Una casa a Brescia per un’idea giovane. Ma è un affare?

casa.jpgOggi mi sono svegliato un pò polemico. Mi sono messo come al solito a leggere un pò svogliatamente a colazione qualche notizia on line. Mi scappa l’occhio su un bando dedicato a ragazzi tra i 18 e di 30.

In soldoni si tratta di uno scambio: io (ragazzo) do a te (ente pubblico comunale) un’ottima idea partecipando al bando “Fareabitare” e presentando (entro il 30 settembre) un progetto in ambito sociale, culturale, ambientale o artistico ed in cambio, se risulto essere tra i migliori, ottengo un’abitazione a Brescia a prezzo calmierato.

Fin qui nulla di strano nè tantomeno nulla di male. Anzi, ben venga un pochino di creatività giovanile rispetto alle soluzioni trite e ritrite, ascoltate mille volte, che spesso la politica tenta di ripetere quasi senza nemmeno più crederci per davvero.

Poi però mi sono chiesto, ma di che abitazioni si tratta? Proseguendo nella lettura ho scoperto che le “regge” sono un monolocale da 40mq e un bilocale da 70mq. Nella prima ci si starà in 2, nella seconda in 4. Piuttosto strettini quindi.

Ma la vera chicca è il costo. In tutti questi casi i fortunati vincitori del concorso dovranno sborsare “solo” 140€ a testa più le spese. In pratica il monolocale frutterà la pochezza di 280€ ed il bilocale 560€, cui aggiungere le spese ovviamente.

Sbaglierò, ma a me i prezzi sembrano assolutamente in linea con quelli di mercato (il bilocale mi sembra pure caruccio), ancor più se si pensa che i vincitori del bando dovranno anche dedicare parte del proprio tempo al progetto presentato. Mi sa che l’assessorato alle politiche giovanili ragiona con prezzi “da adulti”. Se si fosse trattato di 50€ a testa più le spese avrebbe avuto senso, ma così francamente non ci vedo un gran guadagno. Almeno per i ragazzi.

Brescia città di vecchi e di single

nonno-nipote.jpgOra anche i dati ufficiali lo confermano: Brescia invecchia, inesorabilemente, e la sua popolazione si sposta da una fascia d’età all’altra senza venire adeguatamente sostituita dalle nuove leve.

E’ infatti stato diffusa un’indagine dell’Unità di statistica relativa alla leonessa d’Italia in cui si capisce facilmente come sia cambiato il tessuto sociale che la compone a partire dal 1990 fino alla fine del 2009.

Il dato più significativo è quello che riguarda la fascia dei “giovani” compresi tra i 15 ed i 29 anni: nell’ultimo ventennio questa categoria si è assottigliata di circa il 40%, una cifra enorme, che fa ben comprendere come Brescia non sia certamente una città pensata per i giovani.

Questo strabiliante dato non è uscito unicamente da un solo fattore però. I giovani del 1990 ora divenuti adulti non sono stati “incalzati” da nuove leve non solo a causa di tassi di natalità che si sono via via ridotti. C’è anche da dire che Brescia ha perso buona parte del suo appeal come città universitaria ed infine la “minimalizzazione” ed “uniformazione” dei momenti aggregativi dedicati agli under 30 hanno fatto il resto.

Il risultato sarebbe ben peggiore tra l’altro se un grosso contributo non venisse dato dalla popolazione straniera, che normalmente è in piena età lavorativa ed ha tassi di natalità decisamente migliori di quelli degli italiani.

Ultima news da segnalare: Brescia sembra essere popolata di single. Trasversalmente parlando (quindi ad esempio comprendendo anche vedove e vedovi) gli italiani Brescia sono per lo più donne sole (25%), superando così sia le coppie con figli (23%), che le coppie senza prole (19%) che infine gli uomini soli (16%).

La violenza e la giustizia: a Brescia, a Rovato e ovunque.

interrazziale.jpgLa mia cittadina natale, a cui torno quotidiniamente la sera, stanco dopo una giornata in ufficio, è balzata agli onori della cronaca per un tragico fatto, colmo di violenza. Credo che la storia la sappiate ormai tutti, perciò per ricostruire la vicenda mi limito a segnalarvi questi 2 link:

http://rovato.org/2009/11/21/rovato-coppia-aggredita-pesantemente-nel-parcheggio-delle-piscine-lui-picchiato-e-accoltellato-lei-in-balia-dellaggressore-per-alcune-ore/

http://rovato.org/2009/11/21/flash-identificato-il-possibile-aggressore-della-giovane-coppia/

Qui piuttosto, oltre naturalmente ad un pensiero ai due poveri ragazzi vittime di tanta atrocità, vorrei fare un brevissimo ragionamento, del tutto personale. La situazione nell’ovest bresciano sta diventando particolarmente tesa (pensate anche all’operazione “White Chrismas” di Coccaglio, comune limitrofo a quello in cui si sono verificati gli atroci fatti di cui sopra). L’integrazione, obiettivamente lontana e destinata a una ristretta cerchia di immigrati, si sta trasformando giorno dopo giorno in utopia.

Probabilmente le colpe (se si può parlare di colpe) sono bipartisan. E le une sono allo stesso tempo l’origine delle altre la causa principale di incremento dele altre. Da un lato vedo infatti una banalizzazione del tipo “tutti uguali e tutti da rimandare nel loro paese” (ragionamento che ovviamente non si sente in occasioni in cui lo stupratore è un bresciano col pedigree), dall’altra obiettivamente vedo praticamente quasi tutti gruppi etnici (nella zona sono più di 40) che in questa situazione si sentono colpevoli e si chiudono, invece di gridare con forza al fianco del resto della popolazione.

In tutto questo poi ci si mettono le forze politiche che da un lato fomentano le tensioni, dall’altro si preoccupano più di mostrare di non aver potuto fare di meglio che non di dare aiuto alle famiglie delle vittime. E pensare che dovrebbero essere loro a dare il buon esempio non strumentalizzando occasioni particolari ma cercando soluzioni intelligenti su larga scala.

Non so, ma la situazione qui mi sembra si stia facendo sempre più tesa e l’aria irrespirabile. Inizio a temere che si inneschi una catena di fatti poco edificanti. Spero di sbagliarmi.