Un comune su 10 a rischio nel bresciano

longhena.jpgTagli di una notte di mezza estate. L’antipasto della manovra correttiva che è stato annunciato pochi giorni fa dal Governo non è altro che tagli e tasse. A detta di tutti.

A venire colpiti maggiormente saranno gli enti locali (già toccati peraltro dalla manovra correttiva dell’anno scorso), al punto tale che persino il Governatore Formigoni non ha fatto mancare alcune frecciatine indirizzate al Governo centrale. E se lui, per doveri di partito, non può andare oltre alle “frecciatine”per non rovinare gli equilibri politici, è chiaro che la parola federalismo appare sempre più una parola vuota, buona da sventolare nelle campagne elettorali e nei comizi, ma che viene dimenticata presto (per opportunismo?) non appena si tratta di fare qualcosa di concreto.

Fatto sta, che nella semplificazione tratteggiata finora ben 27 comuni bresciani (circa uno su 10) rischiano di sparire nel tentativo di ridurre i famigerati “costi della politica”. Come se il vero problema fossero le poche centinaia di euro che prende il primo cittadino di comuni come questi se confrontati con stipendi e vitalizi di parlamentari (e dirigenti di aziende statali), relative pensioni e emolumenti.

Le 27 municipalità, in rigoroso ordine alfabetico, sotto la lente d’ingrandimento nel bresciano per la precisione sono: Anfo, Braone, Brione, Capovalle, Cerveno, Cevo, Cimbergo, Incudine, Irma, Lavenone, Longhena (in foto), Losine, Lozio, Magasa, Marmentino, Monno, Mura, Ono San Pietro, Paisco Loveno, Paspardo, Pertica Alta e Bassa, Prestine, Provaglio Valsabbia, Treviso Bresciano, Valvestino e Vione. In bocca al lupo a loro, perchè la loro sopravvivenza non sia considerata arroccamento su posizioni antiquate ma volontà di vera vicinanza al cittadino. Alla faccia di chi spaccia federalismi e localismi vari.

Un comune su 10 a rischio nel brescianoultima modifica: 2011-08-15T08:30:00+02:00da admin
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