Beneficienza, uguaglianza e furbetti nella provincia bresciana

mensa.JPGDa qualche settimana sulle cronache nazionali tiene banco il “caso Adro”, dove il sindaco leghista Lancini si sta battendo contro le famiglie che non pagano la mensa scolastica dei propri figli. Il primo cittadino di questo piccolo paese franciacortino a circa una ventina di km ad ovest di Brescia, dopo aver constatato che diverse famiglie risultavano morose di alcune rate della mensa scolastica dei propri figli, con incremento significativo a partire dai primi mesi del 2010, ha deciso di far recapitare a ciascuna famiglia una lettera dove si invitavano le famiglie a saldare il debito, altrimenti i figli non sarebbero più sttai accettati alla mensa.

Tanto tuonò che piovve. A salvare il nutrito gruppetto di bambini di scuola materna ed elementari è intervenuto un anonimo imprenditore adrense che, con un bonifico di 10mila Euro, ha appianato tutti i debiti e si è anche detto disposto ad accollarsi tutte le rate che risluteranno non pagate da qui fino alla fine dell’anno scolastico. Il benefattore però non si è limitato all’esborso monetario ma anche invece deciso di fare sapere come la pensa con una lettera resa pubblica. In soldoni il suo ragionamento è: nella quarantina di famiglie morose ci saranno pure alcuni “furbetti” che non pagano pur avendo tutti i mezzi necessari, ma è altrettanto vero che ci sono numerose famiglie di immigrati o di italiani in crisi economica i cui figli non devono essere considerati e trattati come studenti di serie B. Qualcuno di quei bambini probabilmente in futuro sarà un medico, un ingegnere o un’insegnante e già solo questo è sufficiente per il generoso imprenditore per giustificare un esborso in prima persona di 10mila Euro.

Nella lettera, oltre all’ovvio attacco lanciato al primo cittadino, l’imprenditore ha anche sottolineato la mancanza di una presa di posizione da parte dei vertici ecclesiastici della cittadina franciacortina, accusati di barattare l’abbandono del sostegno ai più poveri in cambio del sostegno a non meglio identificate “radici cristiane”.

Sta di fatto che la piccola cittadina è da qualche giorno in subbuglio, tra chi sostiene la linea “dura e senza sconti” del sindaco e chi invece apprezza l’interevento ed il ragionamento solidaristico dell’imprenditore-benefattore.

Beneficienza, uguaglianza e furbetti nella provincia brescianaultima modifica: 2010-04-19T08:00:00+02:00da admin
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