Anche a Brescia stop alle auto domenica

auto.jpgL’idea era venuta di comune accordo ai sindaci delle 2 più grandi città del nord Italia, il torinese Chiamparino e la milanese Moratti: una domenica di blocco della circolazione in tutte le grandi città del nord e se possibile anche nei centri più piccoli.

In molti hanno risposto alla chiamata delle due grandi città e tra queste c’è anche Brescia; peraltro non da sola visto che ben 18 comuni dell’hinterland cittadino si sono accodati ed hanno aderito all’iniziativa. Per la precisione si tratta dei Comuni di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Gardone Valtrompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Sarezzo, Villa Carcina.

Lo stop alle auto è previsto a partire dalle ore 10 alle ore 18. Non tutti gli autoveicoli però resteranno nei garage parcheggiati. Infatti le limitazioni non sono così stringenti e non riguardano per la precisione le automobili elettrice, quelle ibride, quelle a gpl e a metano (sempre più diffuse visti i recenti incentivi statali) le auto a benzina euro 4 e quelle diesel sempre euro 4 se dotate di filtro antiparticolato.

Il blocco non riguarderà inoltre i tratti autostradali, la tangenziale sud ed alle strade statali.

Per informazioni sono stati allestiti dei call center appositi a cui poter telefonare. I recapiti sono: 030/45001 – 800401104 – 030/297730 – 030/29771. Direi che una telefonata di sicurezza non è poi molto se serve ad evitare una bella multa, giusto? E per una volta usiamo i mezzi pubblici, non si sa mai che si possa anche imparare ad apprezzarli.

Il futuro, la formazione, la scuola ed il lavoro: “Mestieri in piazza”

formazione.gifVenerdì e sabato prossimi (26 e 27 febbraio) la centralissima Piazza Duomo sarà la cornice non tanto di qualche attrazione turistica e di qualche evento mondano, ma di qualcosa di molto più utile specialmente per i giovani ed i giovanissimi.

Si tratta di “mestieri in piazza”, una specie di piccolo salone dedicato interamente alla formazione professionale, organizzato dalla Loggia in collaborazione con la Circoscrizione Centro, la Provincia, Fiera di Brescia ed i Centri di formazione professionale.

Una tendo-struttura ospiterà infatti tutti i centri di formazione professionale cittadini e permetterà loro di mostrare le proprie capacità di insegnamento, i propri laboratori ed i propri professori. naturalmente sono previsti anche momenti di confronto con studenti attuali di questi centri ed anche ex studenti che grazie agli insegnamenti ricevuti sono riusciti a farsi largo nel mondo del lavoro e ad essere oggi protagonisti di realtà affermate e solide.

Sebbene gli utenti più frequenti dell’esposizione saranno i giovani che sono alle prese con la difficile scelta della scuola secondaria, un’occhio di riguardo è stato previsto anche per quei soggetti non più esattamente giovani che, colpiti da una congiuntura non esattamente favorevole in campo lavorativo, ora hanno deciso di investire nella propria formazione professionale.

Gli stand apriranno venerdì alle ore 11 e per la stessa giornata chiuderanno i battenti alle 18. Continueranno poi nella giornata seguente dalle 9 alle 18.

Paolo Conte pronto ad incantare Brescia

paolo conte.jpgDevo essere sincero, sono mesi che aspettavo questo grandissimo evento, e finalmente adesso l’attesa si sta per concludere. Tocca a lui, il grande maestro, Paolo Conte riempire il palco del Palabrescia come solo i grandi sanno fare. E non ci sono dubbi che lui lo saprà fare.

L’artista è nobile d’animo, anche più di quanto lascia intendere il suo cognome; la capacità di esprimere attraverso le parole stati d’animo di ciascuno ha pochi eguali in Italia, se poi a ciò si aggiunge che la musica non è un banale sottofondo ma quasi un secondo metodo di espressione, che entra in punta di piedi nelle orecchie e nella mente di chi ascolta, ma che non sembra volersene andare con la fine della canzone.

Se ci fossero dubbi baterebbe dire che dietro alle parole di canzoni italiane celeberrime che sembrano essere delle highlander rispetto alle canzonette da una stagione e via c’è spesso lui. Ha praticamente esordito con “Insieme a te non ci sto più” per la Caselli e con “Messico e nuvole” per Jannacci. E se questo è stato l’esordio era facile prevedere che la carriera da cantautore sarebbe stata trionfale.

Oggi, alla veneranda età di 73 anni suonati, con la forza di chi ne ha 20 di meno, ma con una capacità di chi ha sul groppone quasi 50 anni di spettacoli in tutto il mondo, specialmente in Italia ed in quello francofono, ha ancora la forza di riempire teatri e palasport un pò ovunque.

Anche a Brescia, per mia fortuna. Con chi ha già comprato i biglietti (ora praticamente esauriti) ci si vede domani sera alle 9, in rigoroso silenzio per non perdere neanche una nota del maestro.

Al via il decimo “Festival della brescianità”

piamarta.jpgInizierà questa sera la decima edizione del “Festival della brescianità”. Non si tratta di un’occasione per dare voce ai luoghi comuni sul bresciano medio, bonaccione, lavoratore e un pò chiuso, quanto piuttosto di un momento per dare risalto alle grandi personalità che hanno contribuito a far crescere l’orgoglio di tutti noi abitanti della Leonessa d’Italia.

Il primo appuntamento di questa edizione è previsto per stasera con una serata dedicata ad Agape Nulli vedova Quilleri, accompagnata dal coro “La soldanella”. Agape è una personalità che pochi giovani conoscono al giorno d’oggi anche a Brescia nonostante lei e la sua famiglia abbiano dato moltissimo a questa città. Agape infatti sul finire della seconda Guerra Mondiale è stata una partigiana, staffetta per le Fiamme Verdi, le formazioni partigiane di ispirazione cattolica. Venne catturata dai nazifascisti nell’agosto del ’44 e restò in carcere a Canton Mombelli fino all’aprile del ’45. In prigione ebbe anche l’occasione di vedere all’opera Erik Priebke, giunto al comande delle milizie naziste in quel di Brescia come premio per ciò che era riuscito a fare a Roma, Fosse ardeatine incluse. Lo stesso Priebke in un colloquio con la detenuta tentò (senza riuscire) di carpirle informazioni sul cognato e su suo fratello, informatori radio dei servizi segreti britannici. Fedele fino in fondo al suo antifascismo Agape sposò il partigiano bresciano Sam Quilleri, che sarebbe diventato poi anche parlamentare del Partito Liberale.

Gli altri appuntamenti, a distanza di una settimana uno dall’altro, saranno con Mino Martinazzoli, ex Sindaco di Brescia in diversi mandati, ex Ministro della Giustizia, ex Ministro della Difesa, ex Segretario della DC e del PPI, e molto altro. Poi toccherà a Marcello Berlucchi, letterato, avvocato e grande conoscitore degli scrittori nostrani dell’800. Infine a chiudere le danze sarà il giornalista Andrea Cittadini.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella Chiesa di San Cristo, in via Piamarta in città, dalle 20.30. Come contorno è stata organizzata anche una mostra dal titolo “Emozioni bresciane di tela, carta, pietra e ferro” che raccoglie le opere preparate ad hoc di 19 artisti bresciani.

Bossi Jr proprio non viene apprezzato, e facebook si sbizzarrisce

bossi_jr.jpgFacebook, si sa, è lo specchio più fedele di questi tempi. Non ci sono programmi tv, radio, giornali o altro che sappiano dare lo spaccato della società meglio di questo nuovo strumento di comunicazione che da un paio d’anni è balzato in testa ai mezzi di comunicazione italiani, europei ed anche mondiali.

La possibilità di trattare temi frivoli ed impegnati allo stesso tempo, locali e globali, musicali e politici è anche la sua forza.

Ed è così che di punto in bianco sono nati gruppi come “Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi” ed anche “Questa melanzana avrà più fan dei Tokio Hotel”; gli ortaggi in questo caso sono stati banali scuse, senza alcun collegamento con l’alter ego della sfida.

Questo fino ad oggi, quando un simpatico gruppo di burloni ha deciso di mettere nel calderone della mischia anche Renzo Bossi, figlio del Senatur, e candidato alle elezioni regionali in quel di Brescia. E’ infatti comparso da poco tempo su facebook un nuovo gruppo dal titolo “Questa trota avrà più fan di Renzo Bossi”, con intento per nulla velato di scherzare con il giovane candidato leghista e con il nomignolo di “trota”, affibiatogli dallo stesso ingombrante padre qualche tempo fà, quando un giornalista gli chiese se il figliolo potesse essere il suo delfino, a cui lo stesso rispose: “Delfino? Semmai una trota!”.

La cosa curiosa è che persino la base leghista sembra osteggiare la candidatura del ragazzotto varesino (al cui fianco nelle liste delle candidature sembra sia stata fatta una sorta di epurazione interna, con l’obiettivo di rendergli più agevole la vittoria), nonostante la nomenklatura locale abbia dato il suo placet nei giorni scorsi. Dura sfida tra le due anime del partito. L’unica cosa che sembra comunque abbastanza certa fin’ora è che il gruppo “Questa trota avrà più fan di Renzo Bossi” vede crescere velocemente gli iscritti: 400 in un giorno. Di questo passo la sconfitta del “delfino” arriverà a breve.

Per San Faustino Brescia si riempie di 600 bancarelle

bancarelle.jpgGrandissimi festeggiamenti anche quest’anno per i santi patroni San Faustino e Giovita. Qualche post fà vi avevo già accennato alle svariate occasioni di festeggiamento che Brescia ha deciso di regalare ai suoi cittadini per questo 2010, che dureranno addirittura fino alla fine del mese.

Ciò nonostante il vero giorno clou dei festeggiamenti è oggi, il 15 febbraio giorno esatto della ricorrenza dei due santi; proprio oggi sono attese a Brescia circa 200mila persone, che si recheranno per lo più a gironzolare fra le centinaia di bancarelle di vario genere che riempiranno via san Faustino e buona parte del centro storico.

Già, perchè anche quest’anno i venditori ambulanti che prenderanno parte ai festeggiamenti per san faustino e Giovita saranno più di 600. Se ipotizziamo circa 8 mq a testa (pochi in realtà) arriviamo a 5000 mq di bancarelle. Alcune ragazze potrebbero essere a rischio infarto a causa di una così elevata gamma di “prodotti da shopping”.

Io ci sarò in mezzo a quella folla, non tanto per le bancarelle, cui darò comuqneu un occhio, ma per le fantastiche frittelle di san Faustino. Che in realtà non sono poi tanto diverse dalle frittelle di carnevale se non per la forma (sono piatte e grandi il triplo di una frittella tradizionale), ma a san faustinohanno tutto un altro sapore. Provare per credere.

Carnevale è alle porte, a Bagolino è tutto pronto

bagolino carnevale.jpgBagolino è un piccolo paese di meno di 4.000 anime in provincia di Brescia, della Valle del Caffaro per la precisione, una piccola valletta laterale della Val sabbia, che si protende in direzione del basso trentino. Ebbene, un piccolo paese come Bagolino è famosissimo per ben 2 cose. La prima è il bagoss, un formaggio che nel tempo si è meritato l’appellativo di “grana bresciano” nonostante sia decisamente più “sostanzioso” del suo corrispettivo emiliano. La seconda è il tradizionale carnevale.

Già, perchè le circa 4.000 anime di Bagolino riescono a mantenere vivissima la tradizione del carnevale bagosso, al punto tale da attirare nella piccola località montana decine di migliaia di visitatori.

In particolare a fare da attrazione principale sono i cosiddetti “mascher” ed i “balarì”. A ciascuno di essi il carnevale bagosso dedica un apposito momenti. I balarì sono letteralmente i “ballerini” i quali, vestiti con giacca e pantaloni al ginocchio scuri ornati da ricami, calze bianche lavorate, camicia bianca, cravatta scura, un lungo scialle di seta e tracolla di velluto ricamato, danzano sotto le case di amici e parenti, ma soprattutto in segno di riverenza di coloro che hanno prestato loro l’oro usato per adornare i cappelli totalmente ricoperti di fettuccia rossa, nastri colorati e gioielli.

Poi tocca ai mascher, cioè letteralmente alle “maschere”, ossia alle persone che, camuffate da vecchio o da vecchia, parlano con la voce in falsetto e si divertono a fare dispetti di vario genere a chiunque, forti del fatto che la maschera cela la loro identità.

Anche quest’anno a Bagolino è tutto pronto per il divertimento; a noi non resta che andare a divertirci.

(immagine tratta dal sito della proloco di Bagolino)

Paura a Brescia per un treno carico di Gpl non segnalato

gpl.jpgPer circa una giornata a Brescia si sono vissuti attimi di tensione e di vera e propria paura. La causa scatenante è stata un treno che trasportava alcune grandi cisterne contenenti Gpl e che era stato lasciato “in deposito” in un piccolo scalo per la bassa velocità nei pressi dell’incrocio tra Via Dalmazia e Via Orzinuovi.

A preoccupare un pò tutti era stato soprattutto il fatto che il treno, proveniente dalla Francia e diretto verso il Friuli, una volta fermatosi a causa di un gusto alla motrice era stato praticamente abbandonato nello scalo ferroviario senza che nessuno si fosse poi preoccupato di mettere in sicurezza la quindicina di cisterne, che peraltro si trovavani a poca distanza anche da un piccolo centro commerciale (quello della mediaworld per intemderci) e senza che nessuno si preoccupasse di avvisare le autorità del contenuto che veniva trasportato nelle cisterne.

La situazione è stata acuita anche dal ricordo che ancora tutti hanno della tragedia che si consumò a Viareggio solo pochi mesi fà, quando l’esplosione delle cisterne di Gpl trasportate con un treno all’interno della stazione ferroviaria toscana provocò decine di morti e la distruzione dei palazzi adiacenti allo scalo.

I più informati inoltre temevano che potesse capitare ciò che solo pochi giorni prima era accaduto anche nella vicina Verona, quando dalle cisterne di Gpl ferme in stazione era iniziato a fuoriuscire del carburante.

Fortunatamente lunedì sera, dopo quasi 24 ore di giacenza nello scalo bresciano il treno ha preso finalmente la volta del Friuli, per la gioia di tutti.

La politica usa Brescia per nepotismi personali?

renzo bossi.jpgAnche a Brescia è iniziata la bagarre elettorale in vista dell’importante appuntamento di questa primavera, quando il popolo lombardo sceglierà il suo nuovo Governatore, la Giunta regionale ed il Consiglio per il quinquennio 2010-2015.

Ora però che le candidature per le poltrone dei big sono oramai chiare, con Formigoni che cerca il quarto mandato consecutivo, e con Penati il più probabile degli outsider pronto a contendere il “titolo”, spunta, nel collegio bresciano che dovrà eleggere la sua quota di consiglieri regionali, un cognome che da “big dei big”: Bossi.

Ad una lettura più attenta però si capisce che non si tratta dell’arcinoto Umberto ma di Renzo, il figlio, che lo stesso padre aveva definito più che suo “delfino” una “trota”. Lo stesso Renzo Bossi che era assurto agli onori delle cronache per essere stato bocciato 3 volte di fila alla prova di maturità. Lo stesso che, per le sue bocciature, aveva gridato al complotto nei suoi confronti per divergenze politiche fra lui, deciso sostenitore del partito del padre, ed i professori della commissione e che aveva pertanto preteso che gli fosse dtaa la possibilità di ripetere, solo per lui, la prova di maturità.

Ma se il nome del padre era stata per lui la causa di tanti problemi, sembra ora che i disagi vengano ripianati con la candidtaura di Renzo Bossi in Regione Lombardia, dove magari l’elettore meno esperto si lascerà attrarre da quel cognome e crederà di votare il Senatur, ma si troverà come proprio rappresentate il ragazzetto poco più che ventenne.

Subito dopo l’ufficializzazione della candidatura è partito su facebook il tam-tam di protesta. Sono infatti nati due gruppi che in pochi giorni hanno accorpato circa 5.000 persone al grido di “No a Renzo Bossi in Regione”. A far specie in questo aso sono anche le numerosissisme adesioni anche di esponenti leghisti bresciani che hanno visto come un oltraggio la candidatura di Bossi Junior a discapito di militanti che da anni faticano all’interno del partito e a contatto diretto con la gente di Brescia. Si tratta insomma di una sorta di rivendicazione di federalismo anche qui visto che il concetto di fondo è: “Renzo Bossi si candidi al suo paese, a Varese; a Brescia si candidano i bresciani”.

Brescia entra a far parte delle città del car sharing

car sharing.gifIl car sharing è un metodo adottato da molte città europee per combattere in un solo colpo il problema del traffico e anche dell’inquinamento. Finora però i risultati, seppur comunque utili, non sono mai stati rislutivi in nessun caso.

Ciò nonostante anche Brescia entra a far parte delle città che adottano un sistema di questo tipo. E’ notizia giusto di pochi giorni fà che il Comune ha appena consegnato le prime due autovetture. Si tratta di due Fiat Panda bifuel (benzina-metano), a cui verranno ben presto altre 6 autovetture dello stesso tipo. Il funzionamento del car sharing sarà pressochè molto simile al funzionamenti di un altro servizio simile di condivisione pubblica di mezzi di trasporto che a Brescia sembra funzionare piuttosto bene: “Bicimia”.

Le autovetture Fiat messe a disposizione dall’Amministrazione comunale potranno essere utilizzate previa sottoscrizione di un abbonamento (i sottoscrittori, in 2 giorni sono stati finora 5) e saranno disponibili in alcuni punti nevralgici della città: piazzale Arnaldo, Bresciadue e piazzetta San Padre Pio.

Il nuovo servizio verrà gestito per i prossimi 5 anni dal il consorzio «Muovosviluppo» di Padova che ha maturato già parecchia esperienza in altre grandi città italiane tra cui Milano, Torino, Parma, Modena, Bologna, Roma e Palermo.

Il costo? Ai privati cittadini 0,35€ al km, alle ditte 0,50€. Non esattamente poco. Forse il neo principale di quella che considera una buona iniziativa.