Mille Miglia: forse patrimonio dell’Unesco?

auto d'epoca.jpgAll’inizio, quando ho appreso la notizia, credevo si trattasse di uno scherzo o di una boutade. Poi approfondendo il discorso ho capito che era tutto vero e serio. L’Aci di Brescia ha chiesto ufficialmente all’Unesco, l’ente dell’Onu che si occupa di tutelare i beni culturali del pianeta, di far rientrare la corsa storica delle Mille Miglia all’interno dei patrimoni tutelati.

La proposta è venuta dagli organizzatori della corsa della Freccia Rossa, unitamente all’Aci provinciale (in qualità di proprietario del marchio) e, se si dovesse concretizzare, porterà a Brescia per la seconda volta il prestigioso marchio di “patrimonio dell’umanità”. La prima risale al lontano 1973, quando il riconoscimento venne (giustamente) concesso alle incisioni rupestri della Valcamonica.

La domanda è stata avanzata perchè la Mille Miglia dovrebbe essere considerata un “capolavoro del genio creativo umano”, tale da rappresentare “un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo in campo tecnologico” e quindi rispondente ad almeno 3 dei 10 criteri fissati nel regolamento per presentare la domanda.

Io resto piuttosto scettico. La Mille Miglia è un grande evento cittadino, non c’è che dire. Muove moltissima gente e appassionati del genere (me compreso). Però, da spettatore, posso tranquillamente dire che la cosa più bella della corsa è l’esposizione delle auto che la precede; la corsa in sè non attira molto l’attenzione, se non degli opulenti industriali e personaggi di spicco della società “bene” sopratutto italiana a tedesca.

Non lo so, mi sembrerebbe come di chiedere la certificazione dell’Unesco per una rappresentazione in costume di una battaglia medievale. Bell, interessante, evocativa e magari anche ottimamente fatta, ma da a considerarla patrimonio dell’umanità ce ne passa.