Brescia, addio alla Torre Tintoretto

tintoretto san polo.jpgUn Natale con il botto. E’ questo quello che sembra dovrà aspettarsi la Torre Tintoretto che, insieme alla gemella Cimabue è uno degli esempi più lampanti del degrado che anche a Brescia permane in alcune zone ormai da anni.

Con nuovi fondi messi sul piatto dal Pirellone e dall’Aler, in grado di far fronte alle difficoltà finanziarie della Loggia, entro i prossimi 6 mesi la Tintoretto dovrebbe essere definitivamente abbattuta.

Finalmente diranno alcuni, mentre altri avranno qualche rammarico perchè la Tintoretto e la Cimabue, con tutte le loro particolarità, potrebbero certamente diventare l’esempio per tutta la città di una completa riqualificazione urbana, se solo venisse affidato loro un futuro degno di tal nome.

Di sicuro però c’è da dire che, indipendentemente dal fatto che la soluzione sia l’abbattimento di quel parallelepipedo a strisce colorate che si vede già dalla tangenziale sud e dall’autostrada o che piuttosto la soluzione sia costituita da un recupero urbanistico dell’esistente, la situazione così com’è ora non è più sostenibile.

Certo, in un periodo in cui a Brescia il “problema casa” è esploso (basta leggere i quotidiani locali per ricordarsi dei numerosi tentativi di sfratto), pensare di distruggere con un botto qualcosa come 195 appartamenti (ancora abitati in buona parte) potrebbe portare più disagi che benefici.

Salvo colpi di scena però la distruzione è già in programma per il prossimo dicembre. Have a nice Xmas, Tintoretto.

San Polo, la ex Baribbi cambia volto

torri san polo.jpgE’ un periodo di notizie di rilievo per il quartiere di San Polo. Da un lato sembra si stia accelerando verso la demolizione della Torre Tintoretto (che insieme alla Cimabue sono quelle che si vedono dalla tangenziale sud e sono colorate “a strisce” come l’arcobaleno). Dall’altro invece ci sono importanti notizie per quel che riguardano l’area dell’ex Baribbi.

La grande area industriale che nel tempo ha visto anche sostituirsi alla Baribbi anche gli impianti dell’Iveco, dovrebbe venire convertita interamente. O almeno questi sono i progetti che la Loggia ha messo in campo per quella zona.

L’area è di tutto rispetto e riguarda circa 20mila metri quadrati più un parcheggio sotterraneo di circa 350-400  posti, che dovrebbero essere così “ridistribuiti”: 3.600 di piccolo commercio, 5.500 di dirigenziale, 15.600 di parcheggio e purtroppo solo da 6.000 di verde.

Il tempo ci dirà se tutte queste nuove volumetrie di negozi ed uffici rispondono ad una reale richiesta del mercato o se invece si andranno ad aggiungere a tutti quegli immobili già oggi vuoti, mai venduti e sparsi praticamente ovunque a Brescia, centro storico escluso.

Di sicuro però la trasformazione della ex Baribbi segna un’altra chiusura di una zona industriale a favore di una zona commercial-terziaria, e segna di conseguenza la trasformazione del volto della città, non più dedita (se non in poche eccezioni) alla “produzione” vera e propria che le ha permesso di arrivare ai livelli di benessere attuali.