Brescia tra tagli, tasse e manovre fiscali

salvadanaio-rotto.jpgTuttal’Italia non sta parlando d’altro, ed è normale, anzi doveroso, che sia così. Poche volte nella storia repubblicana la politica si è concentrata, volente o nolente, sul “succo” tralasciando le sterili beghe.

Ed anche i bresciani non sono da meno. Basta andare al bar a prendere il caffè, dal benzinaio o anche ascoltare i discorsi dei passeggeri sui treni e sugli autobus di ritorno a casa dopo la giornata di lavoro.

Erano anni che non mi capitava di sentire la gente discutere (civilmente!) di politica senza bollarsi a vicenda con epiteti come “berlusconiano”, “comunista” o “padano”. Si parlava di tasse sul lavoro, età pensionabile, grandi ricchezze, banche ed assicurazioni.

Sono rimasto scioccato, lo ammetto. Sarà che tutto sommato non sono poi così vecchio da ricordare di persona la politica ante ’94, ma l’interesse (e ammetto anche lo sconforto) per la manovra del neo Governo mi è sembrato quasi un segno divino.

Non voglio entrare qui nei singoli aspetti di una manovra tanto necessaria quanto migliorabile (sinceramente trovo illogico che il prezzo del carburante aumenti di circa 10 centesimi e che, nella stessa manovra, auto come una Porsche Cayenne turbodiesel da 3.000 cc siano considerate troppo poco potenti per essere assoggettate al cosidetto superbollo); per un giorno ho deciso di godermi quella sorta di rinascita civile dell’attenzione al dialogo vero, che mi è sembrato di cogliere nel bresciano medio. Quello che abita nel trilocale (su cui grava un mutuo), che guida la Grande Punto (pagandola a rate) e che, almeno fino a qualche mese fa, poteva permettersi piccoli sfizi.

Brescia tra tagli, tasse e manovre fiscaliultima modifica: 2011-12-07T08:30:00+01:00da admin
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