Brescia ai primi posti per la povertà locale

rapina2.jpgHo appena scoperto che la soglia di povertà non è un concetto monolitico valido allo stesso modo per ogni città. In effetti questa sembra essere un pò la scoperta dell’acqua calda, ma, causa la mia illimitata ignoranza, non ci avevo mai riflettuto.

Certo però è un peccato scoprire certe cose quando vieni a conoscenza che la tua città, Brescia nel mio caso, è l’esemplificazione in negativo. Ho appena letto infatti che il centro studio Sintesi di Venezia ha elaborato i dati, basandosi sulla media dei redditi relativi al 2006 per ciascun contribuente, di 114 comuni italiani; e in base a questi dati ha stilato una classifica sulla povertà locale, in pratica mettendo a confronto le 114 città non tanto e non solo per i propri stipendi quanto piuttosto per il rapporto tra gli stessi ed il costo locale della vita.

E alla fine di tutto ciò la brutta notizia: Brescia è ai primi posti in Italia per il numero di persone che dichiarano un livello di reddito inferiore alla soglia di povertà locale. Anzi, tra le medie città italiane, è al primo posto.

Strano, per una città tutto sommato considerata (non proprio a torto) opulenta. Non voglio però fermarmi alla semplice constatazione del dato in sè. Mi chiedo piuttosto come sia possibile far convivere l’immagine di opulenza con quella di povertà. Le risposte che mi sono dato sono 2, e non so dire se siano entrambe corrette o frutto di errori in ambedue i casi.

Risposta 1: Brescia ha un vasto strato di piccole aziende e negozi commerciali di modeste dimensioni. Anzi, senza troppo timore di essere smentito, sono proprio queste attività a costituire il principale strato produttivo cittadino. Non vorrei che i dati presi in considerazione del Centro Studi siano stati falsati da fallaci dichiarazioni da parte di chi il reddito lo percepisce. E si sa che è più facile falsarle se si è piccoli commercianti piuttosto che operai o dipendenti statali. Come diceva un ex Presidente del Consiglio “A pensar male si fa peccato, però spesso ci si azzecca”.

Risposta 2: Brescia ha una percentuale di immigrati assai elevata (intorno al 20% dei residenti). Si tratta di soggetti che, dal punto di vista sociologico, hanno una media salariale quantitativamente inferiore a quella dei residenti di origine italiana e che spesso, anche per far fronte alle necessità primarie, lavorano in nero (il cui reddito perciò è, almeno in via ufficiale, pari a zero).