Lo stabilimento Iveco testa un nuovo metodo di sicurezza per i dipendenti

iveco brescia.jpgSenza spostarci molto dal punto di vista geografico dallo scorso post, restiamo nella zona occidentale di Brescia, sempre in via Volturno. aliane Chiunque sia di Brescia, o anche solo della provincia bresciana, sa bene che via Volturno è caratterizzata da 2 cose: il grande stabilimento dell’Iveco e l’enorme parcheggio antistante, di cui pochi bresciani conoscono il nome perchè è semplicemente conosciuto come “parcheggio Iveco”. Un rimasuglio di quella che fu una delle principali città italiane per numero di lavoratori addetti nel settore metalmeccanico.

A distanza di anni dal quel momento, a Brescia sono poche le industrie che restano aperte e, pur soffrendo il momento di crisi, non sembrano affatto intenzionate a chiudere o delocalizzare ad oriente. Una di queste è certamente lo stabilimento Iveco, che intende addirittura rilanciare, entrando a far parte di un progetto pilota pensato al’interno del gruppo Fiat (di cui l’Iveco fa parte).

Il progetto è il “Healt & Safety First”, che vedrà impegnati oltre allo stabilimento bresciano anche altre 4 strutture a livello nazionale: Sevel, Cnh Modena, Mirafiori Carrozzeria, Torino Stura. Il progetto è indirizzato ai lavoratori e agli Rls che tenta di migliorare le condizioni lavorative in fabbrica attraverso un processo di miglioramento guidato integrando fra loro le figure dei lavoratori presenti negli stabilimenti. Utilizzando le parole dello staff Fiat il progetto “si fonda sulla consapevolezza che la creazione di una cultura della sicurezza passa attraverso la diffusione di una leadership ancorata ai valori di responsabilità e capacità realizzativa ai diversi livelli dell’organizzazione”. In pratica è una sorta di guardarsi le spalle a vicenda, dove le responsabilità di uno sono strettamente correlate a quelle di qualcun altro, formando così una catena.

Io non posso far altro che incrociare le dita perchè il tutto funzioni, e sopratutto a beneficiarne siano i lavoratori e la loro sicurezza.

Mai più via Volturno a tavoletta

controllo velocità.jpgIn questi primi giorni del 2010 dovrebbe iniziare a funzionare a Brescia un nuovo sistema di controllo della velocità, leggermente diverso dai tutor che già si possono trovare lungo l’autostrada A4 ad esempio in un tratto compreso tra i caselli bresciani di Rovato ed Ospitaletto.

Si tratta di macchinari assai sofisticati, che prendono il nome di “speed control”. Si tratta di torrette di color arancione, alte all’incirca poco più di un metro posizionate appena fuori dal manto strdaale.

Per ora la prima sperimentazione dovrebbe avvenire lungo una delle principali vie cittadine, almeno per quanto riguarda il transito degli autoveicoli: si tratta della trafficatissima (in particolare dagli operai dell’Iveco/OM) via Volturno, che permette di accedere al centro cittadino a chi arriva dalla periferia occidentale della città e dai quartieri di Sant’Anna, di Urago Mella e di Collebeato.

In futuro in città dovrebbero venire posizionate in tutto 6 torrette “speed control” un pò su tutte le principali arterie cittadine; una delle particolarità di questo strumento per combattere l’eccessiva velocità consiste nel fatto che le sei torrette funzioneranno alternatamente fra di loro, ma dall’esterno i conducenti degli autoveicoli non avrenno alcuna possibilità di capire quali macchinari siano in funzione in quel preciso momento e quali invece no.

Sicuramente gli speed control sono meglio dei dossi spaccaauto, ma, specialmente su via Volturno, non sarebbero stati sufficienti dei semafori “sensibili” alla velocità che avrebbero fatto scattare il rosso una volta superata una certa soglia?

Brescia saluta il 2009 e festeggia il 2010

capodanno.jpgAnche Brescia e i suoi cittadini non fanno eccezione ed infatti sono stati indaffarati questa notte con i festeggiamenti di capodanno. Botti, spumante, brindisi, cenoni, buoni propositi per il nuovo anno, canti e balli non si sono fatti attendere ed hanno così tenuto occupato la stragrande maggioranza dei breciani per tutta la serata.

Di buono quest’anno c’è stato da segnalare che sono diminuiti sensibilmente i feriti causati dagli scoppi dei petardi. Solo 7 in tutta la provincia, di cui il più grave è un 22enne che nella zona di viale Bornata è stato colpito all’occhio dallo scoppio del botto che teneva tra le mani. Certo, lo so che parlare “solo” di sette feriti non è una grande consolazione, ma in tempi di magra si fa quel che si può.

Per il resto nulla da segnalare, ad eccezione di un “simpatico” episodio avvenuto alle 2:30 di notte in via Orzinuovi, dove un 37 originario di Nave è risultato essere alla guida con un tasso alcolemico di poco superiore al 2,0 g/l (il limite massimo consentito è 0,5), per di più senza aver mai conseguito la patente di guida. Il 37enne per tutta risposta ha deciso di usare le maniere forti con gli agenti della Polstrada, ai quali non è rimasto che arrestarlo e portarlo presso la casa circondariale di Canton Mombello. Un bel capodanno dietro le sbarre insomma; uno di quelli che non si dimenticano.

A tutti i lettori di questo blog va il mio augurio più sincero perchè il 2010 appena iniziato riservi il maggior numero di belle sorprese, o che perlomeno giungano i meritati frutti del proprio duro lavoro. E permettetemi di proporvi un motto per l’anno nuovo che riprendo dall’agenzia Pro Forma Web di Bari: “Per abbassare i toni occorre alzare il volume” (il relativo video lo trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=TMJUO-NsZGM )