Brescia Calcio: via Iachini, arriva Beretta.

mario_beretta.jpgSi è definitivamente conclusa l’avventura di Beppe Iachini sulla panchina del Brescia. La cocente sconfitta di sabato sera a San Siro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del Presidente Gino Corioni. Solo 3 punti nelle ultime 11 partite sono obiettivamente pochi per il Brescia dei giorni nostri che, se anche non annovera più campioni di classe cristallina come Baggio e Guardiola, ha comunque giocatori che si meriterebbero qualcosa di meglio del penultimo posto in classifica.

La panchina di Iachini traballava già dalla partita casalinga con il Genoa. In quell’occasione però la prestazione gagliarda e concentrata della squadra aveva fatto intravedere la fine del lungo tunnel senza vittorie. Falso allarme, specialmente dopo lo psettacolo andato in onda nell’ultimo match disputato in campionato contro il Milan.

Capiamoci, una sconfitta fuori casa contro la prima la si deve decisamente mettere in conto ad inizio campionato. Sbagliato quindi credere che l’esonero di Iachini, deciso già nel dopopartita di sabato da Corioni, sia frutto di quella (scarsa) prestazione. L’esonero deriva sopratutto dal freddo dato matematico dei punti sin qui raccolti, peraltro a discapito di prestazioni sportive tutto sommato discrete nel loro complesso.

Il posto di Iachini è stato preso già ieri da Mario Beretta, già noto nel bresciano per aver allenato in passato il Lumezzane in C1 (con risultati non eccellenti a dire il vero: 22 punti in 20 partite ed esonero anche in quel caso). La vera forza di Beretta sono le statistiche delle sue panchine in serie A, dove non è mai retrocesso (quando è riuscito ad arrivare a fine stagione) pur avendo allenato 3 squadre certamente non di primissima fascia: Chievo, Parma e Siena. Speriamo che non sia il Brescia a rovinargli la media.

Una sola tenda per avvicinare tutti i popoli

tendadeipopoli.jpgAria di natale in giro, e come da 25 anni a questa parte la piazzetta accanto alla chiesa di San faustino a Brescia viene pacificamente occupata e animata dalla “tenda dei popoli”.

La tenda, che rimarrà montata fino a domenica 12 dicembre, sarà il luogo d’incontro di ben 40 associazioni di volontariato presenti a Brescia e nel bresciano. la manifestazione cresce di anno in anno per numero di aderenti e per le capacità che sa esprimere il variegato mondo del no-profit della leonessa, che agisce costantemente sottotraccia, quasi nascosto, ma che può contare su di una vastità di operanti come poche altre città.

Sotto la tenda anche quest’anno prenderanno posto associazioni di vario genere, laiche e religiose, locali ed internazionali, tutte però unite dalla volontà di operare con il solo scopo benefico per le popolazioni del mondo che vivono in condizioni di povertà, di guerra e di disagio.

Il tema di questa edizione che celebra il mezzo secolo della “tenda” ha il titolo “Custodire la Terra per coltivare la pace”. Ogni giorno la tenda ospiterà significativi eventi e angoli di vendita di prodotti dell’artigianato tipico oltre che libri, al fine di far conoscere quali siano i problemi che affliggono milioni, anzi miliardi di persone, e magari proprio in occasione del Natale unire il lato dilettevole dello shopping con il lato utile di dare una mano a chi opera costantemente a favore dei più deboli.

Uno dei momenti più toccanti di questa edizione sarà certamente quella del 9 dicembre con il medico bresciano di Emergency Marco garatti che parlerà della condizione attuale dell’Afghanistan e della sua durissima esperienza diretta in quel paese, che lo ha visto addirittura arrestato e sospettato di combutta con i guerriglieri talebani del paese insieme ad altri operatori e poi fortunatamente liberato dopo una solidarietà di massa che ha portato alla luce la grande attività umanitaria svolta da lui e dall’associazione.

La tenda resterà aperta dalle 16 alle 19 nei giorni feriali e dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 nei feriali. Per avere informazioni più dettagliate sul programma dell’edizione 2010 della tenda dei popoli è possibile consultare il sito www. tendadeipopoli.it

Santa Lucia e Babbo Natale. Brescia si prepara ai regali.

regalo.jpgCon l’arrivo di dicembre a Brescia si inizia già a respirare a pieni polmoni l’aria (fredda, vista la neve e le temperature di questi giorni) di regali. Si inizia subito con l’arrivo di Santa Lucia la notte tra il 12 ed il 13 dicembre.

La figura di Santa Lucia è certamente la più apprezzata storicamente a Brescia e in tutta la provincia e proviene direttamente dalla secolare tradizione popolare. Secondo quanto tramandato da nonno in nonno si tratta di una figura un pò “splatter” di un personaggio religioso; la santa infatti, prendendo spunto dalla vera storia di quella che fu la sua vita, viene raffigurata senza occhi e non ha nessuna intenzione di farsi vedere dai bambini. Anzi guai a chi osasse tentare di vederla: niente regali e cenere negli occhi anche per loro!

Fortunatamente però basta essere stati bravi durante l’anno e non cercare di vederla e il 13 dicembre la mattina avremo la prova che lei si sarà ricordata di noi e ci avrà portato tanti bei regali. L’opera di distribuzione di tutti i regali da fare tutta in una notte è certamente complessa così Santa Lucia, un pò come fa Babbo natale con le renne e la slitta, si avvale della preziosa opera del suo fedele asinello e del suo carretto.

A stretto giro poi passerà per le case dei bresciani anche il barbutissimo e sempre generosissimo Babbo Natale. Chi non riceverà i regali di Santa Lucia potrà comunque rifarsi, e chi invece li ha già ricevuti potrebbe riceverne altri, crisi economica permettendo.

In arrivo a Brescia 5 nuove sale prove

sala prove.JPGBuona notizia per i giovani amanti bresciani della musica e che, anzi, la praticano in prima persona. Un accordo tra il Comune di Brescia e la Diocesi locale prevede infatti che in città verranno create di comune accordo tra i due enti 5 nuove sale prove degne di questo nome.

Le sale prove sorgeranno in altrettante parrocchie, una per ogni zona pastorale della città. Il Comune di Brescia si è impegnato a sostenere i costi per i lavori edili, di insonorizzazione e di acquisto delle strumentazioni necessarie, in misura pari al 70% del costo complessivo, e comunque non oltre i 126 mila euro totali. Il resto naturalmente sarà a carico della Diocesi.

L’accordo tra i due enti sopra citati è già talmente avanzato che si è già provveduto ad individuare le 5 singole parrocchie in cui posizionare le sale prove e ad avere ovviamente il loro beneplacito. Per la precisione si tratta delle parrocchie di Sant’Afra per il centro storico, S. Eufemia per la zona est, Beato Palazzolo per la zona sud, Sant’Antonio per la ovest e Mompiano per la zona nord.

Una volta conclusi i lavori alle parrocchie spetteranno alcuni doveri: tenere aperte le sale prove per almeno 20 ore alla settimana, dando la precedenza alle band più giovani e riservando peraltro il 25% del monte ore a gruppi segnalati dal Comune. Devono infine impegnarsi a mantenere a quelle stanze la destinazione accordata per la durata di almeno 10 anni.

Manca ancora da definire il regolamento di utilizzo delle sale e (sopratutto) le tariffe.