Mompiano chiede democrazia diretta, o per lo meno di essere sentito

cartina mompiano.jpgSenza scomodare la filosofia del diritto che parlerebbe di richieste di democrazia diretta, diciamo più semplicemente che Mompiano, il quartiere settentrionale di Brescia, si sta sempre più mobilitando, radunando i propri cittadini sotto varie forme, con l’intento di chiedere che le decisioni delle amministrazioni locali e delle aziende che alle stesse amministrazioni fanno capo siano più vicine alle necessità della popolazione.

Mesi fa si era già costituito nella zona un primo comitato che si opponeva alla costruzione di due edifici in piazzale Vivanti, i quali avrebbero dovuto, secondo le intenzioni dei progettisti, portare ad una riqualificazione urbana della futura zona adiacente alla stazione del metrobus.

E’ invece notizia fresca di pochi giorni orsono che, sempre nella zona di Mompiano, si è costituito un nuovo comitato. L’obbiettivo di questa seconda organizzazione di cittadini è facilmente riassunto nele parole di sara Corradini, una delle promotrici: “Semplicemente vorremmo essere resi partecipi di quello che sta accadendo nel nostro quartiere. Vorremmo che ci dicessero cosa stanno facendo e vorremmo anche che ascoltassero le nostre ragioni: può darsi che abbiano progetti che ci soddisfano, altrimenti vedremo di proporne noi in modo autonomo”.

Per ora i primi nodi da risolvere secondo il costituendo comitato (che conta già un migliaio di iscritti, ben oltre le aspettative) sono: una pista ciclabile per gli studenti di scuole medie ed elementari, la spinosissima “questione stadio” ed infine un progetto completo per ciò che concerne la viabilità della zona, tenendo presente della presenza di poli universitari e della futura realizzazione della metropolitana.