap, gli scuolabus ed i veicoli del pronto soccorso sanitario.

Che dire, tra un’esenzione e l’altra c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Paradossale poi, almeno secondo me, che un ente pubblico chieda ai cittadini di non circolare con i propri mezzi perchè eccessivamente inquinanti e poi però conceda ai suoi veicoli, inquinanti anch’essi, di scorrazzare in gior liberamente (si pensi a gli obsoleti mezzi delle varie fprze di polizia e quant’altro).

In ogni caso per saperne di più è possibile consultare la sezione ambiente del sito della regione Lomabrdia: www.regionelombardia.it