Adro, i banchi di prova

bancoscuolaadro.JPGLa “questione Adro” sembra essere ben lontana dal trovare una soluzione definitiva. Prima si fanno passi in una direzione, poi nell’altra e nessuno sembra vedere la luce in fondo al tunnel.

I soli delle alpi continuano a rimanere lì al loro posto; il sindaco Lancini prosegue nella sua linea dura del “mi hanno votato quindi posso tutto”, variante bresciana del “faso tuto mì” veneto; il ministro Gelmini interviene una sola volta sminuendo il fatto a folcklore ma chiedendo comunque che i simboli vengano rimossi; il ministro Bossi dichiara che secondo lui un simbolo solo bastava (ma non ha detto cosa fare ora che i simboli sono molti di più); sempre Lancini rinvia il Consiglio Comunale per la presenza di giornalisti in sala ed annuncia che quello successivo avverrà a porte chiuse, manco si dovesse discutere di segreti di Stato o di questioni sue private.

Finalmente uno squarcio di luce: il Capo dello Stato fa (in ritardo) ciò che gli compete, ossia essere il garante della Costituzione ed il rappresentante dell’unità (!) nazionale. Risponde con una lettera inviata dal suo segretario Marra ai genitori adrensi che lo avevano interpellato, ma poi inspiegabilmente si tira indietro smorzando la portata della sua missiva. Evidentemente non vuole assumersi la responsabilità (anche mediatica) di essere l’arteficie principe della rimozione di quei soli delle alpi.

Nel frattempo l’aria ad Adro diventa di giorno in giorni più pesante. I cittadini stanno su due barricate. Il simbolo che secondo la Giunta doveva simboleggiare l’antica unione della comunità di Adro la sta invece letteralmente spaccando. Chi prima era semplicemente un vicino di casa, conosciuto di vista e comunque rispettato, ora, magari perchè ha una visione differente sull’operato o sulla persona di Lancini passa alternativamente come il troglodita leghista (come se tutti i leghisti fossero trogloditi) o come il comunista fannullone (come se una cosa implicasse l’altra ad ogni costo). Sta di fatto che la tranquilla vita che la cittadina franciacortina vantava fino a qualche anno fà diventa sempre più un miraggio. Come la speranza di vivere in un paese normale.

Adro, i banchi di provaultima modifica: 2010-10-01T08:32:00+02:00da admin
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