Brescia brum brum

alfa romeo bt45b.jpgChe Brescia e la sua provincia fossero una terra di appassionati di motori, ruote, pistoni, tubi di scarico e spinterogeni si sa. La Mille Miglia è infatti probabilmente uno dei più (se non il più) importante evento cittadino, che si ripete di anno in anno ed attrae migliaia di turisti e semplici curiosi da tutt’europa.

La stessa Mille Miglia ha dato il nome ad un importante museo cittadino, naturalmente strettamente legato al mondo dei motori; proprio lì, a poca distanza dal casello di Brescia Centro, nel museo delle Mille Miglia è appena stata inaugurata la mostra “L’evoluzione delle monoposto dagli anni ’50 al ’90”.

Come il titolo stesso dice, l’oggetto degli sguardi dei più curiosi saranno i bolidi che hanno fatto tanto sognare gli appassionati della Formula 1 e delle altre notissime gare di monoposto.

La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 fino al 31 dicembre. Io pur non essendo uno sfegatato appassionato delle corse automobilistiche sono arciconvinto di andare ad ammirare dal vivo le più grandi monoposto. Quantomeno se non sentirò la scarica lungo la schiena dovuta al ricordo di momenti passati davanti alla tv a tifare un pilota o una scuderia, almeno potrò ammirare la bellezza estetica di meraviglie della tecnologia come l’Alfa Romeo BT45B o la Formula March Cosworth 3000, quasi si trattasse di un museo d’arte industriale.

Quando la Ferrari non vuol dire solo Modena ma anche Brescia

ferrari.jpgIl nome Ferrari in quel di Brescia suscita molte cose. Da un lato c’è lei, Vanessa Ferrari, pluripremiata ragazza prodigio della ginnastica italiana, europea e mondiale, che spesso è stata la punta di diamante o almeno la salvatrice della patria della squadra italiana. Dall’altro invece ci sono i rombanti motori della “rossa” Ferrari, orgoglio anch’essa di tutto il bel Paese in quanto casa automibilistica di bolidi come pochi al mondo.

Ora il nome Ferrari a Brescia potrebbe anche iniziare ad evocare la parola “lavoro”, specialmente in un periodo di “magra” come questo. E’ infatti notizia fresca fresca che l’OMR (Officine Meccaniche Rezzatesi), ditta di Rezzato ai cui vertici siedono i fratelli Marco e Franco Bonometti, ha rilevato dalla famigerata ditta americana Alcoa l’intera fabbrica di Modena. Proprio quella fabbrica in cui vengono prodotti circa 6.000 telai in alluminio all’anno di vetture Ferrari “da strada”, interessando così 80 dipendenti e fatturando circa 40 mln di €.E’ un simbolo inequivocabile dello stato di salute della ditta rezzatese, decisamente in contrtendenza rispetto al settore, specialmente se si pensa alla commessa che si è appena aggiudicata da un’altra americana, la Chrysler, per cui produrrà i nuovi motori “fire” (utilizzati anche sulla 500), per un valore complessivo che oscilla tra i 40 e i 50 mln di dollari.

Da oggi in poi quando magari vedrò Balotelli sfrecciare per le vie cittadine al volante del suo nuovo “cavallino rampante” penserò che in quell’auto c’è molto più di Brescia di quanto non sembri a prima vista.