Le 3 “P” di Brescia: Paroli, parcheggi e provocazioni

parcheggi.jpgE’ da poco iniziata a Brescia la “rivoluzione” del parcheggio a strisce blu. I residenti cittadini potranno parcheggiare nelle zone a pagamento con sconti del 50%, i “forestieri” invece avranno un aggravamento del 20% rispetto alle tariffe del 2007.

Scelta forse popolare in alcuni settori della popolazione cittadina, ma folle per molti altri aspetti. I residenti infatti hanno a disposizione, oltre alle loro automobili, anche tutti i mezzi pubblici cittadini. Chi viene da fuori, magari quotidianamente per lavoro, spesso e volentieri è costretto a prendere l’auto perchè non esistono collegamenti con autobus e treni sufficientemente agevoli.

Paroli, primo cittadino di Brescia, è anche andato oltre chiedendo direttamente e provocatoriamente ai sindaci dei Comuni dell’Hinterland un loro contributo diretto per far fruire ai loro cittadini degli stessi sconti.

Irrazionale sembra addirittura il motivo avanzato per giustificare la scelta del parcheggio scontato: si tratterebbe, sempre secondo paroli, di una compensazione per l’aumento dell’Irpef richiesta per la completazione del metrobus. Insomma, per creare e incentivare i nuovi mezzi pubblici si agevola chi usa l’auto.

Pedalare più facilmente con Bicimia

Bicimia.jpgNonostante la disgraziata ipotesi di un nuovo parcheggio sotterraneo all’interno del Cidneo e nonostante altre scelte di “politica dei trasporti” avanzate negli ultimi mesi (dalle multe in stazione per le bici fuori posto fino all’aumento del biglietto dell’autobus urbano), finalmente una buona notizia.

Bicimia, il servizio ormai arcinoto a Brescia che permette a tutti, gratuitamente o a prezzi irrisori, di scorrazzare per le vie cittadine della Leonessa, verrà finalmente implementato.

Gli utenti del servizio ciclistico, che secondo un recente sondaggio sono per più del 60% compresi tra i 20 e i 40 anni, avranno presto a disposizione altre 12 stazioni in giro per la città dove poter recuperare ed abbandonare le due ruote prese a noleggio.

Le nuove stazioni saranno infatti quelle di Chiusure, Mompiano, Veneto, Piave, Wührer, Lamarmora – metro, Questura, Cremona, Kennedy, Piazzale Golgi, Milano, Duca degli Abruzzi. In pratica sono state aggiunge 115 colonnine alle quasi 300 già esistenti e, contemporaneamente, sono il parco delle biciclette è stato incrementato di un centinaio di unità. Ora non resta che un pò di buona volontà per sconfiggere il traffico cittadino.

Treno si, bici no

bicicletta.jpgPeriodo di rivoluzioni targate Rolfi (sopratutto) e Paroli a Brescia, specialmente per ciò che riguarda la viabilità e il traffico cittadino.

Dopo gli annunci della Giunta cittadina sul realizzando parcheggio sotterraneo sotto il Cidneo, il rincaro dei biglietti degli autobus cittadini fino ad 1,20€ (come quello che sarà il prezzo dei ticket della metropolitana) con contemporaneo dimezzamento del costo delle strisce blu per i residenti, la pedonalizzazione di alcune piazze e vie del centro, in questi giorni è iniziato il giro di vite contro le biciclette parcheggiate abusivamente nella zona della Stazione ferroviaria. Schizofrenia viabilistica?

Utilizzando una vecchia norma contenuta nei regolamenti comunali (ma lasciata spesso cadere nel vuoto, probabilmente per buonsenso o quieto vivere), alcune decine di biciclette sono state “addobbate” da solerti agenti della municipale con targhette plastificate indicanti giorno e ora e, sopratutto, l’avviso che il mezzo è da rimuovere entro le 24 ore successive. In caso contrario rimozione coatta e multa da 25 a 500 eurini al momento del riscatto al deposito.

I regolamenti comunali, per come la vedo, vanno rispettati, a patto però che la stessa amministrazione ponga i cittadini in condizioni accettabili affinchè il rispetto non comporti sforzi illogici. In stazione ogni giorno le biciclette sono centinaia e le ringhiere presenti (alcune gratuite, altre persino a pagamento) non bastano. Nemmeno lo scarso numero delle due ruote di “bicimia” aiuta molto. Il parcheggio selvaggio diventa così un’infrazione necessaria quanto spiacevole. E pensare che basterebbe davvero poco, anche in termini economici.

In centro, a piedi

bresciapiazza loggia.jpgPiccola grande rivoluzione del traffico cittadino. La giunta azzurro-verde che guida Brescia ha ufficializzato in una conferenza stampa che già entro la fine dell’anno il centro cittadino verrà pedonalizzato.

Non una grossa fetta del centro per la verità, visto che si tratta solo di Piazza Loggia, Piazza Paolo VI, Corso Mameli e Corso Zanardelli. In queste zone sarà così consentito il transito esclusivamente ai mezzi pubblici. In corso Mameli addirittura sarà vietato il transito alle biciclette.

Si tratta appunto di una mezza rivoluzione della viabilità cittadina, voluta fortemente dalla Lega e contrastata invece da ampi settori del Pdl, avvenuta peraltro senza attendere che la metropolitana abbia visto la luce e con il progetto del nuovo parcheggio sotto il Castello che per ora resta ancora sulla carta.

Certamente si tratta di un azzardo, che potrebbe essere il “colpo di genio” come una vera e propria debacle politica, non tanto per l’idea quanto per la metologia e sopratutto la tempistica.

E voi che ne pensate?

Tangenziale Sud, in arrivo nuove multe?

tangenzialesud.jpgSe si eccettua il tratto bresciano dell’A4, la Tangenziale sud è probabilmente il tratto stradale maggiormente battuto dagli automibilisti bresciani e non solo.

A tutto coloro che utilizzano quel tratto di strada, specialmente per recarsi al lavoro in centro città arrivando tanto dalla Franciacorta quanto dalla provincia orientale, va quindi questo monito: attenzione, o meglio maggiore attenzione rispetto a quanto già non si dovrebbe fare normalmente, a non oltrepassare i limiti.

Lungo la Tangenziale infatti, all’altezza di Roncadelle ed in direzione Verona, è appena stato installato un nuovo occhio elettronico pronto a misurare la velocità di crociera dei piloti che si troveranno a passare di lì. Il rilevgatore di velocità, pur se montato, non è ancora funzionante, però arriverà a giorni il provvedimento da parte della Provincia di Brescia che ne decreterà il vero e proprio funzionamento, con tutte le sanzioni che ne saranno annesse.

Nel frattempo anche a Ponte San marco il rilevatore di velocità già esistente subirà una modificazione e verrà spostato al km 14 della tangenziale, più vicino al centro abitato, in modo da incentivare (diciamo così…) i rallentamenti proprio là dove la sicurezza deve essere maggiore.

Bresciani, non portoghesi

trasporti-bresciani.jpgDopo quanto è successo con l’accesso allo stadio Rigamonti, Brescia sembra intenzionata ad utilizzare nuovamente il “tornello risolvi-problemi”; questa volta però non per regolarizzare l’accesso degli spettatori alle manifestazioni sportive, ma per una situazione direi piuttosto inusuale: l’utilizzo degli autobus cittadini.

Già, perchè sembra che Brescia Trasporti, su esplicita richiesta dell’amministrazione comunale, abbia deciso di installare sui mezzi pubblici cittadini delle speciali apparecchiature che non permettano la salita a bordo a chi non ha un regolare biglietto o un abbonamento. Si tratta di tornelli, simili concettualmente a quelli del Rigamonti (barre metalliche orizzontali che vengono sbloccate con l’obliterazione del biglietto), oppure di porte elettriche dotate di telecamera.

L’utilizzo di queste nuove apparecchiature sembra derivare dalle stime sul 2010 effettuate da Brescia Trasporti, secondo cui il 5,5% dei controlli effettuati dai controllori in quell’anno si è concluso con viaggiatori senza regolare titolo di viaggio. Beh, 5,5%…uno ogni venti insomma. Un dato quantomai fisiologico e nemmeno troppo elevato mi sembra.

Il vicesindaco Rolfi (in realtà poco vice e molto sindaco, ora per di più anche con la delega al traffico) ha inteso giustificare ulteriormente la scelta con il “refraim sicurezza”, ricordando che spesso chi fa il portoghese sugli autobus è anche chi poi sugli stessi è detito al boseggiamento. Sarà, ma a me non convince molto. Mi sembra piuttosto che manchi la volontà politica di incentivare i mezzi pubblici. E se ripenso da un lato all’aumento del 20% del prezzo dei biglietti della “filo” e dall’altra dalla decisione di concedere un quarto d’ora di bonus su tutte le soste a pagamento mi sembra proprio che la delega al traffico sia stata pensata per farlo aumentare, non per diminuirlo.

Targhe alterne: Brescia dice basta

brescia_smog.jpgQuasi un mese di targhe alterne e l’aria è finalmente più pulita. E’ stata lunga e difficile da sopportare per i bresciani, ma ora sembra che per questo 2011 la ghigliottina delle targhe alterne non dovrebbe più trovare spazio in città.

Il condizionale è d’obbligo in queste occasioni perchè si è sempre in balia delle condizioni metereologiche, che, si sa, incidono in maniera assai significativa sulla qualità dell’aria che respiriamo. Quel che è certo è che, a seguito di un incontro svoltosi tra 21 amministrazioni comunali (tra Brescia ed il suo hinterland), fino alla fine di marzo le targhe alterne non verranno decretate nuovamente dai vertici amministrativi.

I dubbi di molti sulla reale utilità delle targhe alterne resta anche tutt’ora visto che, come hanno dimostrato le centraline dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), in alcuni casi (emblematico quello della zona del Broletto), anche una volta decaduto l’obbligo delle targhe alterne i livelli del pm10 si sono mantenuti praticamente nella norma ad eccezione di un giorno (peraltro di poco superiore al limite consentito). Della serie: dove non potè l’ordinanza comunale poterono pioggia e brezza primaverile.

Un dato positivo mi sento però di segnalarlo: la creazione a breve di un protocollo concordato tra tutte le amministrazioni che “scatti” in maniera automatica una volta raggiunti certi livelli di guardia. Non è ancora pronto, ma c’è la volonta, ed è già qualcosa. Almeno si eviteranno i problemi di capire che comuni aderiscono e come, magari cercando di gabbare i divieti girovagando nell’hinterland e consumando di conseguenza anche per chi invece la macchina la lascia in garage.

Il parcheggio che divide

parcheggio.jpgSono giorni di grande fermento questi per i commercianti del centro storico di Brescia. Pochi giorni fà il vicesindaco Rolfi aveva annunciato la volontà dell’Amministrazione di pedonalizzare il centro quanto prima, non escludendo che l’operazione potesse avvenire anche prima della realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico sotterraneo proprio alle soglie del centro storico.

Ieri ci ha pensato il Sindaco Paroli a correggere la rotta. Il parcheggio si farà, come la pedonalizzazione, ma quest’ultima non verrà ufficialmente decisa finchè il primo non sia stato realizzato. Per la precisione il parcheggio in questione dovrebbe avere circa 200 posti auto, essere realizzato immediatamente a sud rispetto alla galleria Tito Speri sul lato di Piazza Martiri di Belfiore e non dovrebbe infine essere meccanizzato (sarà comunque servito da un ascensore per 20 persone).

Il progetto preliminare del parcheggio sotterraneo è già pronto: entro fine 2011 dovrebbe già esserci l’assegnazione dei lavori alla ditta che vincerà l’appalto. L’opera dovrebbe vedere la luce, secondo il progetto, per la fine del 2013, quando (si spera) sarà già in funzione la metropolitana leggera.

Alle parole del vicesindaco Rolfi erano scattati sull’attenti i commercianti del centro, allarmati dei disagi che la pedonalizzazione del centro avrebbe portato senza la possibilità per i loro clienti di poter fruire di un nuovo parcheggio e già abbondantemente colpiti secondo loro dai numerosi lavori pubblici concomitanti, destinati peraltro ad aumentare appunto per via del nuovo parcheggio.

E voi che ne pensate? C’è davvero bisogno di questo nuovo parcheggio? Ed è giusto pedonalizzare il centro?

Le targhe alterne non sembrano funzionare

brescia_smog.jpgI primi dati a seguito dell’introduzione da sabato e per tutto il mese di febbario delle targhe alterne a Brescia e in molti comuni dell’hinterland non sembrano confortanti. Anzi, sembra proprio che la misura sia stata oltre che inutile forse addirittura dannosa.

Venerdì scorso, l’ultimo giorno prima dell’introduzione delle targhe alterne, le centraline dell’Arpa avevano misurato una quantità di 91 microgrammi di Pm10 per ogni metro cubo d’aria nella zona centralissima del Broletto e di 99 registrata al villaggio Sereno. Il giorno successivo, vuoi perchè fosse sabato, vuoi perchè le targhe alterne erano entrate in circolazione le quantità di Pm10 scendevano rispettivamente a 70 e 78 microgrammi per metro cubo.

Domenica è stata la giornata della schizzata in alto. In Broletto i microgrammi per metro cubo sono balzati a 122 e al Villaggio Sereno a 89; tutto ciò nonostante le previsioni dell’Arpa stessa avessero indicato una prevedibile riduzione del 20% proprio per la giornata di domenica. Ma come ci si può spiegare questa discrepanza tra il previsto ed il dato reale. Semplice: le previsioni meteo. Domenica infatti, secondo i meteorologi dell’agenzia regionale, avrebbe dovuto far capolino la pioggia accompaganata da un lieve venticello, cosa invece non accaduta essendo rimaste stazionarie le condizioni del tempo rispetto ai giorni precedenti.

Allora mi sorge un dubbio: non è che tra i mille fattori che incidono sulla quantità di Pm10  le targhe alterne istituite saltuariamente e solo in occasioni di emergenza incidono ben poco? Perchè se fosse così vorrebbe dire che i disagi creati per questo mese di febbraio sarebbero pressochè inutili e distoglierebbero (volutamente?) l’attenzione dalla necessità di prendere decisioni serie e sopratutto strutturali.

I 20 centesimi che fanno la differenza

trasporti-bresciani.jpgIn periodi di magra (economica) come questi, Brescia e i bresciani hanno riscoperto un pò per virtù ed un pò per necessità i (sempre bistrattati) trasporti pubblici. Così, mentre la metropolitana è ancora lontana dal vedere la luce, il trasporto pubblico per eccellenza nella leonessa d’Italia resta saldamente l’autobus. O meglio, come si dice in gergo, “la filo”.

Sembra però che proprio per cui usa questo mezzo, che comunque a Brescia garantisce un servizio tutto sommato discreto (anche se i margini di miglioramento ci sono eccome), stia per andare incontro a una piccola spiacevole sorpresa. Piccola perchè l’impatto tutto sommato è di soli 20 centesimi di euro, ma anche spiacevole perchè Brescia è una delle città italiane con il maggior inquinamento e l’incentivo dei mezzi pubblici (oltre magari a una pedonalizzazione del centro) dovrebbe essere una parola chiave per qualunque amministrazione indipendentemente dal colore politico.

Invece sembra che la direzione presa sia quella contraria. I biglietti dell’autobus stanno probabilmente per subire una rincaro del 20%, passando dall’attuale “cifra tonda” di 1 euro fino ad un euro e 20. Il rincaro è dovuto alla necessità di far quadrare i futuri bilanci di Sintesi, a cui arriveranno meno trasferimenti “a cascata” dalla Finanziaria e poi dalle casse regionali.

Per ora l’aumento è ufficioso ma la coperta sembra davvero troppo corta per poter trovare una soluzione senza finire col mettere le mani nelle tasche già troppo spesso vuote dei residenti. Se poi a tutto questo si affianca la volontà espressa dalla Loggia di strappare a Sintesi (che gestisce anche i parcheggi a pagamento a Brescia) sconti per i cittadini della leonessa, si capisce che la volontà politica non va nella direzione di incentivare “la filo” quanto piuttosto l’uso dei mezzi privati.