Da Brescia ad Auschwitz

auschwitz.jpgE siamo arrivati all’ottava edizione. Ma per i partecipanti sarà come la prima, un pò perchè nessuno di loro ha preso parte alle precedenti ed un pò perchè certe cose, anche se già viste, ogni volta che te le trovi davanti non ti lasciano scampo e ti entrano dentro, che tu lo voglia o no.

Ieri mattina un foltissimo gruppo di studenti bresciani, circa 450 ragazzi provenienti da 15 scuole della provincia (Sraffa, Calini, Maddalena di Canossa, Leonardo, Abba-Ballini, Castelli, Copernico, Gambara, Lunardi, Marzoli, Tassara-Ghislandi, Einaudi, Moretti, Don Mazzolari, Golgi di Breno), è partito con “Un treno per Auschwitz” alla scoperta di quel luogo-simbolo della crudeltà e dell’idiozia umana che a meno di 70 anni facciamo ancora fatica a concepire.

Sarà certamente un’esperienza toccante, almeno per coloro che sapranno sfruttare questa splendida occasione per aprirsi in maniera sincera con la volontà di capire un mondo poi non molto lontano come quello che fu dei loro nonni.

Già, capire. Troppo spesso si sciorina in maniera (fintamente?) commessa frasi di rito come il classico “per non dimenticare”. Tutto assolutamente giusto, capiamoci. Forse però è arrivato il momento di fare un passo oltre e tentare di capire, perchè solo così l’umanità potrà evitare una nuova vergogna ed una nuova ferita come quella che Auschwitz rappresenta.

San Polo: 30% in più di malattie respiratorie nei bambini. Colpa dell’Alfa Acciai?

alfa accai.jpgA San Polo ci si ammala di più che nelle altre zone della città. A dirlo non sono comitati di cittadini o associazioni ambientaliste (che in ogni caso andrebbero comunque ascoltati maggiormente).

A mettere nero su bianco il dato preoccupante è stata l’Asl di Brescia, che ha certificato che l’aria che si respira nel quartiere meridionale della Leonessa non è per niente buona.

Anzi, è proprio cattiva. Cattiva al punto tale che a San Polo si registra un aumento del 30% della media delle malattie all’apparato respiratorio rispetto alla media degli altri quartieri cittadini.

Questa percentuale è quella che è uscita da uno studio condotto su oltre 6000 bambini bresciani (di cui oltre 1200 residenti a San Polo) in un periodo compreso tra il dicembre 2010 ed il marzo 2011.

Il dato è certamente significativo e la causa, come peraltro è denunciato da molti anni da più parti, potrebbe (anzi, personalmente lo ritengo più che probabile) provenire da una delle maggiori industrie cittadine: l’Alfa Acciai. Forse non da sola, perchè tangenziale sud e Autostrada A4 contribuiscono pure loro a rendere la situazione tutt’altro che piacevole.

Ora che la situazione è stata finalmente ufficializzata anche da un ente pubblico aspettiamo di vedere quali misure verranno prese.

Stefano Bollani a Breno

bollani.jpgIl Teatro delle Ali di Breno, vanto dell’Accademia “Arte e Vita” del medesimo paese, è da poco stato inaugurato grazie al mecenatismo della famiglia Zaleski, che già solo per questo meriterebbero il plauso di tutti.

Dopo una serie di eventi già importanti, sta per arrivare l’appuntamento “clou” di quest’autunno. Giovedì 13 ottobre arriva infatti in Valcamonica uno tra i più grandi virtuosi italiani del pianoforte, il mitico Stefano Bollani.

Reduce dal successo televisivo di “Sostiene Bollani” (che fa il verso a “Sostiene Pereira”, altro mostro sacro della cultura italiana, giusto per sottolinearne ulteriormente la profondità intellettuale) sarà il vero padrino del Teatro delle Ali.

Il grande jazzman può vantare una carriera costellata di successi e collaborazioni con Paolo Fresu e Richard Galliano, spettacoli teatrali con David Riondinoe la Banda Osiris nonchè con il vecchio saggio del jazz italico Renzo Arbore. C’è da scommettere che anche a breno lo spettacolo sarà di primissimo ordine.