Due studenti bresciani su cinque prediligono il liceo

old_books.jpgSe la si volesse rendere semplice si potrebbe dire così: 2 studenti bresciani su 5 vogliono studiare a lungo; altrettanti cercano una formazione “tecnica”, ed uno su cinque vuole una formazione professionale. Queste sono infatti le percentuali che risultano da alcune proiezioni su quelle che dovrebbero essere con qualche approssimazione che, si sa, non manca mai, per quanto riguarda le scelte dei quattordicenni bresciani per ciò che sarà il loro futuro scolastico.

Volendo però approfondire un pò di più questi dati si possono scoprire cose assai interessanti. Buona parte di quel 40% che si è iscritto per ora agli istituti tecnici predilige una formazione legata al “marketing”, preferenziando quella che una volta era la vecchia “ragioneria”. Un buon risultato come numero di iscritti è anche quello di coloro che si apprestano a frequentare istituti a forte vocazione di lingue straniere.

Anche nel mondo dei licei le sorprese non mancano. Qui a farla nettamente da padrone è il liceo scientifico che supera abbondantemente il 50% delle preferenze “liceali”. Il liceo classico e quello artistico sono appaiati in settori per così dire “di nicchia” e decisamente minoritari.

Gli studenti che il prossimo anno frequenteranno istituti pubblici sarano il 70% del totale; quelli che invece varcheranno la soglia d’ingresso di istituti paritari saranno poco meno del 5% (il restante è la percentuale di coloro che frequenteranno corsi professionali organizzati dalla Regione o da centri convenzionati).

Il 13% dei futuri neostudenti avrà origini non Italiane. Qui però le percentuali di spartizione dei ragazzi sono assai diverse poichè ben uno studente su 3 si dedicherà alla formazione professionale, snobbando istituti tecnici e licei.

Vinitaly: Brescia la fa da padrona

vino-uva.jpgDall’8 al 12 aprile sarà la volta della nuova edizione del Vinitaly, rassegna veronese dedicata ai produttori italiano di vino, nelle sue diverse varianti: dal bianco al rosso al rosè, dal mosso al fermo.

In una rassegna di questo genere la provincia di Brescia non poteva certo mancare; anzi, per dimostrare la sua grande propensione alla produzione di una bevanda di qualità. Nel padiglione riservato alla Lombardia dalla fiera veronese saranno presenti 209 espositori, di cui ben 99 bresciani. E’ la dimostrazione che nessuno in Lombardia è in grado di insidiare le eccellenze bresciane.

I picchi qualitativi che permettono a Brescia di dimostrarsi Leonessa d’Italia anche nel mondo enologico riguardano sopratutto le cantine gardesane e quelle franciacortine con le loro bollicine che, anno dopo anno, rosicchia sempre più quote di mercato ai più rinomati (non sempre a ragione) champagne d’oltralpe.

In occasione poi della presentazione della squadra lombarda in “trasferta” a Verona per il Vinitaly una cantina bresciana, per la precisione la cantina “Cascina Clarabella” ha ricevuto dai vertici lombardi il premio “Spiga d’oro 2010”. Si tratta del riconoscimento offerto a personaggi, istituzioni o aziende che si distinguono con il loro lavoro nel valorizzare l’agricoltura e i prodotti lombardi. In particolare quest’anno la scelta è caduta su una cantina che utilizza il lavoro nel settore enologico per aiutare il reinserimento e la socializzazione di soggetti affetti da patologie psichiche.

Piazza Rovetta: in arrivo un grande cubo bianco

progetto piazza rovetta.jpgLa centralissima Piazza Rovetta, che fiancheggia la Loggia e l’omonima piazza, è una punto tanto bello e nevralgico del centro cittadini quanto sottovalutato e persino ingiustamente e malamente sfruttato. Oggi infatti buona parte del grande spazio che la piazza mette a disposizione è occupato da un’installazione fatta da grandi pilastri metallici alti circa 8-10 metri, coperta da una tettoia, anch’essa in metallo. Per chi ha avuto l’occasione di passarci di certo non si è trattato di un bel vedere.

Ora sembra finalmente che lo scenario stia per cambiare. In meglio? Lascio a voi la risposta. A prendere il posto dei pilastroni metallici sembra che sarà una costruzione moderna ideata dall’architetto Giuliano Venturelli. Si tratta di uno stabile (in foto il progetto) a 3 piani, bianco (perchè costruito in marmo di Botticino) di forma tendente al cubo, con un’ampia vetrata in direzione sud, con vista diretta sulla fiancata del Palazzo della Loggia.

L’opera potrebbe essere pronta già nel 2012 (per l’inaugurazione della metropolitana), per un costo complessivo (preventivato) di circa 1,5 milioni di €. Ad aver contruibuito in maniera significativa alla vittoria dell’idea dell’architetto Venturelli è stata l’attenzione alla sostenibilità energetica ed ambientale dell’opera, al punto tale da garantire alla stessa la futura classificazione a Classe A.

Quale futuro per l’ex tribunale?

tribu_brescia.jpgDa circa 10 mesi il Tribunale di Brescia e la Corte d’Appello sono stati trasferiti nel nuovo Palazzo di Giustizia. L’operazione è stata finalmente portata a termine dopo anni di stallo, in cui la nuova struttura era già pronta ma ancora non si provvedeva per diverse ragioni al trasferimento.

Dal momento però dell’effetivo trasferimento di tutte le sedi giudiziarie nella nuova sede di Lattanzio Gambara, si sono venuti a creare alcuni (prevedibili) problemi legato alle ipotesi di utilizzo futuro delle vecchie strutture del Tribunale (in via Moretto, in foto) e della vecchia Corte d’Appello (in via San Martino della Battaglia).

Infatti i due palazzi (Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga e Palazzo Martinengo delle Palle) sono praticamente in disuso da quasi un anno senza che nulla si sappia ancora del loro prossimo impiego, col rischio di vedere perciò inutilizzate strutture storiche di Brescia, artisticamente e culturalmente significative.

L’amministrazione comunale di Brescia ha già ricevuto numerose proposte al riguardo. C’è chi ha proposto che gli spazi venissero adibiti a sedi dell’Università degli studi di Brescia, chi aveva in progetto di farci biblioteche, altri ancora che avevano ideato per i due palazzi un futuro come Museo d’arte contemporanea. Qualche scellerato ha persino ipotizzato di usare quegli spazi come parcheggio in occasione delle feste natalizie.

L’unica cosa certa è che fin’ora non c’è ancora niente di scritto, anzi nemmeno di abbozzato. Un peccato, specialmente perchè tutto questo era facilmente (davvero facilmente) prevedibile e perciò risolvibile con largo anticipo.

Arriva la primavera: corso garibaldi si tinge di verde

fiore.jpgCon il ritorno della tanto attesa primavera ritorna anche la nuova edizione di Brixia Florum, mostra-mercato dei prodotti florovivaistici. Ieri e sabato infatti l’Associazione florovivaisti bresciani, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Brescia, ha trasformato il centro storico, e per la precisone la zona di corso Garibaldi, in una specie di grande vivaio all’aria aperta.

Si è trattato di un’ottima occasione per vedere Brescia ricoperta di verde, proprio nei giorni in cui le piante iniziano timidamente a dare segni di ripresa dopo il lungo e freddo inverno. Secondo l’Assessore al Commercio Margaroli “dopo il successo della manifestazione lo scorso anno, in corso Zanardelli, abbiamo deciso questa volta di scendere nelle vie antiche del centro storico, come corso Garibaldi, per riabituare la gente a frequentare questi luoghi”.

In questa edizione di Brixia Florum, che segue quella dello scorso anno svoltasi in corso Zanardelli, a farla da padrone sono state volutamente le bromelie, piante di origine tropicale nella cui produzione Brescia è un leader mondiale con i suoi 2 milioni di pezzi, superando così anche gli acerrimi avversari olandesi.

Ma la cosa migliore è la notizia che tutto questo è stato solo il preludio di quanto i bresciani potranno vedere verso la fine di maggio per circa 2 settimane nella zona della stazione, in concomitanza con il giro d’Italia. Allora sarà certamente più bello andare a prendere un treno.

Trasporti ecocompatibili con E-Moving a Brescia

renault-fluence.jpgE-Moving è un progetto che vede in prima fila Brescia e Milano per promuovere, non solo a parole, un metodo più ecologico di trasporto urbano, senza dover ricorrere ai mezzi pubblici.

Il progetto E-Moving nasce dall’accordo tra le due amministrazioni comunali dei due maggiori capoluoghi lombardi, dalla municipalizzata A2A (nata dalla fusione tra l’ASM di Brescia e l’AEM di MIlano) e dalla casa automobilistica Reanult-Nissan, e dovrebbe portare per il 2011-2012 all’effettiva possibilità di gironzolare per le vie cittadine utilizzando automobili interamente alimentate ad energia elettrica.

Nella prima fase di questo progetto inizieranno ad essere immessi nella circolazione stradale circa 60 veicoli tra auto e furgoni, mentre A2A doterà le due città di 270 colonnine a cui attaccare i veicoli per “fare il pieno”. A Brescia in particolare le colonnine dovrebbero essere 70, di cui 22 in luoghi pubblici, 24 in parcheggi pubblici gestiti da Brescia Mobilità e 20 in aziende.

La flotta di autoveicoli comprende delle Reanult Kangoo e delle Renault Fluence (derivate dalla Laguna). Tuttiquesti mezzi avranno batterie al litio e saranno dotate di un’autonomia di circa 160 km. Il tasto dolente per ora sembra essere il costo di noleggio mensile di questi mezzi: 500€, non esattamente a portata di portafoglio se si considera che, fatte le dovute proporzioni, il costo annuale è di 6000€.

A2A spera di risolvere il secondo altro grande punto dolente causato dal grande tempo necessario oggi per ricaricare le batterie delle auto (circa 6-8 ore) dotando le colonnine per il rifornimento di centraline di potenza aumentata fino a 400 Volts, il che dovrebbe conseguentemente permettere una ricarica completa in circa mezz’ora.

Santospago al sociale con “Semplicemente complicato”

santospago.jpgUn anziano ottantaduenne, ex attore, che vive solo nella sua casa cadente ed invasa dai topi, privo di contatti con il mondo esterno, che si limita a recitare una delle sue parti da attore (tra l’altro di certo non la più fortunata), quella di Re Riccardo III, rimuginando sempre su quella che fu la sua carriera.

L’unica persona con cui ha un seppur minimo rapporto è una bambina che, per due volte la settimana, gli porta il latte, alimento che lui detesta. ma è proprio tramite quella bambina che lui riesce a sfogare, seppur volendolo contrastare, il desiderio di dare e ricevere affetto.

E’ questa in pochissime parole la sceneggiatura di “Semplicemente complicato”, opera teatrale dell’austriaco Thomas Bernhard, che oramai gira i teatri di mezz’europa da 14 anni e che in Italia può vantarsi di avere un grandissimo attore come Stefano Santospago ad impersonare il soggetto principale dell’opera, il quale, nonostante sia anagraficamente assai lontano dagli 82 anni del protagonista, si riesce a calare benissimo nella parte.

Suggestiva anche la scenografia, assai scarna, che contribuisce all’idea di desolazione dell’appartamento.

Lo spettacolo, prodotto dal Ctb con il Teatro Biondo Stabile di Palermo, con la sapiente regia di Cesare Lievi, dopo essere andato in scena a Roma lo scorso anno, si appresta ora a calcare anche il palco bresciano del teatro Sociale. Le repliche infatti andranno avanti fino all’11 aprile.

La guerra sul Bigio in Piazza Vittoria continua

arengario piazza vittoria.jpgLa statua marmorea del Bigio, risalente agli anni ’30, è destinata a far discutere ancora. L’opera era stata posizionata originariamente in Piazza Vittoria, davanti al Caffè Impero, inserita ad hoc nel complesso di strutture ed edifici in stile fascista, come ad esempio il palazzo che è la sede attuale delle Poste, oppure l’arengario (in foto qui a sinistra) da dove parlò lo stesso Duce.

La statua venne realizzata negli anni ’30 da Arturo Dazzi, per il costo complessivo di 300.000 lire. Venne inaugurata alla presenza dello stesso Mussolini ed avrebbe dovuto incarnare la giovinezza, la forza e le vittorie in guerra. Era, ed è, imponente (9 metri d’altezza e 280 quintali di marmo), ed allo stesso tempo sembra essere destinata ad essere sempre al centro di polemiche, fin dalla sua prima esposizione. Già in epoca fascista l’allora vescovo di Brescia vietò a preti e suore di passare da Piazza Vittoria (a 50 metri da Piazza della Loggia) per non farli incorrere nelle incresciose nudità del colosso.

Ad oggi le polemiche riguardano ben altro che gli scandali provocati dall’esposizione senza veli delle parti intime del Bigio, ma riguarda piuttosto la riqualificazione e il riposizionamento della statua. La scorsa maggioranza in Loggia aveva promosso la sistemazione dell’opera (a spese dei privati) da parte degli studenti della Laba e il suo posizionamento in Campo Marte; la maggioranza attuale è concorde sulla riqualificazione della statua (peraltro non particolarmente compromessa visto che le manca solo un braccio ma il marmo continua ad essere in buono stato), ma ha tutta l’intenzione, come conferma l’Assessore Labolani, di riposizionare il Bigio nella sua originaria postazione, nella cornice di Piazza Vittoria; infine c’è l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) che vede dietro al Bigio la volontà politica di riqualificare più che la statua il periodo fascista di cui essa rappresenta una delle maggiori esemplificazioni nella città di Brescia.

In arrivo 11 nuovi ostelli della gioventù in provincia di Brescia

ostello2.JPGFinalmente un bel contributo, sopratutto utile ai giovani e alla piccola imprenditoria, arriva in territorio bresciano direttamente dalle casse della Regione Lombardia.

Non c’è che dire, questa volta il piatto messo a disposizione dai vertici del Pirellone è stato piuttosto sostanzioso: poco meno di 4 milioni di € (3,9 per la precisione), che sono stati suddivisi tra 11 progetti di realizzazione di altrettanti nuovi ostelli della gioventù in territorio bresciano.

L’iniziativa è stata ottimamente recepita sia da enti pubblici che privati, che hanno presentato diversi progetti degni di nota. Così, nel giro di qualche anno nella nostra provincia potranno iniziare a girovagare ragazzi con lo zaino a spalle, in cerca di luoghi suggestivi da visitare e, perchè no, di persone interessanti da conoscere.

A fare la parte del leone nell’assegnazione di questi 4 mln di € sono state le località della valle camonica, del sebino e del lago di garda. Infatti i futuri 11 ostelli sorgeranno nei Comuni di Valvestino, Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Breno, Manerba, Paspardo, Salò, Vezza d’Oglio, Orzinuovi, Vallio Terme e Collio.

In particolare 3 progetti si sono portati a casa 500mila €ciascuno: si tratta dei Comuni di Breno, Collio e Salò, dove dovrebbero venire ristrutturate ed adibite ad ostello rispettivamente la Bim in via Mulini (Breno), l’ex colonia della Parrocchia di S.Filippo Neri (Collio) e la ex Eca di via Gasparo (Salò). Già, perchè questi soldi, in tutti gli 11 casi, non potranno essere utilizzati per la costruzione di nuove strutture, ma solo per la riqualificazione di strutture già esistenti, magari cadute in disuso. Un’ottimo modo anche per non consumare territorio insomma.

Brescia tenta lo stop alle pizze d’asporto e ai kebab

kebab2.jpgLa Giunta Comunale sembra decisa a vietare in centro e nelle aree in via di riqualificazione l’apertura di nuove attività di somministrazione di pizze al trancio, kebab, piadine e quant’altro. E’ stata infatti recentemente approvata in Giunta una delibera che, avvalendosi di una legge regionale approvata lo scorso 2 febbraio, vieterebbe il proliferare di tutto quel vasto mondo di negozi d’asporto delle cibarie.

Per ora la delibera non dispiega i suoi effetti (dovrà prima passare all’esame delle circoscrizioni per un parere e poi trovare l’ok del Consiglio Comunale) ma sembra piuttosto probabile che il cammino di queste norme non troverà grandi ostacoli alla sua definitiva approvazione.

Se le norme restassero esattamente quelle contenute della delibera della giunta, nel centro storico di Brescia e nelle zone della stazione ferroviaria e di via Milano, sarebbe precluso a chiunque di aprire nuove attività, restando comunque salvi tutti i negozi già aperti.

Il motivo di tanto livore nei confronti di pizzetterie e kebabbari? Ufficialmente il decoro ed il rilancio del centro storico. Se fosse vero mi chiedo il motivo di estendere la norma anche a Via Milano e la zona della stazione ferroviaria, zone poco centrali e sopratutto degradate in alcune loro parti. Che in fin dei conti si pensi che la rivalutazione delle zone debba andare di pari passo con ristorantini chic e non con negozi dove rifocillarsi a prezzi contenuti? Studenti, ragazzi e gente comune ringraziano.