Dov’è finita la Giustizia?

giustiziaxpaolo.jpgQuesta settimana la comincio con un sapore amaro in bocca. Ho ancora in mente ciò che venerdì pomeriggio ha sentenziato il Tribunale di Verona.

Nulla di inconsueto, a dire la verità: una sentenza di assoluzione. Per insufficienza di prove. Il problema è in che cntesto è maturata questa sentenza.

Nel 2005 un ultras del Brescia va in trasferta a Verona. Al termine della partita (tranquilla, nonostante i rapporti tra le tifoserie siano difficili, com’è noto) Paolo Scaroni (questo il nome del ragazzo) si trova in stazione dove attende la ripartenza del treno che lo riporterà a Brescia.

Ci sono dei ritardatari da aspettare, quindi c’è tempo per un caffè al bar. All’uscita il povero Paolo si trova, suo malgrado e senza che ne sappia nulla, caricato da agenti della celere di Bologna. Manganellate indirizzate quasi solo alla testa, con Paolo che cerca perfino di nascondersi sotto ad treno. Senza riuscirci.

L’esito è raccapricciante: Paolo è in coma. Alla fine, per sola fortuna, non muore, ma la vita non sarà più la stessa per lui. Gli viene riconosciuta un’invalidità del 100%.

Per questa barbarie (vorrei usare un termine migliore, ma non riesco a trovarlo) finiscono alla sbarra 8 agenti. Che ora sono stati assolti in primo grado. Paolo, secondo lo Stato, è rimasto invalido al 100% per colpa di nessuno.

Ieri nel tribunale scaligero Paolo era accompagnato da familiari e amici. Ma c’erano anche centinaia di ultras da tutta italia e anche da fuori. Non solo di squadre di calcio. Perfino gli acerrimi nemici dell’Atalanta. Tutti uniti alla ricerca di una verità difficile da ammettere, di una Giustizia difficile da ottenere.

Alla lettura della sentenza ci si sarebbe potuto aspettare il putiferio. Invece nulla. Forza dell’ordine allertate inutilmente. Solo il padre di Paolo, comprensibilmente, si è lasciato scappare un grido “Vergogna”.Paolo invece è scoppiato in lacrime.

Il padre, gli amici, i parenti e tutti gli ultras hanno dimostrato una dignità e una forza d’animo non comune. Paolo ha dimostrato coraggio e caparbietà.  Lo Stato ha dimostrato non solo di non essere in grado di rispettare i principi che esso stesso pretende di far rispettare ai suoi cittadini, ma non ha dimostrato nemmeno di essere capace di ammettere che qualcuno al proprio interno sbagli, di individuarlo e di punirlo.

La vicenda non è finita, ci sarà il grado d’appello. ma l’inizio non è stato promettente. Io non sono fra quelli che avrebbe voluto la condanna ad ogni costo degli 8 agenti alla sbarra. Se non fossero stati effettivamente loro?

Vorrei invece che questa vicenda (come molte altre) fosse d’esempio e di monito per il futuro. Dobbiamo trovare un modo per far sì che quando qualche appartenente alle forze dell’ordine commette gesti così beceri e meschini sia individuabile nel giro di 30 secondi. In modo tale che nei 30 secondi successivi lo si possa già mettere fuori da qualunque arma, additato come il peggior criminale, ben più pericoloso ad esempio di qualnque borseggiatore o spacciatore.

Ecco perchè spero che anche in Italia, come succede in molti paesi del mondo cosiddetto “civile”, agli agenti (specialmente quelli che agiscono in situazioni “di confine”) venga assegnato un bel numerone, scritto bianco su nero, visibile da tutti sia sul petto che sulla schiena.

Se non ci fosse nulla da nascondere in ciò che si fa non ci dovrebbero essere problemi per nessuno. Anzi, mi piacerebbe vedere gruppi degli stessi agenti richiedere con forza questa soluzione. Io, fossi in loro, non vorrei mai essere confuso con certa gentaglia.

La Giustizia in questa vicenda è ancora lontana dal vedere la luce, e forse mai la vedrà. Al contempo la vita di Paolo e di chi gli sta vicino è inevitabilmente rovinata. Là fuori poi ci sono alcuni agenti (5,6,7 o di più) che continuano a portare una divisa che non meritano, a percepire uno stipendio (pagato da noi) che dovrebbero restituire fino all’ultimo centesimo e che, dopo la giornata di ieri, si sentiranno forse più invincibili di prima e torneranno, forse, a rovinare la vita ad altra gente.

Come fate a continuare a fidarvi ciecamente quando chiedete giustizia? Come fate a non avere anche voi l’amaro in bocca?

Il Campus non s’ha da fare, per ora

randaccio.jpgBrutta tegola sul progetto di campus universitario in quella che fu la Caserma Randaccio. Il problema? Neanche a dirlo, i soldi.

Il progetto avanzato dal Comune di Brescia al Ministero è infatti stato approvato, ma è finito solo al 35mo posto su 54 progetti presentati.

I fondi ministeriali inoltre (106 mln €, compresa la “quota 2013”) riescono a coprire solo le prime 24 opere della graduatoria. Tra la 24ma e la 35ma posizione inolte sono previsti progetti per altri 70 mln.

Insomma, i 13 milioni (su 20 totali) che il Comune vorrebbe ricevere da Roma devono attendere che i futuri stanziamenti coprano le richieste che la precedono in graduatoria. Una tempistica di almeno un paio d’anni, forse di più.

Motivo di un piazzamento così arretrato? Il Comune aveva presentato solo il progetto definitivo e non anche (come tutti i 34 progetti che l’hanno preceduta) anche quello esecutivo.

Il Campus universitario resta quindi per ora solo un bel progetto sulla carta. Occasione persa o spreco di soldi pubblici evitato?

Brescia si prepara alla neve

neve.jpgTutto pronto per una nuova ondata di freddo polare su Brescia. Oddio, non che ci sia molto da preparare ad onor del vero.

Basta rispolverare i giacconi più pesanti, berrette, guanti e sciarpe. E cautelarsi con un pizzico in più di pazienza.

Ma che c’entra la pazienza con il freddo? Nulla in realtà, ma una buona dose di calma e sangue freddo dovrebbero tornare utili per la nuova nevicata che dovrebbe arrivare martedì.

A dirla tutta Brescia sarebbe già dovuta essere imbiancata per la giornata di oggi, ma il maltempo, che come diceva sempre mio nonno “fa quel che vuole lui, non quel che vogliamo noi”, ha deciso di farsi attendere per altre 48 ore.

Dopo la nevicata dello scorso dicembre, in cui la capacità di gestione da parte della loggia della situazione non è stata proprio ottimale, sembra ci sia l’occasione del riscatto.

Speriamo che i disagi questa volta siano più contenuti. Dopotutto l’arrivo è ampiamente annunciato ed il tempo per preparare un vero piano antineve (degno di questo nome) c’è tutto.

Tempo di saldi anche a Brescia

saldi.jpgNegozi improvvisamente pieni di gente, persone che gironzolano in abbondanza nel centro storico. E’ certo che anche a Brescia sono arrivati i saldi.

Certo, saranno saldi che l’incombente ombra della crisi che ci accompagna ma, forse proprio per la crisi, sembra che il “rito dei saldi” non sia stato dimenticato dai bresciani.

La Confesercenti ha stimato una media di 150 euro a persona. Questo è quello che verrà speso a Brescia (in Italia la media è cmq molto vicina, 139 euro).

Quello che più mi è sembrato di notare finora è che gli acquisti in saldo non saranno beni superflui ma sempre più spesso riguardano oggetti d’uso quotidiano. Sopratutto vestiti.

Io qualcosa penso di comprarmelo nei prossimi giorni (magari quando la ressa dei primi giorni sarà scemata), anche se non ho messo in programma grandi cifre. Voi cosa pensate di fare?

Buon Natale da Brescia

natale.jpgDomani sarà di nuovo Natale. Alla faccia dei Maya e delle loro profezie, in barba alla crisi che ci aspetterà implacabile da Santo Stefano.

Ho letto che il Natale 2012 vedrà un aumento del 10% delle spese per pranzi in famiglia rispetto al 2011 (che già vedeva crescere questa quota rispetto al 2010).

Motivo? Ristrettezze economiche. A cedere il passo infatti sono le fette di mercato riservate ai ristoranti ed ai bresciani che passeranno in vacanza il 25 dicembre.

Prevedibile, visti i tempi che corrono. Forse persino utile sotto certi aspetti. La riscoperta di momenti più intimi e genuini, con meno sciccoserie e lustrini natalizi, potrebbe servire ad un riordino delle priorità e dei valori della vita. Più essere, meno avere e meno apparire.

Visto che poi siamo alla fine dell’anno ho già pensato a quale sarà il mio proposito per l’anno nuovo. E vorrei che questo proposito fosse un pò di tutti i breesciani, perchè ne va della nostra terra e di noi stessi.

E’ notizia sempre di questi giorni che il bresciano sia diventato un perfetto territorio-lavatrice dei soldi sporchi delle mafie. Una provincia dove usare soldi ottenuti illecitamente per acquistare immobili ed attività lecite, che fungano da “facciata”.

Vorrei che il 2013 portasse tra i bresciani una consapevolezza maggiore di questo enorme problema e che il forte carattere industrial-imprenditoriale dei bresciani si depurasse dal rischio di complicità con le peggiori associazioni malavitose.

Forse è pretendere troppo, però l’infinità bontà di Babbo Natale…

A tutti voi, miei cari lettori, un saluto ed un augurio di buone feste. Che siano “buone” per davvero.

Carmine e movida: pronto un esposto contro il Comune

carmen town.JPGLa convivenza civile fra vicini di casa a volte, si sa, è difficile. Molto difficile. In città, dove i vicini di casa sono ovviamente più numerosi che altrove, i problemi si complicano.

Capita così che a Brescia, nel quartiere Carmine, i residenti (o meglio, alcuni residenti) si lamentino della movida creata dai locali del quartiere (divenuto in poco tempo il quartiere notturno per eccellenza dela città). Lamenti che sono pronti addirittura a sfociare in un esposto alla Procura della Repubblica contro l’Amministrazione comunale per omissione di atti d’ufficio da parte dell’ass. Quadra Quarta.

Strade “occupate”, rumori notturni e quant’altro vi lascio immaginare. Problemi, certo, ma che non devono far dimenticare lo stato di degrado in cui versava il quartiere fino a pochi anni fa.

Tutto cambio con “progetto Carmine”, voluto dall’allora primo cittadino Corsini. In meno di una decina d’anni il quartiere è passato dall’essere tetro luogo dedicato al traffico di stupefacenti ad un quartiere multietnico, culturalmente attivo e persino frenetico in alcune zone.

Un passo avanti sotto gli occhi di tutti. Innegabile. Certo, non sarà tutto oro quel luccica e quindi qualche inconveniente il nuovo Carmine lo avrà portato. Ma voi fareste cambio con quello di prima? E gli stessi residenti farebbero cambio con il quartiere di prima?

La situazione certamente è migliorabile e la convivenza fra vicini può essere perfezionata, ma a volte ho come l’impressione che qualcuno pretenda sicurezza (ottenuta con la riqualificazione de l quartiere e con centinaia di ragazzi per le sue strade, non con agenti e forze dell’ordine dispiegate massicciamente) ma non sia disposto a pagarne il costo.

Via S.Faustino, ritorna la Tenda dei Popoli

tendadeipopoli.jpgGiustizia e povertà. Due grandi temi, da trattare con rispetto e da capire bene fino in fondo. Ed è proprio su questi due grandi temi che la Tenda dei Popoli vuol far soffermre i bresciani.

La Tenda dei Popoli torna infatti per il 28mo anno consecutivo in via San Faustino con tutta una lunga serie di approfondimenti culturali ma sopratutto conoscitivi di un mondo quale quello del volontariato, che a Brescia è certamente assai fiorente.

La Tenda dei Popoli resterà nella centralissima via cittadina dal 9 al 16 dicembre e rispetterà i seguenti orari: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19,30 nei giorni festivi, mentre dalle 16 alle 19 nei giorni feriali.

Come detto la tenda propone anche tutta una serie di attività culturali parallele alla tenda stessa. Fra le tante segnalo quello di domenica 9 dicembre: inaugurazione alle 20:30, nel chiostro di San Giovanni, con “Dritto negli occhi. I tanti volti dei nessuno”, spettacolo teatrale curato dell’Associazione Culturale Teatro Dioniso.

Sabato 15 molte le attività, fra cui alle 17.00, “La povertà dell’Africa”, testimonianza della dott.ssa Carmen Orlotti a cura di Medici senza Frontiere.

Per maggiori informazioni www.tendadeipopoli.it

Brescia 26ma (su 107) per qualità della vita. Ma…

castello brescia.jpgLeggevo ieri della puntuale classifica stilata dal principale quotidiano economico nazionale sulla qualità della vita dei 107 capoluoghi di provincia italiani.

Complessivamente Brescia si piazza non male, al 26mo posto complessivo su 107. Ben lontano dalle parti alte della classifica, dove troviamo Bolzano, Trento e alcune cittadine emiliane, ma ancora più distante dai “bassifondi” di classifica.

Non sembra però essere tutto oro ciò che luccica. Analizzando un pò nello specifico si nota che, rispetto all’anno precedente, Brescia guadagna in benessere e vivacità del tempo libero.

Buono anche il tasso di natalità, nel senso che tra tutti quelli d’Italia è uno dei meno in negativo (-1,5%).

Ciò che fa preoccupare invece sono il tasso di criminalità (la sicurezza serve solo in campagna elettorale?) che posiziona Brescia al 96mo posto su 107, ed addirittura il numero di laureati tra i 25 ed i 30 anni (49 ogni 1.000)  che ci piazza nel lontanissimo 102mo posto.

Da mezza classifica invece il tempo libero, la disponibilità di bar e ristoranti e le presenze turistiche.

Insomma, non ci possiamo lamentare, ma si può fare di meglio. Avanti Brescia!

Adro, ancora bambini senza mensa?

mensa.jpgSono passati quasi 3 anni dall’episodio che fece salire alla ribalta della cronaca la piccola cittadina di Adro, in piena Franciacorta, con tutta una serie di bambini che all’epoca rischiavano di restare senza il servizio mensa.

Quella situazione venne allora risolta grazie all’intervento di Silvano Lancini che, sua sponte, saldò gli arretrati (qualche migliaio di Euro).Il gesto gli portò addirittura il titolo di Cavaliere della Repubblica.

Da allora e per i quasi 3 anni a venire la crisi economica non è migliorata e le famiglie che non riuscivano a far fronte alle richieste di pagamento del servizio mensa ci sono sempre state. I loro debiti con le casse comunali sono stati sempre saldati in questi 3 anni da altri anonimi benefattori, segno che un briciolo di umanità esiste ancora.

Tra settembre ed ottobre di quest’anno sono 9 le famiglie che si sono rese morose con il Comune. L’importo? Piuttosto misero: 79€ a famiglia. Questa volta però i benefattori hanno deciso di dire basta. Non perchè abbiano deciso di non proseguire nell’aiuto economico, ma perchè si sono detti stanchi di supplire di tasca propria alle mancanze dell’amministrazione comunale.

Proprio la stessa amministrazione che dice di non voler salvaguardare i comportamenti “dei furbi”. A contrattaccare però sul punto è il Pd cittadino che al Sindaco Oscar Lancini (omonimo ma non parente del primo benefattore) ha fatto notare che non si tratta di furbi ma di famiglie di cittadini stranieri da anni regolari in Italia e che, a causa della congiuntura economica, hanno perso il lavoro.

Il “problema mensa” sarebbe peraltro risolvibile con una spesa annua tutto sommato contenuta da parte del Comune: circa 6.000€. Mi chiedo e vi chiedo: possibile che una cittadina come quella di Adro, dove tutti si conoscono ed i furbi sono facilmente individuabili se esistenti, non riesca a metter da parte una somma così bassa per aiutare famiglie bisognose e sopratutto i rispettivi bambini mentre si può permettere ad esempio spese assai più ingenti per la costruzione di una nuova area feste con tanto di Soli delle Alpi (guai se mancassero)? E se a perdere il lavoro e a non potersi più permettere il servizio mensa fosse Mario Rubagotti (nome inventato), muratore bresciano doc?

E se il “buco” da 6.000€ annui va perseguito con così tanta fermezza, come andrebbe allora perseguita ad esempio la stessa Giunta del Sindaco Lancini condannata pochi mesi fa dalla Corte dei Conti ad un risarcimento di 26.000€ per la famosa questione dei Soli delle Alpi sulla scuola pubblica?

Non si può certo dire che il Sindaco Lancini difetti di capacità provocatoria nelle scelte amministrative. Per il buonsenso il discorso forse è diverso.

I bresciani temono lavoro, traffico e ambiente

Caffaro.jpgIn vista delle prossime elezioni amministrative per il ricambio della giunta cittadina è stato interessante leggere durante lo scorso weekend di un’indagine Ipsos fatta sulle preoccupazioni dei bresciani.

Com’era prevedibile la principale paura tra i residenti della leonessa è quella per il futuro del lavoro e dell’economia.

Al secondo posto però, almeno per me, è risultato che l’altra grande preoccupazione made in brescia è il traffico. Lungi dall’essere l’omaggio ad una celebre battuta del personaggio di Jhonny Stecchino, il traffico e la viabilità, sopratutto se abbinati alla terza preoccupazione ovvero l’ambiente, sembra abbiano spodestato la preoccupazione per la sicurezza (scivolata solo al quarto posto posto, al 22% ed a parimerito con l’efficienza aministrativa), vero e proprio cavallo di battaglia della propaganda politica leghista nostrana.

Si tratta di un dato sociale non da poco, che dimostra i cambiamenti intercorsi a Brescia in soli 5 anni.

E il giudizio su com’è cambiata la citta? Lo stesso sondaggio ci dice che per i bresciani i giudizi positivi si concentrano su attività culturali e trasporti pubblici, quelli negativi invece riguardano invece welfare, traffico, sicurezza e funzionamento degli uffici amministrativi.

Insomma, se le premesse sono queste, sembra che nella prossima campagna elettorale la carne al fuoco sarà molta. Staremo a vedere chi saprà cuocerla meglio.