L’aria pesante che si respira a Brescia

brescia_smog.jpgIl brutto tempo di lunedì ed il freddo di martedì non sono serviti. Oltre a far aumentare i malati di stagione le due giornate non sono state sufficienti a migliorare l’aria che ogni giorni i bresciani ed i pendolari che arrivano nel capoluogo sono costretti a respirare.

Il 2010 infatti ha già fatto registrare finora un numero di giornate al di sopra del limite (fissato in 50 microgrammi) massimo di Pm10. E se si calcola che la concentrazione di quelle polveri aumenta d’inverno perchè fortemente influenzata dal riscaldamento delle case si capisce che il 2010 che si sta per chiudere potrebbe essere ricordato come l’anno “nero”, anche nel senso di sporco e di inquinato.

Per ora non sono ancora state decise misure drastiche per limitare l’emergenza. Anzi, per limitare il problema, perchè personalmente mi rifiuto di parlare di emergenza visto che fatti come questi si ripetono ciclicamente in maniera piuttosto prevedibile senza grandi cambiamenti di anno in anno, salvo correre ai ripari, immancabilmente, ad ogni autunno.

I sindaci delle zone critiche per ora si limitano al massimo a riprodurre i richiami e le normative regionali senza calcare molto la mano. Ad esempio per quanto riguarda il divieto di accendere fuochi in casa per il riscaldamento o stufe a pellet in abitazioni al di sotto dei 300 m.s.l.m., ennesimo tentativo mi sembra di tamponare il problema senza la voglia, la convinzione le capacità di mettere mano a quello che è un grande problema, ma che risulta di più difficile comprensione per il cittadino comune ed in quanto tale più propenso a portare complicazioni (e perdite di voti) piuttosto che consensi.