Anche a Brescia la ricchezza non fa la felicità

coins.jpgSe ancora ve ne fosse bisogno, ci ha pensato il Sole 24 Ore a confermare una cosa che la saggezza popolare e il buon senso avevano già capito: i soldi non fanno la felicità!

Adesso però è possibile anche quantificare quel “delta” che intercorre, almeno a Brescia, tra i soldi e la felicità, rappresentata in particolar modo dalla qualità della vita. Il Sole 24 Ore ha stilato una classifica, utilizzando il famoso metodo Stiglitz, tra il centinaio circa di città italiane.

E per Brescia è arrivata la sorpresa. Infatti a fronte di un ottimo piazzamento per quanto riguarda la ricchezza (12ma posizione), è dura constatare che nella classifica complessiva Brescia viene relegata al 55mo posto, praticamente a metà classifica; senza infamia e senza lode insomma.

A far scivolare così in basso la mia città sono state alcune importanti voci: innanzitutto l’analfabetismo universitario (solo 27 ragazzi su 100 tra i 19 e i 25 anni, mentre Campobasso, Isernia e L’Acquila fanno più del doppio), seguito dall’alto numero di reati commessi in tutta la provincia, dalle stratosferiche emissioni di CO2 e dallo scarso numero di associazioni di volontariato attive sul territorio.

Peccato però, perchè Brescia era comunque ai primi posti, oltre che per Pil pro capite, anche per l’elevata affluenza alle urne, per la speranza di vita e per i soldi investiti nei divertimenti.