La Giunta provinciale di Brescia, le quote rosa, l’emancipazione e le capacità: difficile mettere tutto d’accordo.

brescia-broletto.jpgPochi giorni fa era uscito alla ribalta dei giornali l’annullamento della giunta tarantina ad opera del Tribunale Amministativo Regionale della Puglia a causa della totale assenza nella squadra di Governo locale di presenze del gentil sesso.

Molti politici bresciani hanno fatto 2 + 2 ed hanno pensato che dopotutto anche la situazione della neogiunta provinciale bresciana, guidata dal leghista Molgora, non era molto diversa: anzi, era (ed è tuttora) proprio identica. Tra Presidente della Provincia e Assessori si contano più di una decina di poltrone e di incarichi da ricoprire, nessuno dei quali però attualmente ricoperto da una donna.

Per gli esponenti della minoranza in Broletto questa potrebbe essere l’occasione di far saltare tutte le nomine della primavera scorsa, appellandosi all’art.44 dello Statuto. Per le donne, anche all’interno della maggioranza targata PdL+Lega Nord, potrebbe essere la volta buona di puntare i piedi e riprendersi ruoli di potere che in passato erano stati ricoperti da signore del calibro (politico) di Viviana Beccalossi e Moroni.

Probabilmente la giunta non cadrà però, perchè Molgora ha ancora una delega da assegnare che fin’ora si è tenuto per sè. Se la affidasse in extremis ad una donna tutto l’impianto accusatorio salterebbe e la giunta sarebbe salva senza nemmeno dover attendere la pronuncia del giudice aministrativo.

Però che tristezza dover incorrere a delle quote rosa imposte per legge…che sia colpa della mancanza di talento nelle giovani rampanti donne moderne in piena emancipazione? Non credo.

La Giunta provinciale di Brescia, le quote rosa, l’emancipazione e le capacità: difficile mettere tutto d’accordo.ultima modifica: 2009-09-28T08:00:00+02:00da admin
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