Navigare in Piazza Loggia

wi-fi-zone.jpgUn piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità. Finalmente anche Brescia può dire di essere una città tecnologicamente aggiornata ai liveli minimi di decenza. Il centro storico, a partire da via S. Faustino e passando per Largo Formentone, Piazza Loggia e Corso Palestro sarà coperto da una rete internet wifi, usufruibile gratuitamente da tutti, per la goia di smartphone, netbook e Ipad sopratutto.

L’annuncio ufficiale è arrivato pochi giorni fa per bocca dell’Assessore all’innovazione tecnologica, a distanza di circa un anno dalla prima presadi posizione fatta in pubblico. A realizzare l’opera sarà la bresciana Lais, per un costo tutto sommato ridotto rispetto alle possibilità che con essa verranno date ai bresciani: “solo” 35mila €.

La rete wifi dovrebbe vedere la luce tra circa un paio e di mesi e dovrebbe sfruttare le paline già presenti per le fermate degli autobus, insieme agli impianti di videosorveglianza già abbondantemente distribuiti per tutto il centro storico.

Inizialmente l’operazione avrà un periodo di sperimentazione lungo un anno in cui chiunque, tramite una registrazione all’urp di Piazza Rovetta oppure grazie ad un sms, potrà navigare gratuitamente e senza limiti di tempo. Alla scadenza dell’anno di prova la Loggia deciderà come proseguire con l’iniziativa.

Strage di Piazza Loggia: c’è un ragionevole dubbio

strage piazza loggia.jpgE’ arrivata ieri pomeriggio la sentenza del terzo processo per la strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974 dove persero la vita in 8 ed altri 106 furono feriti. Per tutti i 5 imputati (Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti) è arrivata una sentenza di assoluzione, seppur non piena.

Tecnicamente parlando l’assoluzione è infatti avvenuta ai sensi del secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale, ossia perchè in capo al giudice (in questo caso la Corte d’Assise) sussiste ancora il “ragionevole dubbio” che gli imputati non siano i veri colpevoli. Una formula elegante che cozza contro una volontà di giustizia di tutta la città di Brescia dopo 36 anni dal tragico evento.

Sconforto naturalmente tra gli appartenenti dell’associazione familiari delle vittime; parole di delusione sono venute anche dal Sindaco di Brescia e da un pò tutte le organizzazioni sociali della città.

Quello che più mi lascia deluso non è che siano stati assolti gli specifici cinque soggetti di cui sopra, quanto piuttosto che i veri artefici del massacro, che per qualunque studioso serio degli anni di piombo e della strage di Brescia in particolare sono certamente da ricercarsi nell’ambito neofascista in combutta con servizi segreti e apparati deviati dello Stato, siano ancora lì, in giro a godersela, e che proprio in giornate come questa se la ridano ancora di più alle spalle di Brescia e dei bresciani.

Uffici comunali: continua la querelle. Magazzini Generali si o no?

piazza-della-loggia.jpgSe ne parla ormai da anni, ma dopo il voto in consiglio comunale dello scorso 16 luglio sembra che si stia pian piano arrivando alla conclusione della vicenda sull’eventuale spostamento in blocco degli uffici comunali tutti.

La Loggia (che dopo la decisione di venerdì sarà un pò meno Loggia) ha infatti appena dato il via libera al progetto che prevede la concentrazione degli uffici comunali, oggi frammentati nel centro cittadino, in una nuova struttura da creare nell’area degli ex Magazzini Generali di via Dalmazia.

La struttura, progettata probabilmente da Daniel Libeskind è praticamente interamente racchiusa tra via Dalmazia e via Corsica, nella zona sud-occidentale della città.

Il progetto lascia, a mio modestissimo parere parecchi dubbi. Innanzitutto il fatto che si cerchi anche in questo caso di far passare l’opera come “a costo zero” per l’amministrazione. Se è vero che dalle tasche comunali non usciranno cifre in grado di ripagare se non simbolicamente l’enorme palazzone, alto 115 metri per un totale di 17 mila mq, che ospiterà gli uffici comunali, è anche da dire che la ditta privata che si occuperà della costruzione avrà una contropartita di 118mila metri. In fatto di consumo del territorio non si tratta certo di bruscolini, specialmente se si ricorda che originariamente erano 88mila mq in progetto. C’è stato un “saldo” nei vari passaggi per al’approvazione di +30mila mq, quasi un 35% in più. Inoltre, sempre negli stessi passaggi, sono spariti 7.000 mq di edifici residenziali popolari.

La seconda cosa che mi lascia titubante è che, almeno per come è stato progettata ora, la nuova area è composta di edifici rivolti tutti verso una zona centrale comune costituita da un parcheggio (che a me ricorda quasi un giardino condominiale) e che voltano le spalle alla città che li circonda. Temo si venga a creare una zona totalmente slegata al contesto urbano vicino, che se dovesse cadere in disuso, somiglierà ad una cattedrale decadente nel deserto.

Questi sono solo 2 aspetti, anche se devodire ce ne sono molti altri. Voi che ne pensate?

 

Brescia tenta lo stop alle pizze d’asporto e ai kebab

kebab2.jpgLa Giunta Comunale sembra decisa a vietare in centro e nelle aree in via di riqualificazione l’apertura di nuove attività di somministrazione di pizze al trancio, kebab, piadine e quant’altro. E’ stata infatti recentemente approvata in Giunta una delibera che, avvalendosi di una legge regionale approvata lo scorso 2 febbraio, vieterebbe il proliferare di tutto quel vasto mondo di negozi d’asporto delle cibarie.

Per ora la delibera non dispiega i suoi effetti (dovrà prima passare all’esame delle circoscrizioni per un parere e poi trovare l’ok del Consiglio Comunale) ma sembra piuttosto probabile che il cammino di queste norme non troverà grandi ostacoli alla sua definitiva approvazione.

Se le norme restassero esattamente quelle contenute della delibera della giunta, nel centro storico di Brescia e nelle zone della stazione ferroviaria e di via Milano, sarebbe precluso a chiunque di aprire nuove attività, restando comunque salvi tutti i negozi già aperti.

Il motivo di tanto livore nei confronti di pizzetterie e kebabbari? Ufficialmente il decoro ed il rilancio del centro storico. Se fosse vero mi chiedo il motivo di estendere la norma anche a Via Milano e la zona della stazione ferroviaria, zone poco centrali e sopratutto degradate in alcune loro parti. Che in fin dei conti si pensi che la rivalutazione delle zone debba andare di pari passo con ristorantini chic e non con negozi dove rifocillarsi a prezzi contenuti? Studenti, ragazzi e gente comune ringraziano.

Brescia commemora Darwin…tra le polemiche

Charles_Darwin.jpgQuesta sera alle 21, al museo di scienze naturali di via Ozanam si celebrerà un momento commemorativo, ma al contempo di approfondimento, su una delle figure di scienziati più importanti del XIX sec. : Charles Darwin. Il grande pensatore e naturalista di oprigine inglese infatti nacque oltremanica proprio 200 anni fa, nell’ormai lontano 1809.

La libreria Rinascita e l’associazione Uaar (Unione degli atei e agnostici razionalisti) ha infatti colto l’occasione del bicentenario della nascita per celebrare degnamente il grande biologo, geologo, zoologo e botanico autore del celeberrimo libro-manifesto “L’origine della specie” in cui teorizzava l’esistenza di un unico ceppo da cui erano poi discesi tutti i primati, uomo compreso (teoria che gli costò al tempo numerosi sberleffi da parte anche di alcuni quotidiani britannici che lo raffigurarono nelle loro copertine con il copro di scimmia).

All’incontro di questa sarà presente Telmo Pievani, docente di filosofia della scienza all’Università di Milano Bicocca e esperto di evoluzionismo, che in quest’occasione presenterà il suo ultimo libro dal titolo eloquente “In difesa di Darwin”.

Proprio questa occasione però serve per riaccendere le polemiche con l’amministrazione comunale che, per un’analoga iniziativa, aveva rifiutato in primavera di concedere la sala ed il patrocinio, per concederli poi ad una opposta iniziativa di stampo creazionista. Questa volta, forse memore delle pesanti critiche subite a seguito della scelta della primavera scorsa ad opera del consiglio direttivo dell’Associazione nazionale Musei scientifici, la Loggia ha concesso l’uso della sala, negando nuovamente però il patrocinio comunale.

Sinceramente trovo veramente triste politicizzare anche la scienza, che dovrebbe essere invece una cosa di per sè neutra ed asettica. Per di più per una questione che oramai è stata pacificamente accettata dalla stragrade maggioranza del mondo scientifico.

Bonus bebè: la Loggia si piega ai tribunali, ma prosegue la sua battaglia

baby.jpgAlla fine la Loggia pagherà a tutti coloro che ne avevano fatto richiesta l’ormai famigerato bonus bebè. Tutto era iniziato mesi fa quando la Giunta Paroli aveva deciso di elargire un contributo economico di mille euro alle famiglie con un bambino neonato, perchè la famiglia vantasse origini italiane.

Entro al 30 giugno del 2009 però, ossia alla data di scadenza per poter presentare domanda per essere ammessi al contributo, erano però giunte quasi 400 domande da parte di famiglie che, pur avendo tutti gli altri requisiti in regola, erano di origine extracomunitaria. E che perciò si erano viste rifiutare tale contributo.

La scelta di vietare il bonus bebè alle famiglie di immigrati aveva fatto sì che la Giunta Paroli fosse portata davanti alla magistratura amministrativa e che la stessa si pronunciasse in 5 casi su 5 contro la scelta della Loggia.

Fino ad oggi però il Sindaco Paroli, nonostante le sentenze appena ricordate, non aveva ancora dato disposizioni agli uffici del comune affinchè versassero l’importo dovuto anche alle famiglie extracomunitarie. Fino ad oggi appunto, perchè la Loggia si è vista “costretta” a recepire le ordinanze perchè una sua dirigente del settore Servizi sociali si sarebbe trovata nella situazione di essere la diretta funzionaria colpita da future ingiunzioni della magistratura. In questi casi infatti le norme attribuiscono responsabilità esclusivamente ai funzionari pubblici che gestiscono il procedimento in questione.

Festa di Radio Onda d’Urto: ecco i dati per cui non dovrebbe essere spostata da Brescia

afterhours2.jpgTra l’entourage che gravita attorno a Radio Onda d’Urto e la Loggia, in particolare il vicesindaco leghista Rolfi, è guerra aperta oramai da mesi, si sa. Il secondo sembra essersi deciso a non concedere più ai primi alcuno spazio cittadino per organizzare l’oramai più che tradizionale festa estiva (che quest’anno aveva come gruppo di punta gli afterhour qui in foto), che una volta era tenuta nella zona industriale della vecchia motorizzazione civile ed ora invece già da qualche anno si tiene nella periferia bucolica nei pressi di via Serenissima.

Nei giorni scorsi è stata organizzata una conferenza stampa in cui Umberto Gobbi, uno degli organizzatori della festa, ha tirato le somme con dati alla mani di come si è svolta anche quest’anno la festa, smontando in buona sostanza tutte le accuse e le dicerie che hanno animato lo scontro con la Loggia.

Innanzitutto i costi per la pulizia. La Loggia aveva stimato una spesa di circa 6.000€ per i 17 giorni di festa ed aveva preteso 2.600€ di anticipo. L’Aprica, società che si è poi occupata nella realtà dello smaltimento rifiuti e della pulizia, ha quantificato in 1.425€ i costi attribuibili alla festa, ed ha obbligato perciò l’amministrazione comunale a restituire il surplus che già era stato richiesto. L’Aprica peraltro si è anche complimentata con gli organizzatori per l’elevata quantità di raccolta differenziata effettuata all’interno della festa.

Inquinamento acustico. E’ stato calcolato che il livello di decibel della festa è stato mediamente, nell’arco delle oltre 2 settimane, di circa 10 decibel al di sotto del limite massimo consentito. Anche qui insomma poco da dire.

Sorveglianza. Gobbi ha mostrato come nei giorni della festa non vi siano stati episodi di intervento delle forze dell’ordine e di come tutto si sia sempre svolto in modo assolutamente regolare. Perciò, secondo Gobbi, i costi per lo spiegamento delle forze dell’ordine in quelle serate è da addebitare ad una scelta sbagliata da parte dell’amministrazione comunale, di cui perciò non si deve caricare di responsabilità la festa o la radio.

A Brescia i distributori di benzina pagheranno meno la bolletta della luce

distributore.jpgDa un accordo triennale tra Loggia, Asmea e le associazioni di categoria renderà è nata l’idea di abbattere in maniera assai decisa i costi per dell’energia elettrica per l’illuminazione delle piazzole dei distributori.

Gli esercizi interessati sono circa una settantina e, stando a quanto sperato da tutti i firmatari dell’accordo, le norme in esso contenute dovrebbero portare ad un incremento della sicurezza e della vigilanza degli stessi.

Ciascuno degli attori della vicenda dovrà fare la sua parte.Da un lato la Loggia si impegna a mantenere alto il livello d’attenzione ed a continuare sulla strada dei forti controlli (anche preventivi) da parte delle forze dell’ordine nelle aree dei distributori di carburante. Inoltre stanzierà la cifra di 100mila € per sostenere le aziende in questione nell’acquisto di videocamere, impianti di illuminazione e servizi di vigilanza.

L’Asmea si impegna invece a fornire ai proprietari dei distributori in qualità di tramite contratti di favore, con ribassi dal 13 al 15%, per ciò che attiene l’energia elettrica dovuta all’illuminazione nelle ore notturne dalle ore 19 alle 8 di mattina dal lunedì al venerdì, ed in tutte le ore il sabato e la domenica.

Le associazioni di categoria si impegnano invece a fornire elevati standard di sicurezza, anche grazie a puntuali riparazioni degli impianti appositamente danneggiati e a servizi privati di vigilanza notturna.

I proprietari dei piccoli distributori sembrano vedere di buon occhio l’accordo anche perchè una maggiore illuminazione ed i maggiori controlli dovrebbero fungere da deterente ai furti notturni che succedono nelle aree di distribuzione.