Provincia e Prefettura: guerra aperta per una multa

broletto.jpgIo non sono mai stato uno di quella che “ah, i politici sono tutti ladri uguali”. Sono sempre stato convinto che fare di tutta l’erba un fascio, in politica come in ogni settore, sia sempre troppo semplicistico. Poi ogni tanto accade qualcosa che fa vacillare le tue certezze e convinzioni.

Così un giorno leggi sui quotidiani locali leggi che tra i Consiglieri Provinciali e la Prefettura di Brescia è guerra aperta. Ma non per scelte politiche o amministrative come ci si potrebbe aspettare, ma più semplicemente per problemi di vicinato.

A far scaturire la Guerra è stata il Prefetto Brassesco Pace che, venerdì 21, infastidita dalla presenza di numerose automobili all’interno del cortile del Broletto (immobile che ospita sia la Provincia che la Prefettura) chiama i vigili. Questi, solertemente, elevano 16 contravvenzioni.

Apriti cielo. I Consiglieri provinciali presenti all’interno del Broletto si infiammano e minacciano ritorsioni contro il Prefetto. Diego Peli (Pd): “Le auto che avevano tutto il diritto di stare lì, sulla nostra proprietà, mentre noi svolgiamo la nostra funzione…La prefetta rappresenta un ente inutile, la smetta di spadroneggiare. Il 28 presenteremo una mozione per sfrattarla”. Ente inutile? Il buo che da del cornuto all’asino.

Ma anche Gianpaolo Mantelli (Udc): “Prepariamo subito una mozione contro il prefetto”. Non poteva mancare Diego Invernici (Pdl: “Una cosa gravissima”. Dai consiglieri leghisti non è infine mancata la man forte ai colleghi.

Ha forse ragione Peli quando dice che le auto erano su proprietà privata e quindi erano autorizzate a stare lì? Forse sì, ma in quel caso sarebbe bastato un banalissimo ricorso al Giudice di Pace per annullare la sanzione. Una reazione compatta, bipartisan, spropositata e eccessiva come quella che c’è stata lascia trasparire chiaramente quel senso di superiorità ed intoccabilità che sembrano avere anche i consiglieri provinciali. Già, consiglieri provinciali, manco avessi detto Premi Nobel.

Un personale non-Natale

natale.jpgOggi vi faccio fare un pò gli affari miei; perciò se non vi interessano forse è meglio smettere subito di leggere questo post.

Il Natale (inteso come singolo giorno) è appena passato, ma il Natale (inteso come “spirito natalizio”) quest’anno non è ancora arrivato.

Difficile spiegare il perchè, probabilmente si è trattato di una serie di circostanze. Sta di fatto che, ad eccezione di un breve momento dovuto alla lettura di un post natalizio un pò particolare dell’amica barese e del momento dell’acquisto dell’unico regalo che quest’anno mi sono sentito di fare con il cuore, il resto non aveva il sapore del Natale solito, quello che tutti vorrebbero e che assomiglia sempre (troppo) alla famiglia del mulino bianco in settimana bianca.

Queste non sono sensazioni dovute ad un pranzo tra parenti andato storto (tuttaltro!) o ad un regalo ricevuto che non ricorda neanche vagamente ciò che si bramava (tuttaltro bis!). Perciò non trovo nessuna spiegazione logica.

Questo Natale è andato così. Nè bene nè male. Semplicemente non è stato Natale. E’ stata una gradevole domenica con i parenti (cosa che non mi capita spesso), nulla più. Ma per molti so che questo è già molto. Perciò spero che il mio spirito natalizio sia stato rubato da loro. Io sono comunque riuscito a farne a meno.

La neve è come Attila: flagello di Dio

neve.jpgA Roma direbbero “quando ce vò, ce vò!”. Dopo una giornata come quella di oggi permettetemi di utilizzare questo spazio per un piccolo sfogo personale. Sono sicuro che non sarò l’unico a pensare (e scrivere certe cose).

Mi sono deciso a dare i voti ai personaggi che hanno inciso sul mio umore odierno:

Sindaco Paroli-Vicesindaco Rolfi: voto 4. Che ci sarebbe stata neve lo si sapeva da giorni, ma che il sale fosse un bene di lusso da centellinare fino a questo punto è proprio una novità. Oggi via Solferino alle ore 13 aveva un marciapiede coperto interamente da neve per la bellezza di almeno 600 metri ininterrotti. Qui non si tratta di “emergenza neve”, si tratta di “disastro annunciato” (e voluto).

Mauro Moretti (Amministratore delegato di FS): voto 3 (sarebbe 2 ma non voglio sembrare troppo cattivo) .Per motivi di lavoro ho dovuto prendere il treno lungo la tratta Milano-Brescia. Chiedere che il treno fosse pulito sapevo che era come chiedere la luna (questo non succede nemmeno nelle belle giornate primaverili in cui splende il sole da giorni), ma sentirmi pure preso per i fondelli dai cartelloni che segnalavano 240 minuti di ritardo (poi trasformatisi in 280…) è decisamente troppo. Costava così tanto dire “Non sappiamo quando partirete”?. E stasera leggo sul Corriere che secondo Moretti il traffico è stato dopotutto regolare e senza grandi disagi (previo consiglio di portarmi da casa coperte e panini). No comment.

Capotreno: voto 7 per la franchezza. Quando finalmente riesco a trovare un treno utile che mi può portare a destinazione e questo arriva sul binario, noi ignari passeggeri scopriamo che di tutte le porte di salita/discesa ne funzionano solo 3 (le prime 2 e l’ultima). Sulle altre c’è un bel cartello che segnala “Porta bloccata causa ghiaccio”. Non trovo posto a sedere (ti pareva!), quindi mi accomodo in piedi tra una carrozza e l’altra. Mentre parlo con un conoscente della situazione demenziale del treno e delle sue porte passa il capotreno che sentendomi mi “rincuora” dicendo che in realtà la metà delle porte è bloccata perchè è rotta e basta, altro che ghiaccio.