La vita di Gustav Mahler al Grande

finazzer.jpgInizio di settimana col botto per il teatro bresciano. Al teatro Grande va infatti in scena “il tempo di Gustav Mahler”, rappresentazione interamente dedicata alla vita del grande compositore e direttore d’orchestra di origini austriache.

Lo spettacolo è interamente diretto ed interpretato da Massimiliano Finazzer Flory (in foto) e, dopo i successi ottenuti al Festival dei Due Mondi di Spoleto, all’Auditorium di Roma e al Petruzzelli di Bari giunge a Brescia per quella che sarà la sua unica data in terra lombarda.

Lo spettacolo, composto da un atto unico della durata di circa 90 minuti che vede tra l’altro la partecipazione del filosofo della musica Quirino Principe, ripercorrà la vita del grande compositore attraverso la lente d’ingrandimento delle copiose lettere del musicista, soffermandosi in particolare sugli aspetti dell’eros, della morte, della religione e sopratutto del decadimento di Vienna da capitale europea a città sempre più marginale all’interno del Vecchio Continente.

lo stesso spettacolo prevede infatti la lettura di lettere di Mahler, sapientemente mixate con le coreografie di Gilda Gelati, prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, e delle musiche di Gianni Dellaturca alla tromba.

Lo spettacolo sarà tra le altre cose gratuito, con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti e comunque previo ritiro dei coupon gratuiti in distribuzione alla Biglietteria del Teatro Grande. Per ulteriori informazioni: Teatro Grande, tel. 0302979311, info@teatrogrande.it.

I 20 centesimi che fanno la differenza

trasporti-bresciani.jpgIn periodi di magra (economica) come questi, Brescia e i bresciani hanno riscoperto un pò per virtù ed un pò per necessità i (sempre bistrattati) trasporti pubblici. Così, mentre la metropolitana è ancora lontana dal vedere la luce, il trasporto pubblico per eccellenza nella leonessa d’Italia resta saldamente l’autobus. O meglio, come si dice in gergo, “la filo”.

Sembra però che proprio per cui usa questo mezzo, che comunque a Brescia garantisce un servizio tutto sommato discreto (anche se i margini di miglioramento ci sono eccome), stia per andare incontro a una piccola spiacevole sorpresa. Piccola perchè l’impatto tutto sommato è di soli 20 centesimi di euro, ma anche spiacevole perchè Brescia è una delle città italiane con il maggior inquinamento e l’incentivo dei mezzi pubblici (oltre magari a una pedonalizzazione del centro) dovrebbe essere una parola chiave per qualunque amministrazione indipendentemente dal colore politico.

Invece sembra che la direzione presa sia quella contraria. I biglietti dell’autobus stanno probabilmente per subire una rincaro del 20%, passando dall’attuale “cifra tonda” di 1 euro fino ad un euro e 20. Il rincaro è dovuto alla necessità di far quadrare i futuri bilanci di Sintesi, a cui arriveranno meno trasferimenti “a cascata” dalla Finanziaria e poi dalle casse regionali.

Per ora l’aumento è ufficioso ma la coperta sembra davvero troppo corta per poter trovare una soluzione senza finire col mettere le mani nelle tasche già troppo spesso vuote dei residenti. Se poi a tutto questo si affianca la volontà espressa dalla Loggia di strappare a Sintesi (che gestisce anche i parcheggi a pagamento a Brescia) sconti per i cittadini della leonessa, si capisce che la volontà politica non va nella direzione di incentivare “la filo” quanto piuttosto l’uso dei mezzi privati.

Una memoria privata, a Brescia ed ovunque

shoah.jpgEra il 27 gennaio di 66 anni fà; molto tempo per alcuni, poco per chi è in grado di distaccarsi dal normale scorrere del tempo e capire quanto valgono 66 anni in tutto il periodo in cui l’uomo ha abitato questo pianeta. Ebbene quel 27 gennaio l’esercito sovietico entrò ad Aushwitz-Birkenau e liberò quei pochi che erano sopravvissuti ad una delle pagine peggiori, anzi alla pagina peggiore che l’opulenta Europa ha prodotto in migliaia di anni.

Il 27 gennaio è oramai diventata una data-simbolo, una sorta di piccolo baluardo che nessuno deve permettersi di toccare perchè rappresenta tanto la più chiara esemplificazione della profondità del nostro lato più oscuro quanto anche un tentativo (sterile quanto ai risultati) di ricordarci di quanto purtroppo siamo stati e quindi siamo ancora, almeno potenzialmente, capaci di compiere.

Il 27 gennaio, giornata della Memoria, viene invece dai più vissuta come una data utile per “lavarci la coscienza” con poco; la partecipazione a qualche cerimonia commemorativa, due frasi di circostanza dal tenore di “Per non dimenticare” e tutti pronti a lasciarci alle spalle la necessità di una vera coscienza collettiva di quanto è accaduto. Almeno fino al 27 gennaio dell’anno dopo.

Io mi ostino a credere che oltre ai documentari in tv, alle messe solenni e alle varie celebrazioni ufficiali che spuntano come funghi in questo periodo (vedere per credere tutte quelle che riporta il solo sito del Comune di Brescia), che sono comunque utili, sia chiaro, quello che manca in Italia è la coscienza individuale di quanto è successo.

Conoscenze personali di amici teutonici mi hanno fatto capire come un tedesco consideri questo argomento quasi un “tabù”; non ci si può scherzare sopra, in nessun caso, perchè quello rappresenta ancora adesso una sorta di vergogna tanto nazionale quanto del singolo perchè tutti sanno di avere avuto in qualche modo un lontano parente invischiato in quelle tragedie, anche solo per via del sostegno e del consenso popolare. Ecco, questo è quello che spesso manca agli italiani ed ai bresciani e che mi piacerebbe iniziasse ad affiorare da questo 27 gennaio. Un modo come un altro per dire che mi piacerebbe passare dal “Per non dimenticare” al “Faccio di tutto perchè non accada ancora”.

Niente spuntini notturni a Brescia

pizza-brioche.jpgA Brescia c’è chi li chiama “putrido” utilizzando questo termine quasi con amicizia e come se fosse un vezzeggiativo; in realtà il loro nome spesso è “dolce e salato” o comunque una variante su questo tema. Si tratta di piccoli negozietti, spesso ubicati in zone periferiche e che producono in ore notturne piccoli manicaretti assolutamente perfetti per saziare la fame di chi è in giro a divertirsi.

Certo, non si può dire che si tratti di alta cucina o di cibi macrobiotici. Probabilmente un nutrizionista ci sconsiglierebbe caldamente di addentare quelle pietanze, ma chi di voi non ha mai provato la goduria di una pizzetta unta e ultrasaporita alle 2 di notte? Oppure una brioche calda appena sfornata ripiena di cioccolato o di crema?

Piccole tradizioni dei nottambuli bresciani, ormai consolidatesi nel corso dell’ultimo decennio almeno, con un punto di ritrovo oramai fisso nel capoluogo: via Vallecamonica, nel parcheggio di quello che fu il glorioso Samarcanda. Lì infatti sono spuntati i 3 “putridi” più gettonati, uno a 5 metri dall’altro, come a dire che la concorrenza è sì spietata ma sa anche far incrementare complessivamente la clientela perchè mentre uno dei ristoratori alternativi eccelle nelle brioches, l’altro eccelle nelle pizzette ed il terzo in qualcosa d’altro ancora. Ciò peraltro aiuta perchè, una volta che ognuno si è accaparrato i suoi bocconi di felicità ci si trova tutti nel parcheggio, appoggiati ad un auto o seduti sul marciapiede e ridere e scherzare (e a mangiare).

Questo accadeva fino a poco tempo fà, quando a causa di una famigerata ordinanza “antighetto” voluta dalla giunta bresciana (nel chiaro intento, mai detto apertamente però, di mettere i bastoni tra le ruote ai kebabbari del centro) i 3 negozi sono stati costretti ad abbassare anche loro le serrande alle ore 22:00. Praticamente è stato come obbligarli a chiudere, visto che buona parte delle vendite vengono effettuate tra la mezzanotte e le prime ore del mattino. Anzi, uno dei 3 negozi ha già chiuso perchè le spese non si sarebbero potute ripagare con i pochissimi minuti di apertura consentita ed il secondo chiuderà probabilmente a breve, lasciando a casa ben 12 dipendenti.

Situazione triste quindi, non tanto per la pizzetta a cui in molti dovranno rinunciare quanto piuttosto per la madornale svista della giunta comunale che pur di bacchettare chi in centro “crea disagi” (ipsi dixerunt) e lede l’immagine di città alto-borghese, non si accorge di creare problemi ben più grandi di quelli che intende risolvere.

Settima ciaspolata notturna in Bazena

ciaspolata.jpgA Brescia gli amanti della montagna sono davvero tantissimi. Sarà forse merito dei bellissimi monti che occupano buona parte della provincia, sarà la comodità di poter raggiungere in breve tempo molte località sciistiche rinomate, sarà magari una semplice “attitudine” locale. Sta di fatto che di anno in anno, in barba anche alla crisi economica, il settore continua a registrare un aumento degli appassionati.

Non tutti però si dedicano esclusivamente allo sci o allo snowboard, perchè a Brescia è forte la passione anche per una terza forma di sport tipicamente alpino ed invernale: la ciaspolata. Si tratta di una corsa (agonistica ma anche nelle forme di una semplice “passeggiata”) in mezzo alla neve con le racchette.

A Bazena (località nel territorio camuno di Breno) la ciaspolata è ormai di casa, tanto che quella organizzata per domani sera è già la settima edizione. Si tratta di un occasione unica per assaporare la montagna in maniera diversa dal solito, che personalmente consiglio a chiunque (eccetto i più freddolosi).

La partenza è prevista dal rifugio “Tassara” a Bazena per le ore 19:30. La ciaspolata dovrebbe durare circa un’ora e mezza o due e lungo il percorso sarà presente un punto di ristoro. Chi vorrà poi, al rientro al rifugio, potrà rifocillarsi con una cena in loco. Chi volesse partecipare può iscriversi ancora oggi direttamente al rifugio, oppure chiamando il numero 0364-310777; a quest’ultimo numero si possono anche prenotare le ciaspole.

Il teatro napoletano sbarca a Brescia

lello-arena.jpgLe risate dal sapore partenopeo sbarcano a Brescia e invadono per 5 giorni il Teatro Sociale di via Cavallotti. A partire da questa sera e fino al 23 gennaio andrà in fatti in scena Lo Scarfalietto di Eduardo Scarpetta con adattamento, regia e spazio scenico di Geppy Gleijeses (considerato l’erede di De Filippo).

Accanto a Gleijeses sul palco sarà presente uno dei più famosi interpreti napoletani della risata, che dopo aver lavorato con mostri sacri come Massimo Troisi e De Caro si sta ritagliando un proprio pubblico personale di affezionatissimi: Lello Arena. Chi di noi se lo è dimenticato nell’esilarante scenetta con Troisi dell’ “Annunciaziò annunciaziò”? Io no di certo.

La rappresentazione parla di una giovane e assai litigiosa coppia di sposini (Amalia e Felice), pronti ad infuriarsi l’uno con l’altra per qualunque banalità come lo “scalfariotto” appunto, ossia uno scaldino da letto che, malauguratamente, si guasta. Questa è la scintilla che innesca un’escalation di accuse tra marito e moglie fino al culmine della richiesta di divorzio. A questo punto i due tentano di accaparrarsi il favore di “Gaetano Papocchia” per quella che potrebbe essere una testimonianza favorevole davanti al giudice del divorzio. Ed è proprio lì, davanti al giudice, che si conclude la commedia, con l’improbabile arringa di un avvocato.

Gli spettacoli settimanali e del sabato sono previsti con inizio alle ore 20:30. Quello della domenica sarà invece pomeridiano ed inizierà alle ore 15:30. Per ulteriori informazioni: www.ctbteatrostabile.it

Lo strano sapore degli insetti

mangiare insetti.jpgNegli ultimi anni sta prendendo sempre più piede la “cena con delitto” e Montichiari, ridente cittadina della bassa bresciana, ne vuole dare una sua personale rappresentazione. Solo che questa volta il delitto potrebbe essere nei confronti dell’ignaro avventore o, più in generale, della buona tavola.

Già, perchè nei piatti di queste cene non si troveranno nè i casoncelli nostrani, nè lo spiedo e nemmeno una fetta di polenta. Non ci sarà nemmeno un banalissimo piatto di pasta in bianco o col pomodoro. La vera particolarità sarà data infatti dal tipo di pietanza, tipica più di paesi poverissimi dell’Asia e dell’Africa: cavallette fritte e camole (i “cagnotti” per i pescatori bresciani).

Non si tratta di una provocazione, perchè l’obiettivo della serata è proprio quello di sensibilizzare i presenti all’entomofagia, ossia la pratica di cibarsi di insetti. Ad organizzare la cena è stata l’associazione Lestes che si è procurata gli “ingredienti” per la serata non tanto andando per boschi con un retino, ma semplicemente acquistandoli da un allevamento dalle parti di Bologna. Ed io che ero abituato ai bovini ed ai suini!

La cena, che si terrà sabato 22 gennaio presso il ristorante Daps di via Milano, è composta da una serie di piatti quali “Tarme della farina fritte con spezie”, “Ombelichi di Venere al radicchio rosso”, ma anche di “Crocchette di patate con insetti” e di “Grilli e cavallette ricoperti di cioccolato”. Io, devo essere sincero, non credo mi farò tentare dai piatti.

San Polo, la ex Baribbi cambia volto

torri san polo.jpgE’ un periodo di notizie di rilievo per il quartiere di San Polo. Da un lato sembra si stia accelerando verso la demolizione della Torre Tintoretto (che insieme alla Cimabue sono quelle che si vedono dalla tangenziale sud e sono colorate “a strisce” come l’arcobaleno). Dall’altro invece ci sono importanti notizie per quel che riguardano l’area dell’ex Baribbi.

La grande area industriale che nel tempo ha visto anche sostituirsi alla Baribbi anche gli impianti dell’Iveco, dovrebbe venire convertita interamente. O almeno questi sono i progetti che la Loggia ha messo in campo per quella zona.

L’area è di tutto rispetto e riguarda circa 20mila metri quadrati più un parcheggio sotterraneo di circa 350-400  posti, che dovrebbero essere così “ridistribuiti”: 3.600 di piccolo commercio, 5.500 di dirigenziale, 15.600 di parcheggio e purtroppo solo da 6.000 di verde.

Il tempo ci dirà se tutte queste nuove volumetrie di negozi ed uffici rispondono ad una reale richiesta del mercato o se invece si andranno ad aggiungere a tutti quegli immobili già oggi vuoti, mai venduti e sparsi praticamente ovunque a Brescia, centro storico escluso.

Di sicuro però la trasformazione della ex Baribbi segna un’altra chiusura di una zona industriale a favore di una zona commercial-terziaria, e segna di conseguenza la trasformazione del volto della città, non più dedita (se non in poche eccezioni) alla “produzione” vera e propria che le ha permesso di arrivare ai livelli di benessere attuali.

Teatro Odeon: una ripresa tra grandi nomi

sipario.jpgNon c’è che dire, una ripresa con i fiocchi per il teatro Odeon di Lumezzane. La pausa natalizia non ha fatto certo venire meno la voglia di passare un pò di tempo seduti in platea o in galleria a molti bresciani, che potranno così godere nei prossimi mesi di una serie di spettacoli di altissima qualità, con nomi di primo piano del panorama nazionale.

Martedì prossimo (18 gennaio) toccherà alla grande Maria Paiato, vincitrice fra le altre cose anche di un premio “Eleonora Duse”, dare il via alla ripresa degli spettacoli con la rappresentazione “Erodiade”, in cui la stessa interpreta la moglie del re Erode, cercando di dare una spiegazione “non ufficiale” del motivo che ha portato il famigerato e sanguinario marito a decapitare Giovanni Battista.

La rappresentazione successiva (1 febbraio) sarà invece dedita interamente alle risate; il palco verrà calcato infatti dalla strana coppia composta da Giobbe Covatta e Enzo Iachetti con il loro spettacolo satirico sulla perdita dei valori in età moderna dal titolo “Niente progetti per il futuro”.

L’evento probabilmente più atteso sarà invece il “Viaggio al termine della notte” di Louis Ferdinand Céline nell’interpretazione di Elio Germano, probabilmente il giovane attore più promettente dell’intero panorama nazionale che nonstante la sua giovane età ha già ricevuto moltissimi riconoscimenti tra cui un David di Donatello e persino una palma d’oro come miglior attore protagonista al Festival di Cannes. Il suo sarà uno spettacolo di letture accompagnate dalla musica di Theo Teardo, già impiegato nelle colonne sonore di film quali “Il divo” di Paolo Sorrentino.

Ma i grandi nomi non finiscono qui. Natalino Balasso, Lello Arena, Teresa Mannino solo per citarne alcuni. Chi volesse essere sicuro di accaparrarsi un biglietto può dirigersi direttamente al Teatro Odeon di Lumezzane, oppure, forse più comodamente, andare alla libreria Punto Einaudi di Brescia.

Un ponte tra saldi e ottime colazioni a Brescia

colazione.jpgDa ieri i bresciani più spendaccioni, o più semplicemente quelli che hanno aspettato i saldi per necessità economiche, possono iniziare a girare per le vie del centro e iniziare a togliersi qualche sfizio o anche tamponare situazioni di pura necessità con la buona credenza di risparmiare qualche euro, che non fa mai male di questi tempi di magra. A Brescia, come del resto in tutta Italia, sono iniziati i saldi.

E, si sa, entrando e uscendo da un negozio all’altro, con il freddo pungente di questi giorni un buon caffè o una buona brioche costutiscono spesso un piacevole intervallo tra un acquisto e l’altro. Per fortuna che a Brescia i bar non mancano e, come dimostra l’ultima classifica stilata dalla nota rivista gastronomica del “Gambero rosso”, la qualità è ai massimi livelli.

Nella sua “Guida ai bar 2011” più di un locale bresciano è stato infati segnalato. Più di tutti si è meritato la prestigiosa citazione la pasticceria Zilioli di via Cadorna che mantiene la sua quotazione dell’anno scorso ovvero il massimo: 3 Chicchi e 3 Tazzine. Una bella soddisfazione, specialmente perchè è rientrata anche nel gruppo dei migliori 27 bar Italiani.

Gli altri esercizi pubblici bresciani ricordati dal Gambero rosso sono il San Carlo di via XX Settembre che si è meritato tre Tazzine e due Chicchi; ex equo per la Pasticceria Veneto di Iginio Massari. Due Tazzine e due Chicchi spettano anche al Caffè Capriccio di via Vittorio Emanuele che rimane saldo nella speciale Guida dedicata ai bar, insieme con Birbes, dal 1851 in via San Donino, e l’Altopalato Fine Sweet di viale Venezia.

I più golosi possono dirsi soddisfatti.