Brescia subisce lo switch off

broken_tv.jpgE’ scoccato il 26 novembre e come promesso è stata la svolta: stop alla tv analogica e via alla tv digitale. Nessun bresciano oggi riesce più a ricevere un solo segnale valido se non si è dotato nelle settimane scorse del benedetto/maledetto decoder (ad eccezione di chi ha deciso di seguire l’esempio messo on line tempo fa in cui si dimostrava come bastasse una patata cruda per fare a meno della scatolina magica).

Proprio il 26 è stata la giornata di risintonizzazione di tutti i decoder del bresciano che però, una volta effettuata l’operazione, hanno fatto trovare una bella sorpresa agli utenti. In buona parte della provincia di Brescia infatti il segnale del digitale terrestre dei canali Rai lascia parecchio a desiderare, specialmente nelle zone del gardesano. E come quello della Rai anche quello delle reti locali come Teletutto, Retebrescia e Brescia.tv.

Brescia non è certo sola in questa “disgrazia”; infatti il 26 novembre è stato il D-day per moltissimi italiani. In quella giornata sono stati disattivati ben 862 ripetitori tutti d’un colpo e, specialmente se si considera che lo switch off in Sardegna ha visto necessarie 15 giornate per disattivarne 850, si capisce come l’operazione fosse abbastanza complicata e che alcune disavventure fossero da mettere in conto.

A conferma dei disagi che hanno colpito lo switch off bresciano basta guardare i numeri; le telefonate partite dalle case dei bresciani e indirizzate al numero verde istituito dal ministero proprio per l’occasione è assolutamente ingente.

Per tutti non resta che una sola soluzione: pazienza (tanta), magari condita da qualche nuova risintonizzazione.

Brixiantiquaria fa 23

mobili-antiquariato.jpgFino a domenica 28 i bresciani (e non solo) potranno recarsi al Centro Fiere a fianco del casello autostradale di Brescia Ovest per la 23esima edizione di Brixiantiquaria.

L’appuntamento, che costituisce certamente il momento più importante di tutta la provincia per i numerosissimi appassioanti di mobili ed arredi d’epoca, conferma la portata e la qualità dell’evento grazie alla partecipazione di ben 69 espositori provenienti un pò da tutto il territorio.

La 23esima edizione di Brixiantiquaria prevede al proprio interno anche una mostra, curata da Elena Lucchesi Ragni, che ha come titolo “Scontri, mischie e imboscate”. Si tratta di una quindicina di quadri del ‘600 e ‘700 raffiguranti il tema probabilmente più comune in quegli anni: la battaglia. Accanto a queste tele, prestate dalla Piancoteca, verranno esposte per la prima volta altre due grandi tele di proprietà della famiglia Avogadro.

Brixiantiquaria ha anche indetto un concorso tra i vari espositori per festeggiare a modo suo la ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia. Il dipinto, la scultura, l’oggetto di filatelia o editoria e il miglior oggetto datato 1871 che meglio rappresentano la nascita della nostra nazione verranno premiati e il miglior pezzo d’arte verrà utilizzato come immagine per la prossima rassegna antiquaria.

Oggi (venerdì) la rassegna sarà aperta dalle 15 alle 20. Sabato e domenica invece dalle 10 alle 20. L’ingresso intero costa 10€, il ridotto 8€. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.brixiantiquaria.com

“Io? Doppio!”: quando i film parlano livornese

paolo_ruffini.jpgI cinefili, magari anche amanti delle grasse risate, sono avvisati. Sabato sera arriva sul palco del Palabrescia il toscanaccio dissacrante Paolo Ruffini, attore ed ex Vj di MTV.

Ruffini si fa forte della sua simpaticissima parlata livornese e decide di doppiare “live” tantissimi tra i più grandi film portando quel pizzico di comicità spesso semplice ma al contempo efficace.

Lo spettacolo prevede sul palco il solo Ruffini (che comunque viene supportato nello spettacolo da Lorenzo “Ciccetto” Ceccarini) ma non si tratterà di un lungo monologo; il pubblico è parte integrante, anzi integrantissima di quello che è stato definito come il primo “reality show teatrale”.

Il carattere popolare dello spettacolo è fuori di dibbio e se siete troppo timorosi e timidi per salire sul palco con Ruffini, beh, per sicurezza è meglio che non compriate il biglietto.

Ah già, il biglietto. Il più economico costa 12€, il più caro (la poltronissima gold) 22 €. Poco più di una serata al cinema, quindi davvero alla portata di tutti.

I doppiaggi di Ruffini possono vantare ben 316mila spettatori nella sola Toscana e 5 milioni di visualizzazioni su Youtube; serve altro per convincervi?

Nel bresciano arriva il teleriscaldamento bis

asm brescia.JPGIl teleriscaldamento di Brescia, quello in passato gestito da Asm e oggi gestito invece da A2A, ha fatto spesso scuola. In questi anni molte delegazioni provenienti da tantissime città europee e mondiali sono infatti accorse per studiare il “fenomeno Brescia”, lo stesso fenomeno che è stato preso d’esempio anche per tentare (sembra senza riuscirci) il problema dei rifiuti di Napoli.

Tralasciando qui quelli che sono comunque i problemi causati da questo tipo di impianti, è notizia di pochi giorni fa che il modello del teleriscaldamento viene portato un passo in là da un’altra municipalizzata; Cogeme infatti, pur prendendo spunto dall’impianto bresciano ha deciso di pensare “in piccolo” adattando quel modello al tipo di realtà che più spesso si incontra in terra bresciana, ossia la cittadina di dimensioni medio-piccole.

A Castegnato infatti è appena sorta una nuova centrale a cogenerazione in grado di portare direttamente l’acqua calda in ogni casa. Si parla, secondo i piani di circa 1300 abitazioni entro il 2015. L’impianto prevede che la centrale scaldi grazie al metano l’acqua portandola alla temperatura di 100 gradi, che verrebbe poi canalizzata nelle varie abitazioni e ritornerebbe poi alla centrale alla temperatura di circa 65 gradi; qui verrebbe scaldata nuovamente e si ricomincerebbe il giro.

Questo tipo di impianto, presente in europa in circa 5mila cittadine, dovrebbe ridurre i consumi di energia in maniera sensibile, passando da 13mila kw se le case fossero riscaldate in maniera tradizionale ai previsti 8mila kw, con conseguente e significativa diminuzione della CO2 emessa.

Corso Garibaldi, un weekend di gusto

vinolì.jpgCorso Garibaldi si prepara a dibentare il palcoscenico di una rassegna di gusto e di sapori in questo weekend (che si annuncia piovoso) di fine novembre. Nella centralissima via di Brescia arriva infatti la nuova edizione di “Vinolì”.

Vinolì casca proprio “a fagiuolo” dopo che proprio qualche giuorno fa la dieta mediterranea è stata inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco, a conferma del fatto che si tratta di un’opera d’arte del saper mangiare bene e sano.

L’edizione 2010 di Vinolì, mostra mercato di sapori e tradizioni, si inserisce nel più ampio disegno della campagna nazionale “Paesiesapori” e della campagna locale “Bresciaintuttiisensi” e vedrà la partecipazione sopratutto di aziende agricole produttrici di pregiati oli e di vini tra i più premiati: dall’olio extravergine di oliva del Garda Dop al vino Franciacorta Docg.

A fianco di queste aziende però ce ne saranno altre, sempre gustose e provenienti da tutta Italia, dedite alla produzione di miele, formaggi, marmellate, il pesto di pistacchi di Bronte ed il pane sardo Gattiau.

E’ una buona occasione per riscoprire sapori artigianali che si stanno sempre più abbandonando a discapito di pasti mordi e fuggi.

Strage di Piazza Loggia: c’è un ragionevole dubbio

strage piazza loggia.jpgE’ arrivata ieri pomeriggio la sentenza del terzo processo per la strage di Piazza Loggia del 28 maggio 1974 dove persero la vita in 8 ed altri 106 furono feriti. Per tutti i 5 imputati (Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti) è arrivata una sentenza di assoluzione, seppur non piena.

Tecnicamente parlando l’assoluzione è infatti avvenuta ai sensi del secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale, ossia perchè in capo al giudice (in questo caso la Corte d’Assise) sussiste ancora il “ragionevole dubbio” che gli imputati non siano i veri colpevoli. Una formula elegante che cozza contro una volontà di giustizia di tutta la città di Brescia dopo 36 anni dal tragico evento.

Sconforto naturalmente tra gli appartenenti dell’associazione familiari delle vittime; parole di delusione sono venute anche dal Sindaco di Brescia e da un pò tutte le organizzazioni sociali della città.

Quello che più mi lascia deluso non è che siano stati assolti gli specifici cinque soggetti di cui sopra, quanto piuttosto che i veri artefici del massacro, che per qualunque studioso serio degli anni di piombo e della strage di Brescia in particolare sono certamente da ricercarsi nell’ambito neofascista in combutta con servizi segreti e apparati deviati dello Stato, siano ancora lì, in giro a godersela, e che proprio in giornate come questa se la ridano ancora di più alle spalle di Brescia e dei bresciani.

A scuola di Protezione Civile

protezione civile scuola.jpgLa Protezione Civile della provincia di Brescia ha siglato un accordo con l’ufficio scolastico provinciale formalizzando così la simbiosi degli interessi tra le due realtà; gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado avranno la possibilità di conoscere la Protezione Civile e, se interessati, di iniziare ad avvicinarsi ad essa.

I volontari dei 140 gruppi della protezione civile bresciana entreranno così nelle scuole e resteranno vis-a-vis con gli studenti, pronti a confrontarsi con loro, a raccontare le loro esperienze dirette nelle situazioni più tragiche che la nostra storia nazionale ha vissuto (molto volontari infatti hanno partecipato ai soccorsi dell’Aquila terremotata ed in varie alluvioni) e pronti a rispondere anche alle domande dei più curiosi.

Il progetto-scuola per questo 2010-2011 non è certo una novità per i ragazzi e per la Protezione Civile di Brescia; infatti esso trae spunto dagli ottimi risultati riscontrati negli anni passati e tenta di riproporre la stessa formula. Gli incontri saranno sia teorici che pratici e cercheranno di comunicare con i ragazzi attraverso alcuni momenti ludici.

Secondo Giovanmaria Tognazzi, dirigente della Protezione Civile locale, “Con il mondo delle scuole abbiamo trovato un terreno fertile, in futuro il nostro obiettivo è di estendere questi incontri anche alle altre strutture di protezione civile, come i Vigili del fuoco, il soccorso alpino, il 118”.

Shakespeare al Sociale, sognando l’estate

sipario.jpgProprio nei giorni in cui in buona parte della provincia inizia a farsi viva la nebbia ed il freddo inizia a farsi pungente, Brescia nemmeno a farlo apposta sogna una notte di mezza estate.

Al Teatro Sociale di via Cavallotti 20 infatti arriva la rappresentazione teatrale dell’opera del più grande o almeno tra i più grandi autori teatrali della storia; si tratta del “sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare. Non si tratta a dire il vero di una rappresentazione strettamente fedele, sopratutto quanto alla scenografia, all’opera originaria dello scrittore inglese.

E’ pur vero però che l’adattamento ad opera del regista Andrea Battistini riesce comunque a dare la stessa “profondità” allo spettacolo pur trasformandolo parzialmente. D’altra parte l’amore, gli editti paterni che lo vorrebbero smorzare, i sogni e le passioni sono elementi facilmente collocabili in più tempi e in più luoghi, senza che con ciò venga meno la portata di ciascuno di essi.

Il tutto peraltro viene sapientemeno mixato all’interno di una commedia dai toni tanto comici quanto beffardi e avversi, che sa dare il giusto pepe alle scene narrate senza però cadere mai nell’eccesso.

Lo spettacolo è in programma da mercoledì 10 fino a domenica 21 novembre ed il costo (piuttosto economico per fortuna) dei biglietti varia dagli 11 ai 26 Euro.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.ctbteatrostabile.it; per contattare la biglietteria del Teatro Sociale invece basta chiamare il numero 0302808600.

Microeditoria: a Chiari pronta la rassegna 2010

microeditoria 2010.jpgGrande weekend all’insegna della cultura in quel di Chiari i prossimi 12, 13 e 14 novembre. A Villa Mazzotti (splendida location) torna infatti uno dei più importanti appuntamenti culturali della provincia bresciana: la Rassegna della Microeditoria.

L’edizione 2010 di questo evento è interamente dedicata al gentil sesso, come già rivela il titolo “Cromosoma X” a cui segue la dedica specifica a Elvira Sellerio, cognome importantissimo dell’editoria italiana.

Si tratta di una 3 giorni in cui Villa mazzotti verrà presa d’assalto da migliaia di appassionati pronti a curiosare tra le varie novità letterarie e gli scrittori più o meno emergenti.

Come gli anni passati anche quest’anno faranno capolina nella cittadina clarense anche moltissimi personaggi noti del mondo della cultura e non solo, naturalmente con una forte predominanza femminile visto il tema di questa edizione. In particolare nell’arco dei 3 giorni saranno presenti: Lidia Menapace, Luisa Morgantini (già vicepresidente del Parlamento Europeo), Isabella Bossi Fedrigotti (giornalista del Corriere della Sera e Premio Campiello ’91), Nando Dalla Chiesa, Omar Pedrini e Michela Murgia (Premio Campiello 2010).

Oltre all’esposizione ad opera dei vari microeditori e dei momenti di incontro con gli autori, la Rassegna della Microeditoria prevede anche mostre fotografiche e riproduzioni di cortometraggi e veri propri film, con la clausola che dietro la macchina da presa ci sia una donna.

La protesta della gru prosegue e fa proseliti

brescia gru.jpgBrescia e immigrazione, un binomio che continua a far discutere e riflettere. Da poco più di una settimana un manipolo composto da sei persone di origine extracomunitaria sono accampate a decine di metri d’altezza su una gru posizionata in cima a via S.Faustino per i lavori della futura metropolitana.

La clamorosa forma di protesta è dovuta alla lentezza o anche al rigetto delle domande di permesso di soggiorno ad opera della Questura e della Prefettura di Brescia; le richieste infatti sono datate settembre 2009 e si riferiscono alla famigerata “sanatoria colf e badanti”. Si è trattato in pratica di una “finestra” pensata esclusivamente per gli irregolari presenti in Italia e che svolgevano esclusivamente  una delle due categorie professionali specificate (perchè muratori, carpentieri, operai no?). L’emersione dal “sommerso” avrebbe comportato per gli stranieri l’ottenimento di un permesso di soggiorno, naturalmente previo versamento dei contributi previdenziali e delle varie tasse riferite ai compensi percepiti.

La sola presentazione della domanda, oltre a una corposa documentazione, prevedeva anche il versamento a fondo perduto di 500€. Nella pratica questa sanatoria (per cui si erano previste anche fino a 700.00 domande) non ha portato a numeri così elevati: circa 300.000, meno della metà del previsto.

Ciò nonostante le domande a Brescia, ma non solo, vengono evase con tempi biblici. Sono ancora migliaia le persone che hanno fatto richiesta ma a più di un anno di distanza non sono ancora stati degnati di una risposta. La situazione è obiettivamente difficilmente sostenitbile per chiunque. In primis per i migranti e le rispettive famiglie, che si trovano in questo limbo a metà strada tra la regolarità e l’irregolarità, ma in secondo luogo anche per i vari soggetti che in questo ambiente ci lavorano (penso ai dipendenti della Questura), sottodimensionati come organico che devono far fronte da soli a situazioni difficili come quella in esame, a metà tra tragedia ed esasperazione.

Da questa situazione ne è nata la forma di protesta singolare quanto ecclatante di arrampicarsi a 35 metri d’altezza per poter esprimere il proprio disappunto; e sembra che inizino a farsi i proseliti. A milano infatti altri 5 migranti sono saliti per gli stessi motivi su una torretta industriale e come i loro colleghi bresciani minacciano di non scendere fino a che non avranno un regolare permesso di soggiorno.

Un corteo pacifico partecipato da 6.000 persone sabato pomeriggio, l’incapacità (grave) del Prefetto di Brescia di fungere da soggetto pacificatore (esattamente come nel caso della scuola di Adro) e una lettera scritta dagli stessi immigrati ed indirizzata a Napolitano (“persona giusta” come l’hanno definito) fanno da corollari alla situazione che per prima ha fatto emergere un malessere diffuso non solo a Brescia.