San Faustino e Giovita: celebrazioni prolungate fino alla fine di marzo per i patroni di Brescia

faustino e giovita.jpgStando alla presentazione dell’altro giorno sembra che nel 2010 i Santi Faustino e Giovita (in foto la Chiesa in centro a loro dedicata) avranno un trattamento tutt’altro che scarso o minmale per quanto riguada il loro ricordo in qualità di santi patroni della leonessa d’Italia.

L’edizione 2010, dal titolo “Ora et labora et lege et noli contristari”, sembra aver trovato un giusto equilibrio tra i momenti di festa e di svago da un lato con quelli più introspettivi e di approfondimento sia culturale che religioso dall’altro.

L’intenso programma prenderà il via questa sera alle ore 20:30 con lo spettacolo teatrale “San Faustì e Giovita”, di Bruna Gozio e Paola Carmignani, per la regia di Sara Poli, che occuperà il palco del teatro Santa Chiara anche nelle serate di domani e dopodomani.

Praticamente in contemporanea il più famoso cantautore dialettale bresciano, il ruspante bluesman Charlie Cinelli, salirà sul palco della sala del cinema teatro Nuovo Eden di via Nino Bixio 9, dove proporrà ai presenti parte del suo ampio repertorio con un occhio di riguardo ai canti della tradizione lirica bresciana, andando a ripescare nei suoi ormai classici album Siforal,  Nom e Cognom, En Casa en Cesa… al Bar, Törölölö ed infine Charlie Cinelli canta Merlin Magù.

Questi sono solo una parte degli appuntamenti che Brescia riserva ai “suoi” santi; peraltro i momenti d’incontro andranno avanti fino alla fine del mese di marzo, perciò prometto che vi terrò informati sugli altri futuri appuntamenti.

Riflessioni di pilota a giorni alterni

brescia_smog.jpgDirei che un piccolo bilancio di questa domenica senz’auto è d’obbligo. Iniziamo con il dire che la domenica non è stata esattamente “senz’auto”.

Il blocco del traffico ha riguardato infatti all’incirca 65mila veicoli cittadini; non pochi, ma a Brescia ne circolano circa 100mila la domenica e molte di più negli altri giorni lavorativi della settimana. Diciamo che è si è trattato quindi di un semi-blocco del traffico. Erano inaffti escluse le auto più recenti (Euro 4 con filtro antiparticolato e Euro 5), oltre a quelle ibride o alimentate a metano o GpL, che nell’ultimo hanno hanno avuto un boom di vendite grazie agli ecoincentivi.

Girando per le strade di Brescia poi il colpo d’occhio non è stato quello che mi aspettavo. Avevo in mente i blocchi quelli veri, di qualche anno fà, quando in Tutta Brescia ci saranno stato si e no 2mila auto che circolavano. Praticamente era il Bronx in un momento di coprifuoco. Proprio in quei momenti si scorrazzava liberamente per la città pedalando o a piedi, attraversando le 4 corsie di via XX settembre senza curarsi delle auto che sopraggiungevano alle spalle, proprio perchè di auto non ce n’erano.

Questo era il passato. Ieri, ultimo giorno di gennaio dell’anno 10 del secondo millennio, il blocco del traffico mi è sembrato piuttosto una domenica d’estate, magari la più vicina al Ferragosto. Di macchine ce n’erano di meno, questo sì. Ma pensare che vietare la cricolazione a metà delle auto dei bresciani possa portare a risultati concreti di un certo peso è quantomeno ridicolo. Specialmente se si ricorda che l’inquinamento bresciano è dovuto per più della metà, dagli impianti di riscaldamento (che ovviamente non si possono bloccare nei giorni “della merla”) e e dal traffico autostradale, che a cui non si può far far la stessa fine del traffico cittadino.

Resto, come molti ltri bresciani, di vedere i dati dell’inquinamento di Brescia post-blocco, ma non riesco ad essere troppo fiducioso.