Adro, ancora bambini senza mensa?

mensa.jpgSono passati quasi 3 anni dall’episodio che fece salire alla ribalta della cronaca la piccola cittadina di Adro, in piena Franciacorta, con tutta una serie di bambini che all’epoca rischiavano di restare senza il servizio mensa.

Quella situazione venne allora risolta grazie all’intervento di Silvano Lancini che, sua sponte, saldò gli arretrati (qualche migliaio di Euro).Il gesto gli portò addirittura il titolo di Cavaliere della Repubblica.

Da allora e per i quasi 3 anni a venire la crisi economica non è migliorata e le famiglie che non riuscivano a far fronte alle richieste di pagamento del servizio mensa ci sono sempre state. I loro debiti con le casse comunali sono stati sempre saldati in questi 3 anni da altri anonimi benefattori, segno che un briciolo di umanità esiste ancora.

Tra settembre ed ottobre di quest’anno sono 9 le famiglie che si sono rese morose con il Comune. L’importo? Piuttosto misero: 79€ a famiglia. Questa volta però i benefattori hanno deciso di dire basta. Non perchè abbiano deciso di non proseguire nell’aiuto economico, ma perchè si sono detti stanchi di supplire di tasca propria alle mancanze dell’amministrazione comunale.

Proprio la stessa amministrazione che dice di non voler salvaguardare i comportamenti “dei furbi”. A contrattaccare però sul punto è il Pd cittadino che al Sindaco Oscar Lancini (omonimo ma non parente del primo benefattore) ha fatto notare che non si tratta di furbi ma di famiglie di cittadini stranieri da anni regolari in Italia e che, a causa della congiuntura economica, hanno perso il lavoro.

Il “problema mensa” sarebbe peraltro risolvibile con una spesa annua tutto sommato contenuta da parte del Comune: circa 6.000€. Mi chiedo e vi chiedo: possibile che una cittadina come quella di Adro, dove tutti si conoscono ed i furbi sono facilmente individuabili se esistenti, non riesca a metter da parte una somma così bassa per aiutare famiglie bisognose e sopratutto i rispettivi bambini mentre si può permettere ad esempio spese assai più ingenti per la costruzione di una nuova area feste con tanto di Soli delle Alpi (guai se mancassero)? E se a perdere il lavoro e a non potersi più permettere il servizio mensa fosse Mario Rubagotti (nome inventato), muratore bresciano doc?

E se il “buco” da 6.000€ annui va perseguito con così tanta fermezza, come andrebbe allora perseguita ad esempio la stessa Giunta del Sindaco Lancini condannata pochi mesi fa dalla Corte dei Conti ad un risarcimento di 26.000€ per la famosa questione dei Soli delle Alpi sulla scuola pubblica?

Non si può certo dire che il Sindaco Lancini difetti di capacità provocatoria nelle scelte amministrative. Per il buonsenso il discorso forse è diverso.

Beneficienza, uguaglianza e furbetti nella provincia bresciana

mensa.JPGDa qualche settimana sulle cronache nazionali tiene banco il “caso Adro”, dove il sindaco leghista Lancini si sta battendo contro le famiglie che non pagano la mensa scolastica dei propri figli. Il primo cittadino di questo piccolo paese franciacortino a circa una ventina di km ad ovest di Brescia, dopo aver constatato che diverse famiglie risultavano morose di alcune rate della mensa scolastica dei propri figli, con incremento significativo a partire dai primi mesi del 2010, ha deciso di far recapitare a ciascuna famiglia una lettera dove si invitavano le famiglie a saldare il debito, altrimenti i figli non sarebbero più sttai accettati alla mensa.

Tanto tuonò che piovve. A salvare il nutrito gruppetto di bambini di scuola materna ed elementari è intervenuto un anonimo imprenditore adrense che, con un bonifico di 10mila Euro, ha appianato tutti i debiti e si è anche detto disposto ad accollarsi tutte le rate che risluteranno non pagate da qui fino alla fine dell’anno scolastico. Il benefattore però non si è limitato all’esborso monetario ma anche invece deciso di fare sapere come la pensa con una lettera resa pubblica. In soldoni il suo ragionamento è: nella quarantina di famiglie morose ci saranno pure alcuni “furbetti” che non pagano pur avendo tutti i mezzi necessari, ma è altrettanto vero che ci sono numerose famiglie di immigrati o di italiani in crisi economica i cui figli non devono essere considerati e trattati come studenti di serie B. Qualcuno di quei bambini probabilmente in futuro sarà un medico, un ingegnere o un’insegnante e già solo questo è sufficiente per il generoso imprenditore per giustificare un esborso in prima persona di 10mila Euro.

Nella lettera, oltre all’ovvio attacco lanciato al primo cittadino, l’imprenditore ha anche sottolineato la mancanza di una presa di posizione da parte dei vertici ecclesiastici della cittadina franciacortina, accusati di barattare l’abbandono del sostegno ai più poveri in cambio del sostegno a non meglio identificate “radici cristiane”.

Sta di fatto che la piccola cittadina è da qualche giorno in subbuglio, tra chi sostiene la linea “dura e senza sconti” del sindaco e chi invece apprezza l’interevento ed il ragionamento solidaristico dell’imprenditore-benefattore.