In vista una domenica senz’auto

traffico2.jpgChe Brescia non sia seconda a Milano i miei concittadini lo sanno bene. Ma una volta tanto forse era meglio giungere secondi all’arrivo con un discreto distacco. Così, mentre i principali quotidiani italiani spendono pagine sull’inquinamento a Milano, sottolineando che da quasi 20 giorni di fila i livelli delle polveri sottili sono oltre i livelli di guardia e che probabilmente domenica nel capoluogo lombardo sarà vietata la circolazione delle auto, lo stesso accade anche a Brescia senza che i riflettori siano accesi allo stesso modo. Anzi, per quanto riguarda il famigerato Pm10, Brescia è addirittura messa peggio di Milano.

E’ notizia di oggi infatti che l’Amministrazione comunale sta pensando di vietare la circolazione alle auto all’interno del Comune di Brescia nella fascia oraria compresa tra ore 10 e le 18. L’ufficializzazione verrà data solamente oggi perchè, com’è anche ovvio, occorrerà valutare fino all’ultimo le condizioni meteo.

Qualora arrivasse infatti una discreta dose di acqua piovana sulle teste dei bresciani i livelli delle polveri sottili dovrebbero infatti scendere per attestarsi sotto al livello massimo consentito (anche se di poco), e con ciò il blocco del traffico dovrebbe venire rimandato a data da destinarsi. Nello stesso senso si è espresso infatti anche il Sindaco paroli: “per le critiche condizioni ambientali riscontrate nell’aria, se non interverranno mutazioni atmosferiche tali da portare a una riduzione della presenza di Pm10 nell’aria, domenica 31 gennaio verrà chiuso il traffico veicolare privato cittadino dalle ore 10 alle ore 18”.

Il provvedimento di blocco del traffico dovrebbe riguardare tutti gli autoveicoli che non hanno motore elettrico, oppure alimentato a metano o Gpl.

 

Anche a Brescia si ricorda, se si vuole

arbeit-macht-frei.jpgOggi è la giornata simbolo che tutto il mondo si è dato per ricordare la tragedia della shoah, dei campi di concentramento e di tutto ciò che è stato la pagina più buia della storia europea di sempre probabilmente.

Il 27 gennaio del 1945 infatti le truppe dell’armata rossa sovietica entravano nel campo di concentramento di aushwitz, liberando le migliaia di persone lì detenute e ancora fortunatamente vive.

Brescia, come sicuramente accadrà in tutte le città italiane (o per lo meno come dovrebbe accadere) è zeppa di appuntamenti volti a tenere vive il ricordo di quella tragedia, possibilmente senza falsi buonismi di facciata ma con vero spirito di commozione. Ecco quali sono le celebrazioni in data odierna, secondo la propria volontà ed il proprio tempo libero, a cui potranno prendere parte i residenti della leonessa d’Italia:

ore 9.30
Auditorium San Barnaba, piazzetta Benedetti Michelangeli per studenti e cittadinanza
Conversazione con studenti e testimoni
intervengono rappresentanti dell’Aned, dell’Anpi e dell’Anei, la signora Erminia Cuhar, Presidente ANED di Brescia e l’avvocato Cesare Trebeschi
a cura di Aned in collaborazione con ANEI, ANPI, CGIL, CISL, UIL, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani”, Centro studi ANEI sezione “A. Trebeschi – G. De Toni”
Per segnalare gruppi numerosi: anedbs@libero.it

ore 10.30
presso parco di via Roma, q.re Chiesanuova
deposizione corona di fiori presso il monumento ai caduti per la libertà alla presenza delle autorità civili, militari, delle associazioni di reduci e combattentistiche, di memoria storica a cura di ANEI – Centro Studi e Ricerche Storiche Federazione di Brescia con il patrocinio della Circoscrizione Sud.
Le scuole della Circoscrizione Sud sono invitate ad inviare una delegazione

 

ore 10.45
Auditorium San Barnaba, piazzetta Benedetti Michelangeli

Concerto del Gruppo Klezmorin, Musiche ebraiche ed Yddish a cura di ANED in collaborazione con ANEI, ANPI, CGIL, CISL, UIL, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani”, Centro studi ANEI sezione “A. Trebeschi – G. De Toni”.

ore 9.00 e replica ore 11.00
presso il teatro Pavoni, via Sant’Eustacchio, 8 per gli studenti delle scuole dell’obbligo spettacolo teatrale C’è sempre il cielo, tutto quanto.Gli studenti intervenuti presenteranno alcune riflessioni e deporranno nella cappella un fiore.

ore 12.00
Monumento ANED di piazzale Cremona breve cerimonia di deposizione di fiori presso il monumento al deportato a cura di Aned in collaborazione con Anei, Anpi, Cgil, Cisl, Uil, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani”, Centro studi ANEI sezione “A. Trebeschi – G. De Toni”.

ore 11.15

presso la cappella dell’internato e del deportato in S. Maria Assunta in Chiesanuova, via Fura 119 Cerimonia religiosa in ricordo delle vittime della Shoah e dei caduti militari e civili nei campi di concentramento tedeschi a cura di Anei – Centro Studi e Ricerche Storiche Federazione di Brescia con il patrocinio della Circoscrizione Sud.

ore 17.30
partenza da Borgo Trento, arrivo a piazza Militari bresciani caduti nei lager fiaccolata e breve commemorazione al monumento agli ex internati a cura di ANPI sez. di Borgo Trento, Anpi provinciale, Fiamme Verdi, ANEI, ANED, CGIL, CISL, UIL e associazioni del territorio

ore 21.00
presso cinema “Nuova Eden”, via Nino Bixio, 9 Il viaggio: Hammerstein Stammlager IXC n. 31098 pièce teatro Danza di Clelia Capacchietti serata in memoria del Segretario provinciale dell’Anei bresciano Remo Capacchietti a cura di ANEI – Centro Studi e Ricerche Storiche Federazione di Brescia.

Tappa bresciana per la banca della memoria

granny.jpgL’idea era nata nell’ormai lontano 2007 a dei ragazzi di Torino. L’obiettivo era (ed è ancora) quello di non disperdere un patrimonio di conoscenza storica per così dire “diretta”, perchè vissuta in prima persona, e quindi meno fredda ed asettica. Inoltre il secondo obiettivo è anche quello di mettere a disposizione di tutti, in particolar modo dei più giovani, questa enorme sapienza in presa diretta attraverso lo strumento più “giovane” che esiste: il pc e internet.

Così, a distanza di un anno dall’idea, il gruppo di giovani ha iniziato a girare per l’Italia, registrando interviste agli anziani (unico requisito essere nati prima del 1940) che vengono messe liberamente on line, visibili e scaricabili da tutti.

Il progetto ha preso il nome di Memoro ed i primi risultati sono già visibili sul sito www.memoro.org. Fino ad oggi però mancano ancora tutta una serie di racconti di vita di anziani di Brescia, perciò per coprire questa lacuna gli organizzatori hanno deciso di venire anche a trovare i nonnetti della leonessa d’Italia.

Questa mattina, alle ore 10, al nuovo cinema Eden gli ideatori di Memoro presenteranno una serie di filmati già registrati della lunghezza ciascuno tra i 3 e gli 8 minuti) tutti inerenti al tema della Shoah e della Giornata della Memoria. I responsabili del nuovo Eden hanno deciso di aderire perchè “è fondamentale non dimenticare, ed è importante trasmettere ai più giovani l’esigenza di conoscere, chiedere, cercare e a loro volta trasmettere e farsi portatori di memoria”. Ancora di più in giorni come quelli attuali dove la parola memoria è usata spesso, forse troppo rispetto a quanto realmente viene sentita.

Manuale semiserio di sopravvivenza al tragico

libro.jpgCristina Wührer è una bella donna di mezz’età, particolarmente sorridente e piacevole. Ma non è per questo che scrivo di lei. La mia attenzione non è nemmeno in quel cognome che a Brescia ricorda una nota zona di divertimento serale. la mia attenzione per lei è tutta per ciò che questa donna può raccontare, e sopratutto insegnare.

Qualche anno fa Cristina ha avuto un cancro al seno, dal quale sembra fortunatamente guarita. Cristina ha deciso però di non tenere solo per sé quell’enorme bagaglio di esperienza fatto di sofferenza, preoccupazioni ma anche affetti delle persone che le sono state vicine.

Cristina, forte della sua decennale esperienza di psicologa e psicoterapeuta, presenta proprio oggi al teatro Sancarlino alle ore 17 il suo libro “Sopravvivere al marito quando si ha un cancro” (edizioni Medicea, 10 Euro). Si tratta di un “manuale semiserio” come lo ha definito pochi giorni fà un giornalista locale. Trovo che si tratti di una definizione perfetta. Cristina infatti è riuscita a tradurre in tono scherzoso tutte le possibili declinazioni dei comportamenti che maturano all’interno del nucleo familiare quando una donna (una delle 400.000 all’anno) si ammala di tumore al seno.

Ai clienti delle lucciole confiscata l’automobile

prostituzione.jpgUn nuovo, strettissimo ed assai incisivo giro di vite quello che si sta prospettando a Brescia. La Giunta guidata dal Sindaco Paroli ( e del vicesindaco Rolfi) sembra infatti aver preso di mira le lucciole ed i clienti delle stesse.

Qualche mese fa fece già discutere la decisione di sanzionare amministrativamente con una multa di 500€ i signori che decidevano di usufruire dei “servizi” che le prostitute offrivano lungo le strade del capoluogo lombardo.

Ora un nuovo attacco, se possibile ancora più deciso; il vicesindaco leghista Rolfi ha annunciato che le forze dell’ordine della polizia municipale di Brescia provvederanno in futuro a sequestrare le automobili di coloro che verranno pizzicati in compagnia di prostitute o transessuali nel comune di Brescia. Non paghi di ciò, i vigili urbani avranno anche il potere di requisire alle persone dedite al meretricio anche l’incasso ottenuto da quella attività.

Peccato che in tutta questa situazione di sequetri e confische manchi anche solo un minimo inasprimento di sanzioni (o di attività preventivo-investigative) nei confronti di chi questa situazione la sfrutta appieno sfruttando spesso giovani ragazze africane o dell’est europa.

Un giorno su 4 Brescia è fuori norma

smog.jpgL’Unione Europea ha stabilito che il limite massimo delle polveri sottili nell’aria per ogni città sia di 50 microgrammi per metro cubo, con la possibilità di sforare tale limite al massimo per 35 giorni in ciascun anno solare.

A Brescia, come spesso accade anche in altre città italiche, tutto ciò resta però più che altro una bella ipotesi. Nel 2009 la seconda città lombarda è infatti risultata essere “fuorilegge” per ben 90 giorni, quasi il triplo del consentito.

Brutta notizia per i nostri polmoni, specialmente se si raffrontano i dati rispetto agli anni scorsi. Rispetto al 2008 infatti le giornate fuori norma sono cresciute, inoltre a partire dal 2002 la media giornaliera (calcolata su base annuale) delle polveri sottili è superiore ai 40 microgrammi per metro cubo; in pratica ad un passo dal limite.

Le cause dell’inquinamento da polveri sottili, almeno a Brescia, è dovuto per il 72% circa dalle automobili, per il 17% dagli impianti industriali e per il 9% dal riscaldamento casalingo. Ad influire in maniera pesante su quel 72% sono i mezzi a motore che viaggiano lungo la trafficatissima autostrada A4 e quelli che invece viaggiano lungo la dorsale (parallela all’autostrada) della tangenziale sud.

Brescia Calcio: Flachi positivo alla cocaina. Ora rischia la radiazione a vita.

palla football.jpgIn origine fu Johnatan Bachini. Venne a Brescia con un grave fardello sulle spalle, cioè quello di rifarsi una carriera nel mondo del calcio professionistico dopo essere stato pizzicato positivo alla cocaina. Poco dopo che se ne andò dalle Rondinelle venne trovato nuovamente positivo e quindi squalificato a vita.

Dopo di lui altri giocatori passati da Brescia ebbero qualche problema con i controlli antidoping. Giusto per ricordarne un paio basta fare i nomi del grandissimo Pep Guardiola o, più recentemente, di Possanzini, che ricevette una squalifica per essersi recato con 15 minuti di ritardo ai controlli antidoping (risultati comunque negativi) nel dopopartita.

Ora tocca all’ultimo fantasista delle Rondinelle: Francesco Flachi. L’attaccante del Brescia era già stato trovato positivo alla benzoilecgonina (un metabolita della cocaina) per la seconda volta. La prima fu nel 2007 a seguito della partita Sampdoria-Inter. Si prese una squalifica di 2 anni e tornò in campo solo a febbraio 2009, meno di un anno fa.

Ad agosto Flachi venne assoldato dalle rondinelle. ma adesso, dopo questi test positivi nuovamente al medesimo metabolita della cocaina, la leonessa d’Italia rischia seriamente di perdere uno dei suoi pezzi più pregiati per la seconda parte di questo campionato, anzi per sempre visto che stando al regolamento la seconda positività ai test comporta la squalifica a vita.

Forse un passo decisivo per la nuova cittadella dello sport

rigamonti.jpgSi attende per fine mese una (buona o cattiva?) notizia da Roma che possa smuovere le carte in tavola per quanto riguarda la cittadella dello sport di Brescia. Già, da Roma. Perchè in Senato è appena stato approvato un ddl, che ora dovrà trovare il consenso anche alla Camera, che potrebbe incidere significativamente sulla situazione socio-sportiva bresciana (e non solo).

Il ddl si intitola “Disposizioni per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi e stadi anche a sostegno della candidatura dell’Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale”. Il motivo di queste agevolazioni sono da ricercare (testualmente) nel “preminente interesse nazionale”.

Se approvato, il ddl favorirà finalmente la realizzazione di un nuovo stadio a Brescia attraverso lo sveltimento delle procedure burocratiche e soprattutto attraverso contributi economici di rilievo. Il ddl peraltro conferisce la preferenza a impianti multifunzionali: la cittadella dello sport sembra perciò calzare a pennello.

Il testo della legge parla, per ora, oltre che della costruzione ex novo di impianti anche della ristrutturazione di quelli già esistenti. Alla Loggia non resta che scegliere: potrà usufruire di questa nuova normativa in entrambi i sensi che ora si prospettano più probabili, ossia un nuovo complesso di impianti in zona laghetti di cava oppure una ristrutturazione del vecchio (e amato) Rigamonti.

Mompiano chiede democrazia diretta, o per lo meno di essere sentito

cartina mompiano.jpgSenza scomodare la filosofia del diritto che parlerebbe di richieste di democrazia diretta, diciamo più semplicemente che Mompiano, il quartiere settentrionale di Brescia, si sta sempre più mobilitando, radunando i propri cittadini sotto varie forme, con l’intento di chiedere che le decisioni delle amministrazioni locali e delle aziende che alle stesse amministrazioni fanno capo siano più vicine alle necessità della popolazione.

Mesi fa si era già costituito nella zona un primo comitato che si opponeva alla costruzione di due edifici in piazzale Vivanti, i quali avrebbero dovuto, secondo le intenzioni dei progettisti, portare ad una riqualificazione urbana della futura zona adiacente alla stazione del metrobus.

E’ invece notizia fresca di pochi giorni orsono che, sempre nella zona di Mompiano, si è costituito un nuovo comitato. L’obbiettivo di questa seconda organizzazione di cittadini è facilmente riassunto nele parole di sara Corradini, una delle promotrici: “Semplicemente vorremmo essere resi partecipi di quello che sta accadendo nel nostro quartiere. Vorremmo che ci dicessero cosa stanno facendo e vorremmo anche che ascoltassero le nostre ragioni: può darsi che abbiano progetti che ci soddisfano, altrimenti vedremo di proporne noi in modo autonomo”.

Per ora i primi nodi da risolvere secondo il costituendo comitato (che conta già un migliaio di iscritti, ben oltre le aspettative) sono: una pista ciclabile per gli studenti di scuole medie ed elementari, la spinosissima “questione stadio” ed infine un progetto completo per ciò che concerne la viabilità della zona, tenendo presente della presenza di poli universitari e della futura realizzazione della metropolitana.

Non c’è crisi a Brescia per le imprese di stranieri

lavoratore.jpgDa un recente sondaggio del più autorevole quotidiano nazionale, per il popolo italico la parola dell’anno del 2009 è stata “crisi”. Un chiaro segno dei tempi. Ma se la maggioranza sembra concorde sull’attribuire a quella parola il primato assoluto, di certo, almeno a Brescia, lo stesso non potranno dire anche gli imprenditori di origine straniera.

Secondo uno studio della Fondazione “Leone Moressa”, basata sui dati di Infocamere, l’imprenditoria straniera nella provincia di Brescia non solo non ha visto un’elevata percentuale di ditte che hanno chiuso i battenti (cosa invece accaduta per le imprese “nostrane”), ma anzi ha visto crescere sensibilmente il proprio numero. Si parla di un +5,1% nel 2009 (il 2008 si era chiuso addirittura con un +6,2%).

Nel complesso ad oggi la provincia di Brescia vanta il quinto posto in Italia per numero assoluto di imprese fondate da stranieri, piazzandosi subito dopo 4 città di dimensioni decisamente maggiori (Milano, Roma, Torino e Firenze).

In tutta la Lombardia, sempre secondo i dati raccolti da Infocamere, l’etnia più prolifica da questo punto di vista sono gli egiziani. Se invece si guarda ai settori lavorativi, più di un’impresa su 2 riguarda il settore edilizio (a prevalenza etnica di origine ex Jugoslava) o il settore commerciale (con riferimento a diverse etnie, a prevalenza comunque cinese).