Italia, ringrazia Brescia!

andrea-pirlo.jpgDomani sera, ore 20:45. Inutile dirvi di cosa sto parlando, di uno dei più grandi classici del calcio internazionale che ci vede coinvolti in prima persona: Italia-Germania.

Se il Brasile è la nostra bestia nera dobbiamo consolarci sapendo che noi lo siamo per la nazionale teutonica. O almeno questo dice la storia.

Peccato solo che la storia non scenderà in campo se non in minima parte domani sera, quando invece conteranno gambe, fiato, organizzazione e sopratutto i piedi. E i tedeschi hanno sin qui mostrato di avere tutte queste caratteristiche al punto da essere, insieme alla Spagna, la favorita numero 1.

Noi quindi dobbiamo inseguire. Poco male, la nostra nazionale ha mostrato più d’una volta di avere tanta grinta al punto tale da sopperire ad altre mancanze.

Nel frattempo godiamoci i frutti di una squadra che è arrivata nel ristretto club delle migliori 4 d’Europa, dove mancano all’appello altre compagini di tutto rispetto e dalle grandi potenzialità come Francia, Inghilterra e Olanda. Questo vuol già dire qualcosa.

Permettetemi in conclusione un piccolo slancio local-patriottico. In questa Italia c’è tanta Brescia e tanta brescianità. A partire da mister Prandelli, un orceano mai vittorioso con le squadre di club ma apprezzato da tutti e che è riuscito a far giocare l’Italia bene come mai negli ultimi 10 anni (neanche nel mondiale 2006 abbiamo mai fatto una prestazione come l’ultima con l’Inghilterra o come contro la Spagna, per quanto ci era possibile). Ed il materiale umano a sua disposizione non è così eccezionale.

Poi c’è lui, il vero capitano in campo: Andrea Pirlo da Flero. Buffon ha carisma e classe, ma per il ruolo che ha non può influire più di tanto sull’andamento della partita. Pirlo invece lo può fare e lo fa, come praticamente nessun altro al mondo ad eccezione di Xavi. Nell’unica partita giocata sottotono (quella con l’Irlanda) abbiamo faticato 7 camice contro una squadra modesta e già matematicamente esclusa dal passaggio del turno.

Infine tocca al più chiacchierato, Mario Balotelli. Talento e forza fisica non si discutono, la capacità realizzativa sì. Ma le chance per lui non sono finite, e se Prandelli lo considera così tanto qualcosa di vero ci dovrà pur essere.

Perciò se l’Italia ha finora raggiunto il traguardo lusinghiero della semifinale il più grande ringraziamento va a Brescia. E domani sera, comunque vada, usciremo dal campo a testa alta. Certo, sarebbe bello se oltre alla testa alta uscissimo anche festanti.