La violenza e la giustizia: a Brescia, a Rovato e ovunque.

interrazziale.jpgLa mia cittadina natale, a cui torno quotidiniamente la sera, stanco dopo una giornata in ufficio, è balzata agli onori della cronaca per un tragico fatto, colmo di violenza. Credo che la storia la sappiate ormai tutti, perciò per ricostruire la vicenda mi limito a segnalarvi questi 2 link:

http://rovato.org/2009/11/21/rovato-coppia-aggredita-pesantemente-nel-parcheggio-delle-piscine-lui-picchiato-e-accoltellato-lei-in-balia-dellaggressore-per-alcune-ore/

http://rovato.org/2009/11/21/flash-identificato-il-possibile-aggressore-della-giovane-coppia/

Qui piuttosto, oltre naturalmente ad un pensiero ai due poveri ragazzi vittime di tanta atrocità, vorrei fare un brevissimo ragionamento, del tutto personale. La situazione nell’ovest bresciano sta diventando particolarmente tesa (pensate anche all’operazione “White Chrismas” di Coccaglio, comune limitrofo a quello in cui si sono verificati gli atroci fatti di cui sopra). L’integrazione, obiettivamente lontana e destinata a una ristretta cerchia di immigrati, si sta trasformando giorno dopo giorno in utopia.

Probabilmente le colpe (se si può parlare di colpe) sono bipartisan. E le une sono allo stesso tempo l’origine delle altre la causa principale di incremento dele altre. Da un lato vedo infatti una banalizzazione del tipo “tutti uguali e tutti da rimandare nel loro paese” (ragionamento che ovviamente non si sente in occasioni in cui lo stupratore è un bresciano col pedigree), dall’altra obiettivamente vedo praticamente quasi tutti gruppi etnici (nella zona sono più di 40) che in questa situazione si sentono colpevoli e si chiudono, invece di gridare con forza al fianco del resto della popolazione.

In tutto questo poi ci si mettono le forze politiche che da un lato fomentano le tensioni, dall’altro si preoccupano più di mostrare di non aver potuto fare di meglio che non di dare aiuto alle famiglie delle vittime. E pensare che dovrebbero essere loro a dare il buon esempio non strumentalizzando occasioni particolari ma cercando soluzioni intelligenti su larga scala.

Non so, ma la situazione qui mi sembra si stia facendo sempre più tesa e l’aria irrespirabile. Inizio a temere che si inneschi una catena di fatti poco edificanti. Spero di sbagliarmi.

A Brescia i distributori di benzina pagheranno meno la bolletta della luce

distributore.jpgDa un accordo triennale tra Loggia, Asmea e le associazioni di categoria renderà è nata l’idea di abbattere in maniera assai decisa i costi per dell’energia elettrica per l’illuminazione delle piazzole dei distributori.

Gli esercizi interessati sono circa una settantina e, stando a quanto sperato da tutti i firmatari dell’accordo, le norme in esso contenute dovrebbero portare ad un incremento della sicurezza e della vigilanza degli stessi.

Ciascuno degli attori della vicenda dovrà fare la sua parte.Da un lato la Loggia si impegna a mantenere alto il livello d’attenzione ed a continuare sulla strada dei forti controlli (anche preventivi) da parte delle forze dell’ordine nelle aree dei distributori di carburante. Inoltre stanzierà la cifra di 100mila € per sostenere le aziende in questione nell’acquisto di videocamere, impianti di illuminazione e servizi di vigilanza.

L’Asmea si impegna invece a fornire ai proprietari dei distributori in qualità di tramite contratti di favore, con ribassi dal 13 al 15%, per ciò che attiene l’energia elettrica dovuta all’illuminazione nelle ore notturne dalle ore 19 alle 8 di mattina dal lunedì al venerdì, ed in tutte le ore il sabato e la domenica.

Le associazioni di categoria si impegnano invece a fornire elevati standard di sicurezza, anche grazie a puntuali riparazioni degli impianti appositamente danneggiati e a servizi privati di vigilanza notturna.

I proprietari dei piccoli distributori sembrano vedere di buon occhio l’accordo anche perchè una maggiore illuminazione ed i maggiori controlli dovrebbero fungere da deterente ai furti notturni che succedono nelle aree di distribuzione.

Brescia finisce sul Corriere della Sera come esempio per lo smaltimento dei rifiuti. Ma sono tutte luci o ci sono anche delle ombre?

termovalorizzatore.jpgSergio Rizzo, giornalista di punta del Corriere della Sera e autore insieme ad un’altra firma eccellente dello stesso quotidiano come Gian Antonio Stella del best seller “la Casta”, prosegue nelle sue inchieste sulla mala gestio italica. Così, su un articolo apparso sul più prestigioso quotidiano nazionale il giornalista mette a confronto due famiglie di 3 persone che abitano in un appartamento di 80 mq, una a Roma e l’altra e Brescia, e ne confronta le spese annue per la gestione dei rifiuti.

Rizzo scopre così che la famiglia bresciana paga 112 euro, mentre quella romana deve spendere la bellezza di 276 euro: circa 2 volte e mezzo l’esborso della concorrente famiglia lombarda.

Da buon giornalista qual è Rizzo si pone la domanda di come sia possibile una tale differenza, dando per scontato che i rifiuti a Brescia non siano poi tanto diversi dai rifiuti di Roma. E trova così 2 motivazioni concorrenti. La prima: a Brescia i rifiuti sono bruciati nel termovalorizzatore (una volta dell’Asm, ora di A2A nata dalla fusione tra la municipalizzata bresciana e la corrispondente milanese di Aem), così passano da materiale di scarto a fonte energetica, producendo calore ed energia elettrica. La seconda nella (decisamente) migliore gestione operata dai dirigenti di questo servizio pubblico a Brescia rispetto che a Roma. Tendenza questa che peraltro si può estendere su larga scala, sottolineando il divario nord-sud, nonostante le dirigenze meridionali guadagnino in media di più e ottengano risultati economici in negativo, mentre i colleghi settentrionali facciano in media segnare un avanzo di bilancio di circa 370mila euro.

Ottima analisi quella di Rizzo, come al solito del resto. Però un appunto mi sento ugualmente di farglielo. Il termovalorizzatore bresciano, tanto elogiato da più parti, adombra anche aspetti meno piacevoli, anche se ancora da valutare attentamente. Vi è infatti il dubbio che il bruciare rifiuti (disperdendo nell’aria determinate sostanze) possa nuocere a vari livelli alla salute dei bresciani, e non solo di quelli della circoscrizione sud in cui il termoutilizzatore è situato.

Stando ad esempio alle parole di Marino Ruzzenenti, docente universitario e anima storica dell’ambientalismo bresciano, al termoutilizzatore andrebbero imputati i casi latte contaminato da diossina in alcuni allevamenti circostanti, come anche l’aumento dell’impatto di tumori al fegato nella popolazione. Senza contare il fatto che il termoutilizzatore per funzionare ha bisogno di una certa quantità di indifferenziata, il che vuol dire “ostacolare” una scelta decisa di incremento della raccolta differenziata, che infatti a Brescia non raggiunge medie eccelse.

Rievocazione Storica Battaglia San Martino e Solferino

8517_b.jpgUn cosa che sempre mi ha affascinato è vedere quelle persone vestite in abiti antichi, in particolare medievali.
In città, complice la presenza di un bellissimo Castello, durante l’anno si può assistere a questi eventi e vi assicuro sono curiosi e ben fatti fonte di divertimento per famiglie, single e coppie che desiderano passare una giornata diversa.

Un assalto proprio come quello di 150 anni fa quando, il 24 aprile 1859, l’Austria inviò l’ultimatum al Piemonte, che non ebbe alcun esito, fu però questa l’occasione attesa da Cavour per provocare l’Austria ad iniziare la guerra. La battaglia di Solferino e San Martino, successivamente anche ricordata come battaglia del 24 giugno 1859, venne però combattuta fra l’esercito austriaco e quello franco-sardo, ponendo fine alla seconda guerra di indipendenza italiana. Nella realtà, si trattò di un insieme di battaglie distinte che si svilupparono autonomamente e quasi simultaneamente, su un fronte di oltre venti km.

Da non dimenticare che quei giovani combatterono uomo contro uomo, corpo contro corpo, non chiedevano nulla per il sacrificio che si apprestavano a compiere, costretti a lottare e a morire per quei valori intensamente legati all’amore di patria. Pagarono duramente il loro eroismo, il campo di battaglia era ricoperto di sangue, di feriti, di agonizzanti, di morti, tanti morti

Per ricordare questi eventi, le colline che attorniano San Martino della Battaglia (BS) questa Domenica sono state prese d’assalto dagli spettatori accorsi ad assistere a una rievocazione storica che si ripete ogni anno e rende omaggio e memoria ai caduti oltre che fungere da spettacolo per chi vi assiste.

Per maggiori informazioni storiche potete consultare: http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Solferino_e_San_Martino

Cerchèro di non farmi sfuggire e segnalarvi le rievocazioni in stile Medievale nei prossimi mesi perchè davvero ne vale la pena!

(Immagine: Giornale di Brescia)

scritto da Alex Mazzelli