Il Papa in arrivo a Brescia: tra grandi manovre, braccia tese e voci fuori dal coro

Ratzinger.jpgTra meno di una settimana Benedetto XVI sarà a Brescia per una visita e, com’è naturale, migliaia di fedeli sono pronti a dargli un caloroso benvenuto a base di bandiere bianco-gialle, preghiere e canti. D’altra parte il tessuto sociale bresciano, tanto in città quanto nei comuni della Provincia può contare una forte presenza di centri di aggregazione e di volontariato direttamente o indirettamente legati al mondo cattolico.

Anche la grande quantità di lavori che in questi giorni si vedono girando per Brescia sono l’espressione di una forte attesa dell’arrivo di Papa Ratzinger nel nostro territorio: cambio dei semafori (peccato che quelli nuovi non siano a led), rifacimento del manto stradale in alcune zone del centro, saldature di molti tombini dela rete fognaria, divieto già da ieri di parcheggiare in prossimità di alcuni passaggi cruciali del pontefice.

Non tutti però si preparano a dare il benvenuto con applausi al Papa; su Facebook è comparso anche il gruppo “Non tutta Brescia accoglie il Papa”, opera di uno studente di ingegneria di 21 anni, che conta già più di 1700 iscritti. Sul profilo del gruppo si legge:”Attenzione, questo gruppo non denigra i cattolici, anzi, accoglie i loro interventi, non è blasfemo ed esprime un’idea in modo pacifico. Chi non è d’accordo con le idee espresse può dire la sua, a patto che rispetti il prossimo e documenti le sue affermazioni”. Il motivo di fondo che ha spinto l’ingegnere 21enne è stato invece quello di ” dare un minimo di visibilità alla parte di Brescia laica e soprattutto critica nei confronti di quelle affermazioni papali che poco hanno di solidale e di amorevole nei confronti dell’umanità”. Il fondatore del gruppo è già stato convoncato in questura, dove gli è stato detto che non sarà possibile organizzare una “contromanifestazione” in quanto l’autorizzazione non gli sarebbe stata concessa.