Brescia Trasporti: nel 2011 mezzo milione di passeggeri in meno

autobus.jpgNon è un dto che farà drizzare i capelli, ma ci aiuta non poco a cipre come vanno le cose a Brescia negli ultimi anni.

Dal 2008 in città il numero passeggeri sta calando sensibilemente. Ma se fino al 2010 la riduzione delle persone che usano i bus cittadini è stata nel complesso contenuta (150mila unità in 3 anni), nel 2011 il dato diventa assai più incisivo: circa 550mila.

Se confrontato con il dato complessivo (di circa 42milioni di passeggeri l’anno) il dato non spaventa molto; quello che più preoccupa è il trend negativo che si va sempre più rimarcando.

Vero è che da un lato ha certamente contribuito la crisi economica. Meno persone si recano al lavoro ed inferiore sarà il numero dei passeggeri dei mezzi pubblici. Anche se, a dire il vero, la crisi potrebbe avere invece l’effetto contrario: meglio lasciare in garage la più costosa auto privata ed affidarsi al bus cittadino per far fronte al momento di ristrettezza economica.

Sicuramente nel calo di passeggeri ha inciso anche la politica amministrativa bresciana dove, tra ipotizzata creazione di nuovi parcheggi, abbattimento delle tariffe di parcheggio per i residenti e molto altro, è stato chiaro che l’ottica politica in cui ci si muoveva e ci si muove tutt’ora non è fortemente indirizzata alla valorizzazione del trasporto pubblico.

E’ un vero peccato perchè in Italia e sopratutto in Europa le città dove i trasporti pubblici funzionano bene, sono efficienti e puliti, ed hanno quindi anche una forte risposta di pubblico (pagante, chiaro) sono guardacaso le città con la qualità della vita (e dell’aria) migliore. Brescia ne avrebbe le potenzialità. Già,  avrebbe.

Metrobus e parcheggi: rivoluzioni in vista a Brescia

parcheggi.jpgNei prossimi mesi gli spostamenti in città subiranno delle grandi e piccole rivoluzioni sotto molti punti di vista.

E’ stato pubblicato ieri il video effettuato per il primo viaggio (in prova) della linea del metrobus che dovrebbe venire inaugurato tra non molti mesi. O almeno così si dice.

Devo dire che mi sono incuriosito parecchio vedendolo; speriamo che questo nuovo mezzo pubblico sappia attrarre quanti più viaggiatori possibile.

La seconda piccola grande rivoluzione nei trasporti cittadini arrivata sempre ieri, riguarda coloro che per muoversi in città utilizzano le proprie quattro ruote. La circoscrizione “centro” ha infatti approvato un piano rivoluzionario delle soste.

Il piano, che costituirà il punto di partenza in vista dell’approvazione della giunta, prevede nel complesso l’assegnazione a “parcheggi per soli residenti” 89 posteggi che il piano sosta firmato dall’assessore Nicola Orto aveva assegnato a chiunque fosse entrato nel centro storico.

A rincarare la dose anche l’ulteriore proposta di trasformazione di circa 300 parcheggi attualmente a “striscia bianca” da far diventare a “striscia blu”, ovvero a pagamento. Staremo a vedere come la proposta verrà recepita.

Tra il dire e il fare, tra Brescia e la Valcamonica

stadler2.jpgTra il dire ed il fare, dice un vecchio proverbio, sembra ci sia di mezzo il mare. A Brescia il mare non c’è, quindi la distanza non dovrebbe essere così significativa, ed invece paradossalmente a volte persino le cose più semplici (e promesse) sembrano imprese titaniche.

Questo è quello che è successo con i treni che dovrebbero servire la linea Brescia-Iseo-Edolo. Già, dovrebbero, perchè in realtà la linea ferroviaria, pur restando aperta e funzionante, perde pezzi pregiati.

Si tratta di 2 degli 8 treni “Stadler” che hanno abbandonato la tratta bresciana (dopo essere stati annunciati in grande stile nel 2008 dal Broletto di Molgora per un investimento di milioni di Euro) per finire a svolgere il loro utilissimo servizio in territorio milanese. Anzi, a dire il vero la tratta bresciana non l’hanno mai fatta, se non per l’inaugurazione.

Motivo? Semplice, nonostante i proclami di “tutela dell’ambiente”, “incentivazione dei mezzi pubblici”, “qualità dell’aria” e “attenzione alle esigenze dei cittadini”, la Provincia di Brescia ha apposto il proprio logo sui treni insieme a quello della Regione Lombardia, ma si è dimenticata di pagare il proprio contributo.

Risultato finale? I viaggiatori camuni utilizzano ancora alcuni dei vecchi convogli, di antidiluviana fabbricazione. Tra il dire ed il fare a volte sembra ci sia di mezzo il “bla bla bla” e l’incapacità di chi ci amministra.

Un Carnevale a targhe alterne?

scarico.jpgFrittelle, maschere, scherzi e Pm10. Sono queste le parole chiave del Carnevale 2012 a Brescia, e se le prime 3 è normale che vengano associate alla tradizionale festa in maschera, la quarta lo è certamente meno.

Le Pm10 però, negli ultimi anni stanno diventando assai famose nella Leonessa d’Italia, minacciando con regolare continuità la libera circolazione dei bresciani. Già solo neglu ultimi mesi almeno in un paio di occasioni l’inquinamento dell’aria è stato lì lì per imporre significativi stop alle auto circolani.

Oggi sembra essere arrivato un nuovo momento di crisi, dopo che per 16 giorni consecutivi le centraline posizionate in città hanno registrato livelli di polveri sottili sensibilmente al di sopra del consentito.

Carnevale si appresta ad essere quindi oggetto di uno “scherzetto” tutto meteorologico. La sola speranza perchè nell’incontro di oggi tra i sindaci dell’area critica (oltre a Brescia anche Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone Val Trompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo, Villa Carcina) venga accantonata l’ipotesi delle targhe alterne è che la pioggia prevista per la scorsa notte e la mattinata di oggi serva a ripulire l’aria. Incrociamo le dita, anche perchè vorrebbe dire che respiriamo meno zozzerie.

Stop alle targhe alterne, ma 3 nuovi autovelox

smogg.jpgGiorni movimentati (è il caso di dirlo) per la viabilità cittadina e della provinciale. Lo spauracchio delle targhe alterne, che sarebbero dovute entrare in vigore da questo weekend, sembra definitivamente tramontato.

Mercoledì mattina infatti i livelli di concentrazione misurati da 2 delle 4 colonnine sparse per la città sono rientrati nei ranghi del consentito; ciò è bastato per azzerare il calcolo dei 18 giorni di superamento consecutivi che avrebbero dovuto portare all’applicazione delle targhe alterne. Libertà di circolazione per tutti quindi, sia a Brescia che nell’area critica dell’hinterland.

Ma se a Brescia la stretta alla circolazione non andrà in scena, nel resto della provincia gli automobilisti dovranno prestare ancora maggiore attenzione. Tre nuovi “occhi” sono infatti pronti ad immortalarli alla guida con il piede pigiato troppo sull’acceleratore.

Le 3 nuove postazioni fisse sono posizionate a Concesio (sulla sp19), a Brandico (sulla sp235 in direzione Brescia) ed a Castegnato (sp 510,bretella tangenziale sud, in direzione Iseo). Per tutti e 3 l’ora d’inaugurazione del “servizio” sarà la mezzanotte di domani.

PS: oggi è il 27 gennaio. A 67 anni di distanza dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Arma Rossa, un minuto da dedicare al ricordo non sarebbe male. Confido in voi.

Brescia si prepara alle targhe alterne

smog.jpgNiente pioggia, poco vento, traffico e riscaldamenti accesi. Il risultato? Pm10 alle stelle e, ad oggi, un probabilissimo inizio di circolazione a targhe alterne.

A partire da sabato, ossai da quello che dovrebbe essere il 19mo giorno consecutivo con i limiti al di sopra dei 50 microgrammi al metro cubo, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 19 a Brescia e negli altri 20 Comuni dell’area critica (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone V.T., Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina) potranno circolare solo le auto con targa pari o dispari a seconda che il giorno del mese sia a sua volta pari o dispari.

A dire il vero però sono molte le eccezioni a quella che sembra essere una regola piuttosto dura da applicare.  Indipendentemente dalla targa godranno di una libera circolazione le Euro 4 e Euro 5  (così ad occhio almeno il 20-30% del parco veicoli circolante), a cui si aggiungono le ibride, quelle a gas (sia metano che gpl) ed i veicoli del car-sharing.

Ma non è finita qui: il “blocco” non funzionerà nemmeno se l’auto, pur essendo precedente all’Euro 4 e con una targa in disaccordo con il giorno del mese trasporterà almeno 3 persone. Scommettete che mai come a partire da sabato vedrete simpatici nonnetti appollaiati sul sedile passeggero e sul divanetto posteriore?

Mobilità sostenibile, quarto posto per Brescia. Male inquinamento e incidenti mortali

bicimia.jpgGiù dal podio, ma per un soffio. In ogni caso è comunque un risultato da non disdenganre, nonostante nasconda al suo interno aspetti ahimè spiacevoli.

Ad ogni modo, da una recente indagine di Euromobility tra le città con più di 100mila abitanti la nostra Brescia si piazza al quarto posto (su 50) per la mobilità sostenibile.

Rispetto alla stessa ricerca effettuata un anno prima Brescia vede aumentare la propria popolazione residente, ma al contempo vede diminuire, seppur di poco, la media di motorizzazione. Tra le automobili in circolazione Brescia si ferma poco sopra la metà della classifica per la percentuale di quelle a gas (meno inquinanti rispetto a quelle a benzina e diesel).

Buono è anche il dato sui mezzi pubblici: 20mo posto per il parco circolante, e 10mo per il numero dei passeggeri. Quarto posto inoltre per il bike sharing, dove Brescia si affianca per numero di iscritti ad 3 città ben più popolose: Roma, Milano e Torino.

Scarso è invece il numero di motocicli circolanti. Fin qui tutto bene o almeno nella norma. A trascinare verso il basso la Leonessa d’Italia sono invece l’inquinamento dell’aria ed il numero di sinistri (non posto come valore); dato quest’ultimo che peggiora ulteriormente se si considerano solo quelli mortali. In questo caso Brescia veste la maglia della quarta classificata, nonchè della prima città del nord Italia.

Parcheggio sotto il Castello, si prosegue a passi forzati

parcheggio, brescia, castello, cidneo, crisiAltro che ripensamento, l’Amministrazione comunale di Brescia intende proseguire a ritmi serrati con la realizzazione del parcheggio interrato sotto il Cidneo.

Il 2 gennaio sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte per l’appalto integrato da parte dei privati. In tutto a Brescia Mobilità ne sono arrivate 17, tra cui occorrerà fare una prima scrematura.

Ad ogni modo la Loggia sembra quantomai decisa a portare a termine un progetto dal costo complessivo di 24 mln € (mica bruscolini in tempi di crisi e cinghie da stringere) per realizzare circa 600 posti auto (erano 200 nei progetti iniziali) interrati che dovrebbero servire il centro storico.

La determinazione però si scontra con il momento economico poco felice, al punto tale che al momento l’opera non ha ancora una copertura finanziaria. In soldoni, non si sono ancora trovati i fondi.

Si tratterebbe del terzo parcheggio interrato a distanza di poche centinaia di metri dagli altri 2 già presenti: quello di Piazza Vittoria e quello di Fossa Bagni.

Quest’ultimo peraltro, come mi capita spesso di notare, è sottoutilizzato e dista all’incirca 300 metri dal realizzando parcheggio sotto il Castello. L’opera poi dovrebbe trovare la luce quando la metropolitana avrà iniziato a scorrazzare i bresciani, facendo per ciò stesso diminuire il traffico sulle quattro ruote.

Tralasciando l’impatto che avrà, siamo sicuri che l’opera (che dovrebbe ripagarsi nella migliore delle ipotesi dopo circa 25 anni di utilizzo) sia anche solamente utile?

Domenica bresciani tutti a piedi

smog.jpgStop totale alla circolazione a Brescia per domenica. Nessuna esenzione o scappatoia. Questa volta resteranno appiedati anche i proprietari di auto Euro 4 e 5 “ecologiche”, di auto a Gpl e a metano. Gli unici a poter circolare saranno i rarissimi che hanno a disposizione una vettura elettrica.

Una misura drastica, resasi necessaria a causa del superamento ormai da 10 giorni consecutivi, del limite massimo delle polveri sottili.

Lo stop alla circolazione è arrivato nella giornata di ieri a seguito di un incontro fissato nel pomeriggio in Prefettura ed in esecuzione del protocollo d’intesa sttoscritto solo poche settimane fa.

Il picco di polveri sottili di questi giorni, che non ha rivali nelle misurazioni del 2009 e del 2010, si concentra soprattutto nel centro storico, dove le centraline hanno superato in più giorni i 100 microgrammi, a fronte di un limite europeo di 50.

Purtroppo poi le condizioni climatiche sono state e saranno nei prossimi giorni le peggiori possibili per limitare la concentrazione di pm10. E’ anzi convinzione dei metereologi che lo stop al traffico non riuscirà a bloccare la crescita del particolato. Tutt’al più lo limiterà un pochino.

Per ciò che riguarda i comuni dell’hinterland non è ancora stato ufficializzato nulla. E all’orizzonte c’è anche lo spauracchio delle targhe alterne dal prossimo fine settimana se le cose non dovessero migliorare sensibilmente.

Smog a Brescia: “pericolo” blocco del traffico

smog.jpgSe Atene piange Sparta non ride. E se a Milano sono già stati superati i livelli di guardia per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria cittadina, a Brescia non ci si può vantare di una situazione molto migliore.

L’assenza di piogge (che normalmente nella tarda estate scendono a sprazzi ma in maniera piuttosto frequente in territorio bresciano) non ha certo aitato ad abbassare il livello delle Pm10.

Martedì il limite misurato in Broletto era di 62 microgrammi, mercoledì di 79. Per legge non dovrebbe superare i 50. Siamo quindi ben oltre il limite, e ancora non si sono accesi i riscaldamenti; la situazione è perciò destinata ad aggravarsi sensibilmente con il passare dei giorni.

Altro dato preoccupante è il “trend” annuale. Il superamento della soglia limite è possibile per 35 giorni l’anno; nel 2011, con ancora mezzo inverno da trascorrere, il limite è già stato superato per più di 60 giorni.

Speriamo che la Loggia, come più volte annunciato ma mai purtroppo portato a termine finora, riesca a concludere un accordo con i Comuni dell’interland per la stipulazione di protocollo comune da seguire, che porti in maniera automatica, al verificarsi di situazioni come quella attuale, al blocco del traffico o alla circolazione a targhe alterne.

Certo, si tratta di “provvedimenti tampone” e non si può pensare che siano la soluzione al problema. La soluzione sta altrove, sopratutto nei mezzi pubblici. Però dubito che un’amministrazione che ipotizza nuovi grandissimi parcheggi sotterranei e riduzione (per i residenti) del costo dei parcheggi abbia molta intenzione di privilegiare il trasporto pubblico a discapito delle vetture private.