Tra il dire e il fare, tra Brescia e la Valcamonica

stadler2.jpgTra il dire ed il fare, dice un vecchio proverbio, sembra ci sia di mezzo il mare. A Brescia il mare non c’è, quindi la distanza non dovrebbe essere così significativa, ed invece paradossalmente a volte persino le cose più semplici (e promesse) sembrano imprese titaniche.

Questo è quello che è successo con i treni che dovrebbero servire la linea Brescia-Iseo-Edolo. Già, dovrebbero, perchè in realtà la linea ferroviaria, pur restando aperta e funzionante, perde pezzi pregiati.

Si tratta di 2 degli 8 treni “Stadler” che hanno abbandonato la tratta bresciana (dopo essere stati annunciati in grande stile nel 2008 dal Broletto di Molgora per un investimento di milioni di Euro) per finire a svolgere il loro utilissimo servizio in territorio milanese. Anzi, a dire il vero la tratta bresciana non l’hanno mai fatta, se non per l’inaugurazione.

Motivo? Semplice, nonostante i proclami di “tutela dell’ambiente”, “incentivazione dei mezzi pubblici”, “qualità dell’aria” e “attenzione alle esigenze dei cittadini”, la Provincia di Brescia ha apposto il proprio logo sui treni insieme a quello della Regione Lombardia, ma si è dimenticata di pagare il proprio contributo.

Risultato finale? I viaggiatori camuni utilizzano ancora alcuni dei vecchi convogli, di antidiluviana fabbricazione. Tra il dire ed il fare a volte sembra ci sia di mezzo il “bla bla bla” e l’incapacità di chi ci amministra.

Brescia, provincia “green” a sprazzi

Sellero.jpgNon ho mai capito quale fosse la reale motivazione, ma ho sempre percepito in coloro che risiedono in paesi di montagna una sorta di maggior rispetto della natura ed attenzione al tema ambientale.

Sarà forse perchè alzarsi la mattina e sentirsi “circondati” da vette alpine che ti fanno sembrare piccolo piccolo mette tutto nella giusta dimensione.

Ad ogni modo questa mia personale impressione sembra essere confermata dai risultati di un recente studio promosso da Legambiente, che rivela come il camuno paesino di Sellero, 1.500 anime dislocate lungo l’Oglio, a due passi dalle famosissime incisioni rupestri ed ai piedi del monte Elto, sia uno dei pochissimi Comuni italiani al 100% rinnovabili. Per la preisione occupa il 16mo posto nella stringata cerchia di 23 municipi. Mica male.

Ma nella provincia bresciana ci sono anche altri piccoli fiori all’occhiello. Sempre in Val Camonica (il binomio residenti in montagna – ecocompatibilità si rafforza) troviamo anche Cividate Camuno, che entra nei primi 50 Municipi per installazione di pannelli solari termini finalizzati al riscaldamento dell’acqua.

Terza località camuna degna di nota è Edolo, 13ma a livello nazionale per il teleriscaldamento da fonti rinnovabili (biomassa). Nel resto della provincia vanno elogiate per altri aspetti anche Offlaga, Calcinato e la stessa Brescia, giunta all’ottavo posto per il geotermico.

Insomma, nella nostra provincia c’è di che rallegrarsi. E prendere esempio.

A Edolo arriva lo sciamano Andrea Rivera

andrea-rivera.jpegGrande appuntamento giovedì sera in quel di Edolo: il giovane (anche se ha quasi 40 anni) Andrea Rivera presenta il suo ultimo libro “Me li suono e me la canto” (Ed. Rizzoli).

L’appuntamento si inserisce nella grande rassegna 2010 del festival “Dallo sciamano allo showman” e si terrà nella Corte Privata Mottinelli (in caso di maltempo in Sala “L. Chiesa” presso Biblioteca Comunale).

L’edizione di quest’anno, come sempre organizzata dal CCTC (Centro Culturale Teatro Camuno), si snoderà non solo in Valle Camonica, ma anche nella zona del Sebino, a Brescia e persino a Roma. Come sempre non mancheranno, fino all’ottobre di quest’anno, grandi nomi del teatro e della musica italiana.

Accanto ai già affermatissimi Vincenzo Cerami, Vincenzo Mollica, Sergio Sgrilli, Alberto Patrucco e Francesco Baccini, il palco vedrà per una serata nelle vesti di mattatore il grande Andrea Rivera, comico e satirico come non mai nella presentazione della sua ultima fatica letteraria, giusto passaggio obbligato dopo una carriera attraverso i programmi della Dandini, una menzione della giuria al Premio Gaber e una presentazione del concertone del Primo Maggio a Roma con susseguenti polemiche per alcune frasi indirizzate al Vaticano.

Di sicuro Rivera è uno dei più dissacranti interpreti del teatro canzone ma anche della comicità più spinta di questo primo decennio del 2000.