Un Bigio che divide in Piazza Vittoria

arengario.jpgArte che non è solo arte. Negli ultimi giorni (ma la questione ha radici storiche ben più lontane) a Brescia è esplosa la questione-Bigio.

Il Bigio è infatti una statua realizzata da Arturo Dazzi in pieno ventennio fascista che, fino alla liberazione dei partigiani nel ’45, campeggiava in Piazza Vittoria, il cuore architettonico ed artistico del regime, come dimostrano ad esempio l’attuale sede delle Poste e l’arengario (in foto).

Il Bigio (classe ’32 e conosciuto ai tempi anche come “Lelo” per lo sguardo non troppo sveglio) rappresenta un uomo nudo, di corporatura atletica, muscolosa e possente, in perfetta linea con l’immaginario dell’uomo forte di stampo fascista.

Ora sembra che l’amministrazione comunale abbia l’intenzione di riposizionarlo in Piazza Vittoria, là dove aveva stazionato dal ’32 al ’45. L’operazione per le casse comunali dovrebbe comportare una spesa di circa 150mila €.

Contro questa scelta si è immediatamente espresso l’Anpi (Ass. Naz. Partigiani d’Italia) e le Fiamme Verdi, che hanno già iniziato una raccolta firme.

A me l’opera in sè non fa entusiasmare. Pur non essendo un profondo conoscitore di storia dell’arte non mi sembra sia dotata di un grande spessore. Sono infatti 67 anni che la stessa è sostanzialmente “dimenticata da qualche parte” senza che nessuno si sia stracciato le vesti. Ma posso certamente sbagliarmi. Ciò che più mi lascia perplesso è il costo. I 150mila €, in un periodo come l’attuale, andrebbero spesi in altro modo, più concreto in favore dei cittadini.

Ci si lamenta tanto dei tagli agli enti locali da parte del Governo di Roma che obbligano la Loggia a tagliare il più possibile i servizi ai cittadini e poi si progetta una spesa simile per abbellire (forse) una piazza con una statua?

Un Bigio che divide in Piazza Vittoriaultima modifica: 2012-11-19T08:35:00+00:00da admin
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