Lo strano sapore degli insetti

mangiare insetti.jpgNegli ultimi anni sta prendendo sempre più piede la “cena con delitto” e Montichiari, ridente cittadina della bassa bresciana, ne vuole dare una sua personale rappresentazione. Solo che questa volta il delitto potrebbe essere nei confronti dell’ignaro avventore o, più in generale, della buona tavola.

Già, perchè nei piatti di queste cene non si troveranno nè i casoncelli nostrani, nè lo spiedo e nemmeno una fetta di polenta. Non ci sarà nemmeno un banalissimo piatto di pasta in bianco o col pomodoro. La vera particolarità sarà data infatti dal tipo di pietanza, tipica più di paesi poverissimi dell’Asia e dell’Africa: cavallette fritte e camole (i “cagnotti” per i pescatori bresciani).

Non si tratta di una provocazione, perchè l’obiettivo della serata è proprio quello di sensibilizzare i presenti all’entomofagia, ossia la pratica di cibarsi di insetti. Ad organizzare la cena è stata l’associazione Lestes che si è procurata gli “ingredienti” per la serata non tanto andando per boschi con un retino, ma semplicemente acquistandoli da un allevamento dalle parti di Bologna. Ed io che ero abituato ai bovini ed ai suini!

La cena, che si terrà sabato 22 gennaio presso il ristorante Daps di via Milano, è composta da una serie di piatti quali “Tarme della farina fritte con spezie”, “Ombelichi di Venere al radicchio rosso”, ma anche di “Crocchette di patate con insetti” e di “Grilli e cavallette ricoperti di cioccolato”. Io, devo essere sincero, non credo mi farò tentare dai piatti.

Brescia brum brum

alfa romeo bt45b.jpgChe Brescia e la sua provincia fossero una terra di appassionati di motori, ruote, pistoni, tubi di scarico e spinterogeni si sa. La Mille Miglia è infatti probabilmente uno dei più (se non il più) importante evento cittadino, che si ripete di anno in anno ed attrae migliaia di turisti e semplici curiosi da tutt’europa.

La stessa Mille Miglia ha dato il nome ad un importante museo cittadino, naturalmente strettamente legato al mondo dei motori; proprio lì, a poca distanza dal casello di Brescia Centro, nel museo delle Mille Miglia è appena stata inaugurata la mostra “L’evoluzione delle monoposto dagli anni ’50 al ’90”.

Come il titolo stesso dice, l’oggetto degli sguardi dei più curiosi saranno i bolidi che hanno fatto tanto sognare gli appassionati della Formula 1 e delle altre notissime gare di monoposto.

La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 fino al 31 dicembre. Io pur non essendo uno sfegatato appassionato delle corse automobilistiche sono arciconvinto di andare ad ammirare dal vivo le più grandi monoposto. Quantomeno se non sentirò la scarica lungo la schiena dovuta al ricordo di momenti passati davanti alla tv a tifare un pilota o una scuderia, almeno potrò ammirare la bellezza estetica di meraviglie della tecnologia come l’Alfa Romeo BT45B o la Formula March Cosworth 3000, quasi si trattasse di un museo d’arte industriale.

Montichiari, in arrivo la discarica di amianto

montichiari amianto.JPGMontichiari si metta il cuore in pace. A quanto pare non ci sarà più nulla da fare dopo che la Regione Lombardia ha dato il via libera alla realizzazione proprio nel territorio del popoloso comune della “bassa” di una discarica di eternit, o meglio di amianto visto che il nome “eternit” è quello della famosa ditta che più di ogni altra ha utilizzato le coperture in fibrocemento.

La discarica verrà realizzata nella cava Senini una volta ultimati i lavori di messa in sicurezza degli argini e delle scarpate già oggi presenti. La cava Senini peraltro nel 2008 è stata posta sotto sequestre in quanto già all’epoca venne riscontrato come nella stessa fossero stati conferiti rifiuti inerti in maniera irregolare.

Una volta terminati i lavori sugli argini alla cava Senini verranno conferiti circa 500.000 metri cubi di lastre di eternit, molto utilizzate nella provincia bresciana (e più in genere nella pianura padana) nella seconda metà del XX secolo come rivestimenti per insediamenti idustriali e altre costruzioni. A questi 500.00 metri cubi se ne aggiungeranno altri 370.000 mila circa costituiti da rifiuti.

La posizione decisamente contraria delle associazioni ambientaliste della zona ed anche dell’amministrazione comunale di Montichiari non sono state sufficienti a far cambiare idea ai vertici regionali e così probabilmente già dal prossimo giugno la discarica di eternit dovrebbe aprire i battenti.

Brescia fa “il pieno di cultura”

cultura.jpgE’ un fine settimana all’insegna dell’approfondimento culturale quello che si sta aprendo a Brescia. A dirla tutta Brescia non sarà l’unica perchè la Leonessa d’Italia ha aderito ad un’iniziativa dal titolo “Fai il pieno di cultura” organizzata a livello regionale con l’aiuto e l’approvazione delle 12 province lombarde.

Si tratta di una 3 giorni (24-26 settembre 2010) in cui a farla da padrone saranno tutti gli angoli culturali delle principali città e cittadine della Lombardia: dalle chiese alle biblioteche, dai chiostri ai musei.

A Brescia e nel bresciano in genere le iniziative sono moltissime. Ad esempio da oggi al Museo Civico di Scienze Naturali di via Ozanam è possibile visitare la mostra “Wildlife photographer of the year”. Sempre da oggi aprono i battenti anche le visite guidate al Museo Mericiano di via Crispi e della “Raccolta della Brigata Meccanizzata Brescia” alla Caserma Goito di via Calegari.

Domani sera invece presso la Chiesa di San Giorgio, nella piazetta omonima, ci sarà la rappresentazione teatrale “In nome della Madre”, eseguita dalla compagnia Teatro Telaio. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Domani e domenica al Museo del ferro (via del Manestro) ci sarà una mostra di modellini dal titolo “Le macchine di Leonardo Da Vinci”. Domani pomeriggio infine (orario 15:00-18:00) la biblioteca del Museo Civico di Scienze Naturali resterà aperta in via straordinaria con un laboratorio e letture animate per bimbi dal sapore scientifico.

Per ulteriori informazioni, e per conoscere anche tutte le altre iniziative in programma nel bresciano è possibile consultare il sito della Regione Lombardia e quello della Provincia di Brescia.

Brescia piange per Giulia.

loveparade.jpgQuesto non sarà un post come gli altri. Oggi niente feste, concerti, politica o simili. Ogni tanto ci si deve fermare e stare in silenzio, unendoci al dolore di altri, che per certi aspetti è anche dolore nostro.

Lo scorso weekend una ragazza bresciana, studente fuorisede in quel di Milano, si stava godendo con un’amica il meritato viaggio estivo per staccare la spina dalle fatiche universitarie. Amava la musica, quella techno in particolare. Il caso ha voluto che, proprio mentre girava l’Europa in compagnia di Irina, a Duisburg, città già tristemente nota in Italia per fatti legati alla criminalità organizzata, si stava svolgendo la Love Parade. Si tratta del più grande raduno di musica elettronica d’Europa, che attira ad ogni edizione tanti, tantissimi appassionati.

Tra di loro quest’anno il caso ha voluto che ci fosse anche Giulia. Sempre lo stesso caso ha voluto che Giulia ed Irina si trovassero sotto il tunnel che fungeva da ingresso alla festa proprio nel momento di massima ressa, quando, per cause ancora da accertare appieno, la calca si è fatta pressante. Troppo pressante per le due povere ragazze. Il caso ha voluto che Giulia avesse la peggio e che Irina invece, seppur con un grandissimo spavento, se la cavasse senza riportare danni fisici irreparabili. Giulia è morta lì, in una fabbrica dismessa, a pochi passi da un’amica ed a migliaia di km dalla famiglia.

Tutto questo è accaduto per caso. Ma la disorganizzazione del momento (persino il sindaco di Duisburg è stato a un passo dal linciaggio quando ha deposto dei fiori nel tunnel del misfatto quasi senza che la polizia se ne accorgesse) e il rimpallarsi di responsabilità che ha fatto seguito al decesso di Giulia, quelli no, non sono un caso. Non so se era una tragedia annunciata (temo di si); certamente era evitabile.

Al via il decimo “Festival della brescianità”

piamarta.jpgInizierà questa sera la decima edizione del “Festival della brescianità”. Non si tratta di un’occasione per dare voce ai luoghi comuni sul bresciano medio, bonaccione, lavoratore e un pò chiuso, quanto piuttosto di un momento per dare risalto alle grandi personalità che hanno contribuito a far crescere l’orgoglio di tutti noi abitanti della Leonessa d’Italia.

Il primo appuntamento di questa edizione è previsto per stasera con una serata dedicata ad Agape Nulli vedova Quilleri, accompagnata dal coro “La soldanella”. Agape è una personalità che pochi giovani conoscono al giorno d’oggi anche a Brescia nonostante lei e la sua famiglia abbiano dato moltissimo a questa città. Agape infatti sul finire della seconda Guerra Mondiale è stata una partigiana, staffetta per le Fiamme Verdi, le formazioni partigiane di ispirazione cattolica. Venne catturata dai nazifascisti nell’agosto del ’44 e restò in carcere a Canton Mombelli fino all’aprile del ’45. In prigione ebbe anche l’occasione di vedere all’opera Erik Priebke, giunto al comande delle milizie naziste in quel di Brescia come premio per ciò che era riuscito a fare a Roma, Fosse ardeatine incluse. Lo stesso Priebke in un colloquio con la detenuta tentò (senza riuscire) di carpirle informazioni sul cognato e su suo fratello, informatori radio dei servizi segreti britannici. Fedele fino in fondo al suo antifascismo Agape sposò il partigiano bresciano Sam Quilleri, che sarebbe diventato poi anche parlamentare del Partito Liberale.

Gli altri appuntamenti, a distanza di una settimana uno dall’altro, saranno con Mino Martinazzoli, ex Sindaco di Brescia in diversi mandati, ex Ministro della Giustizia, ex Ministro della Difesa, ex Segretario della DC e del PPI, e molto altro. Poi toccherà a Marcello Berlucchi, letterato, avvocato e grande conoscitore degli scrittori nostrani dell’800. Infine a chiudere le danze sarà il giornalista Andrea Cittadini.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella Chiesa di San Cristo, in via Piamarta in città, dalle 20.30. Come contorno è stata organizzata anche una mostra dal titolo “Emozioni bresciane di tela, carta, pietra e ferro” che raccoglie le opere preparate ad hoc di 19 artisti bresciani.

Bossi Jr proprio non viene apprezzato, e facebook si sbizzarrisce

bossi_jr.jpgFacebook, si sa, è lo specchio più fedele di questi tempi. Non ci sono programmi tv, radio, giornali o altro che sappiano dare lo spaccato della società meglio di questo nuovo strumento di comunicazione che da un paio d’anni è balzato in testa ai mezzi di comunicazione italiani, europei ed anche mondiali.

La possibilità di trattare temi frivoli ed impegnati allo stesso tempo, locali e globali, musicali e politici è anche la sua forza.

Ed è così che di punto in bianco sono nati gruppi come “Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi” ed anche “Questa melanzana avrà più fan dei Tokio Hotel”; gli ortaggi in questo caso sono stati banali scuse, senza alcun collegamento con l’alter ego della sfida.

Questo fino ad oggi, quando un simpatico gruppo di burloni ha deciso di mettere nel calderone della mischia anche Renzo Bossi, figlio del Senatur, e candidato alle elezioni regionali in quel di Brescia. E’ infatti comparso da poco tempo su facebook un nuovo gruppo dal titolo “Questa trota avrà più fan di Renzo Bossi”, con intento per nulla velato di scherzare con il giovane candidato leghista e con il nomignolo di “trota”, affibiatogli dallo stesso ingombrante padre qualche tempo fà, quando un giornalista gli chiese se il figliolo potesse essere il suo delfino, a cui lo stesso rispose: “Delfino? Semmai una trota!”.

La cosa curiosa è che persino la base leghista sembra osteggiare la candidatura del ragazzotto varesino (al cui fianco nelle liste delle candidature sembra sia stata fatta una sorta di epurazione interna, con l’obiettivo di rendergli più agevole la vittoria), nonostante la nomenklatura locale abbia dato il suo placet nei giorni scorsi. Dura sfida tra le due anime del partito. L’unica cosa che sembra comunque abbastanza certa fin’ora è che il gruppo “Questa trota avrà più fan di Renzo Bossi” vede crescere velocemente gli iscritti: 400 in un giorno. Di questo passo la sconfitta del “delfino” arriverà a breve.

Carnevale è alle porte, a Bagolino è tutto pronto

bagolino carnevale.jpgBagolino è un piccolo paese di meno di 4.000 anime in provincia di Brescia, della Valle del Caffaro per la precisione, una piccola valletta laterale della Val sabbia, che si protende in direzione del basso trentino. Ebbene, un piccolo paese come Bagolino è famosissimo per ben 2 cose. La prima è il bagoss, un formaggio che nel tempo si è meritato l’appellativo di “grana bresciano” nonostante sia decisamente più “sostanzioso” del suo corrispettivo emiliano. La seconda è il tradizionale carnevale.

Già, perchè le circa 4.000 anime di Bagolino riescono a mantenere vivissima la tradizione del carnevale bagosso, al punto tale da attirare nella piccola località montana decine di migliaia di visitatori.

In particolare a fare da attrazione principale sono i cosiddetti “mascher” ed i “balarì”. A ciascuno di essi il carnevale bagosso dedica un apposito momenti. I balarì sono letteralmente i “ballerini” i quali, vestiti con giacca e pantaloni al ginocchio scuri ornati da ricami, calze bianche lavorate, camicia bianca, cravatta scura, un lungo scialle di seta e tracolla di velluto ricamato, danzano sotto le case di amici e parenti, ma soprattutto in segno di riverenza di coloro che hanno prestato loro l’oro usato per adornare i cappelli totalmente ricoperti di fettuccia rossa, nastri colorati e gioielli.

Poi tocca ai mascher, cioè letteralmente alle “maschere”, ossia alle persone che, camuffate da vecchio o da vecchia, parlano con la voce in falsetto e si divertono a fare dispetti di vario genere a chiunque, forti del fatto che la maschera cela la loro identità.

Anche quest’anno a Bagolino è tutto pronto per il divertimento; a noi non resta che andare a divertirci.

(immagine tratta dal sito della proloco di Bagolino)

Anche a Brescia si ricorda, se si vuole

arbeit-macht-frei.jpgOggi è la giornata simbolo che tutto il mondo si è dato per ricordare la tragedia della shoah, dei campi di concentramento e di tutto ciò che è stato la pagina più buia della storia europea di sempre probabilmente.

Il 27 gennaio del 1945 infatti le truppe dell’armata rossa sovietica entravano nel campo di concentramento di aushwitz, liberando le migliaia di persone lì detenute e ancora fortunatamente vive.

Brescia, come sicuramente accadrà in tutte le città italiane (o per lo meno come dovrebbe accadere) è zeppa di appuntamenti volti a tenere vive il ricordo di quella tragedia, possibilmente senza falsi buonismi di facciata ma con vero spirito di commozione. Ecco quali sono le celebrazioni in data odierna, secondo la propria volontà ed il proprio tempo libero, a cui potranno prendere parte i residenti della leonessa d’Italia:

ore 9.30
Auditorium San Barnaba, piazzetta Benedetti Michelangeli per studenti e cittadinanza
Conversazione con studenti e testimoni
intervengono rappresentanti dell’Aned, dell’Anpi e dell’Anei, la signora Erminia Cuhar, Presidente ANED di Brescia e l’avvocato Cesare Trebeschi
a cura di Aned in collaborazione con ANEI, ANPI, CGIL, CISL, UIL, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani”, Centro studi ANEI sezione “A. Trebeschi – G. De Toni”
Per segnalare gruppi numerosi: anedbs@libero.it

ore 10.30
presso parco di via Roma, q.re Chiesanuova
deposizione corona di fiori presso il monumento ai caduti per la libertà alla presenza delle autorità civili, militari, delle associazioni di reduci e combattentistiche, di memoria storica a cura di ANEI – Centro Studi e Ricerche Storiche Federazione di Brescia con il patrocinio della Circoscrizione Sud.
Le scuole della Circoscrizione Sud sono invitate ad inviare una delegazione

 

ore 10.45
Auditorium San Barnaba, piazzetta Benedetti Michelangeli

Concerto del Gruppo Klezmorin, Musiche ebraiche ed Yddish a cura di ANED in collaborazione con ANEI, ANPI, CGIL, CISL, UIL, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani”, Centro studi ANEI sezione “A. Trebeschi – G. De Toni”.

ore 9.00 e replica ore 11.00
presso il teatro Pavoni, via Sant’Eustacchio, 8 per gli studenti delle scuole dell’obbligo spettacolo teatrale C’è sempre il cielo, tutto quanto.Gli studenti intervenuti presenteranno alcune riflessioni e deporranno nella cappella un fiore.

ore 12.00
Monumento ANED di piazzale Cremona breve cerimonia di deposizione di fiori presso il monumento al deportato a cura di Aned in collaborazione con Anei, Anpi, Cgil, Cisl, Uil, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani”, Centro studi ANEI sezione “A. Trebeschi – G. De Toni”.

ore 11.15

presso la cappella dell’internato e del deportato in S. Maria Assunta in Chiesanuova, via Fura 119 Cerimonia religiosa in ricordo delle vittime della Shoah e dei caduti militari e civili nei campi di concentramento tedeschi a cura di Anei – Centro Studi e Ricerche Storiche Federazione di Brescia con il patrocinio della Circoscrizione Sud.

ore 17.30
partenza da Borgo Trento, arrivo a piazza Militari bresciani caduti nei lager fiaccolata e breve commemorazione al monumento agli ex internati a cura di ANPI sez. di Borgo Trento, Anpi provinciale, Fiamme Verdi, ANEI, ANED, CGIL, CISL, UIL e associazioni del territorio

ore 21.00
presso cinema “Nuova Eden”, via Nino Bixio, 9 Il viaggio: Hammerstein Stammlager IXC n. 31098 pièce teatro Danza di Clelia Capacchietti serata in memoria del Segretario provinciale dell’Anei bresciano Remo Capacchietti a cura di ANEI – Centro Studi e Ricerche Storiche Federazione di Brescia.

Manuale semiserio di sopravvivenza al tragico

libro.jpgCristina Wührer è una bella donna di mezz’età, particolarmente sorridente e piacevole. Ma non è per questo che scrivo di lei. La mia attenzione non è nemmeno in quel cognome che a Brescia ricorda una nota zona di divertimento serale. la mia attenzione per lei è tutta per ciò che questa donna può raccontare, e sopratutto insegnare.

Qualche anno fa Cristina ha avuto un cancro al seno, dal quale sembra fortunatamente guarita. Cristina ha deciso però di non tenere solo per sé quell’enorme bagaglio di esperienza fatto di sofferenza, preoccupazioni ma anche affetti delle persone che le sono state vicine.

Cristina, forte della sua decennale esperienza di psicologa e psicoterapeuta, presenta proprio oggi al teatro Sancarlino alle ore 17 il suo libro “Sopravvivere al marito quando si ha un cancro” (edizioni Medicea, 10 Euro). Si tratta di un “manuale semiserio” come lo ha definito pochi giorni fà un giornalista locale. Trovo che si tratti di una definizione perfetta. Cristina infatti è riuscita a tradurre in tono scherzoso tutte le possibili declinazioni dei comportamenti che maturano all’interno del nucleo familiare quando una donna (una delle 400.000 all’anno) si ammala di tumore al seno.