8 morti e 102 feriti…nessun colpevole

strage piazza della loggia.jpgSono passati 36 anni, e ancora la ferita non si è rimarginata. Il 28 maggio 1974 in Piazza della Loggia persero la vita 8 persone e altre 102 vennero ferite. Una bomba era esplosa proprio sotto i portici alle 10:12 di mattina, mentre la piazza era gremita di scioperanti che manifestavano contro il terrorismo dell’estrema destra di quegli anni. La pioggia li aveva addirittura invitati a ripararsi sotto le arcate dei portici, ignari di quello che sarebbe accaduto di lì a poco, quando una bomba posizionata all’interno di un cestino avrebbe fatto una vera e propria strage di gente comune, sopratutto studenti, insegnanti e operai.

Oggi, a grande distanza da quei fatti, ancora non si sa chi sia il vero colpevole, chi l’esecutore materiale e chi il mandante della strage. Meglio ancora, non si è ancora condannato nessuno, pur sapendo ormai in maniera certa che la strage di Piazza della Loggia rientra pienamente quale tassello tra i più importanti della “strategia della tensione” degli anni ’70 italiani. La mano neofascista degli autori è pressochè riconosciuta. Altrettanto palesi sembrano le “manchevolezze” e gli errori nell’operato dello Stato nei giorni immediatamente successivi al fatto. Persino l’allora Presidente della Repubblica Leone, venuto a Brescia per i funerali delle vittime, venne sonoramente fischiato e non osò contestare la reazione dei bresciani.

Compiere gli anni il giorno prima della ricorrenza della strage ha un sapore agrodolce, almeno per me che sono bresciano. Ti fa festeggiare, ricordandoti però che non tutto va bene come si crede. Che Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese col nome di Hagen Roi), Carlo Maria Maggi, Pino Rauti, Francesco Delfino ed altri ancora potrebbero essere gli autori di una delle pagine più sanguinarie della nostra storia, senza per questo aver mai pagato.

Il sapore agrodolce aumenta ancora di più se penso che il mio compleanno di oggi avviene anche grazie ad una buona dote di fortuna di chi mi ha messo al mondo, che in quel fatidico 28 maggio 1974 si trovava in Piazza Loggia al momento della deflagrazione e che si è salvata solo perchè la voglia di prendersi un caffè dopo una mattina sotto la pioggia l’ha portata sufficientemente lontana per evitare lo scoppio.

Dopo 36 anni e 3 inchieste giudiziarie andate a vuoto non credo si arriverà facilmente ad individuare i singoli colpevoli. Almeno sul piano giudiziario ha vinto la mano insanguinata. Vediamo di non perdere anche la memoria.