Una ferita che non si rimargina

stragepiazzaloggia.jpgSabato è arrivata la triste (ma attesa) notizia. L’ennesima. Anche questa volta Brescia, città violentata, non ha avuto giustizia da parte dello Stato.

Con la sentenza di sabato emessa dalla Corte d’Assise d’appello sembra definitivamente chiusa la partita. Almeno quella giudiziaria. Gli anni passati da quel maledetto 28 maggio 1974 infatti sono oramai diventati 38, e di conseguenza le possibilità di trovare le prove in grado di inchiodare alle loro responsabilità quei maledetti che hanno avuto parte attiva nella strage diventano flebili.

Non avrò probabilmente mai la soddisfazione di vedere dietro le sbarre, additati come i peggiori delinquenti, i singoli responsabili della pagina più triste della storia di Brescia dell’ultimo secolo.

Per fortuna la giustizia ordinaria non è la sola ad occuparsi della questione. Anche la giustizia storica avrà da dire ed anzi, ha già detto. Ha già detto che quella bomba, che causò 8 morti e 106 feriti, aveva origini neofasciste, con significative connivenze di apparati deviati dello Stato.

Non è sufficiente a rimarginare una ferita vecchia di 38 anni, però aiuta a capire. E a condannare moralmente.

Una ferita che non si rimarginaultima modifica: 2012-04-16T08:30:00+02:00da admin
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